Cronache bianche
Luigi Grazioli

Luigi Grazioli ha pubblicato i volumi di racconti: Cosa dicono i morti, Campanotto, 1991; Racconti immobili, Greco&Greco, 1997; Il primo Congresso del Sindacato dei Profeti Viventi, Effigie, 2008; e i romanzi Lampi orizzontali, Greco&Greco, 2004, e Tempesta, Effigie, 2011. Dirige dal 1999 la rivista “Nuova prosa”; è redattore e editor degli ebook di www.doppiozero.com.
BLOG: Fuori tempo massimo, A spasso nella caverna

15.05.2017

L'ultimo romanzo del grande scrittore argentino / Ricardo Piglia. Solo per Ida Brown

Sparizioni, sequestri, assassinii, attentati, ricerche che si concludono senza concludere, che portano a qualcosa che può anche essere niente, enigmi: i romanzi di Ricardo Piglia, il grande scrittore argentino scomparso qualche mese fa a 76 anni, parlano di questo. Ma così parlando, dicono anche altro, mai niente è semplice, e i livelli di lettura si moltiplicano quanto più il discorso sembra piano e diretto: un discorso di genere, e un genere dominante, il romanzo di investigazione, poliziesco, noir, che poi si combina con altri, secondo i debordamenti e le contaminazioni che il procedere delle vicende narrate richiede. Ma se i primi romanzi riproducono questa complessità nella loro stessa forma (inchieste personali o giornalistiche pe ricostruire storie famigliari; racconti che...

04.01.2017

Dare pace all’infinita distesa delle esistenze offese / Le Vite Minuscole di Pierre Michon

Pierre Michon in Francia è un autore di culto. Alla sua opera sono dedicati convegni, numeri monografici di riviste e numerosi saggi, tra i quali, nella collana economica Foliothèque riservata principalmente ai classici francesi, un bel commento di Dominique Viart a Vite minuscole, tradotto da Leopoldo Carra per Adelphi (p. 204, E. 18) a più di trent’anni dalla sua prima pubblicazione in Francia, accolto con grande e diffuso favore anche da noi.   Personalmente, leggo Michon sempre con un sentimento contrastato, altalenante tra ammirazione e fastidio, dovuto in gran parte al suo stile, cioè esattamente a quello che piace a molti lettori e critici francesi. Michon si attesta in genere, sia per linguaggio che per “sentire”, su un registro letterariamente alto, ricco di metafore e...

10.08.2016

Progetto Jazzi / Dormire sotto le stelle. Compilation

  Un nuovo contributo a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).  Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle stagioni. La sfida è anche quella di produrre...

06.08.2016

Il sigillo della condanna / Dimenticare Nagasaki

La circostanza che le città distrutte furono due, mentre della Bomba si parla solo, e per antonomasia, al singolare, col solo nome di Hiroshima che ritorna, nel ricordo e come riferimento indelebile, significa forse che nient’altro che l’inizio conta, la prima volta, il fatto che un momento, e una decisione, inaugurale ci sia stato?   Foto di Yosuke Yamahata.    Ancora più terribile della prima volta è la seconda, la ripetizione che sola di Hiroshima ha fatto una prima volta, l’apertura di una serie e non un errore isolato (come quegli azzardi biologici, i mostri, che sono sempre unici e infecondi, perché se avessero séguito non sarebbero più tali e la loro mostruosità sarebbe invece assorbita, dimenticata e poi dopo molto tempo ricercata con nostalgia, nella normalità di...

12.07.2016

Classici in prima lettura / L’epopea di Gilgameš

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   C’è questo Gilgameš che, come tutti noi, così dicono, è figlio di un dio, ma che diversamente da noi che ce ne siamo dimenticati e quindi pensiamo di essere solo umani e quindi che prima o poi, beh, insomma... si sa, ci tocca morire, lui invece se lo ricorda benissimo, perché è un grande re, è bello, e forte, e ha tutti questi poteri che gli altri esseri viventi, e gli uomini comuni in particolare, non hanno, ed è per questo che quando scopre che di un dio sarà pure figlio, ma lui un dio in tutto e per tutto non è, e che quindi prima o poi anche lui... insomma: quello... ci siamo capiti... ci resta proprio male e non riesce a farsene una ragione. Per gli...

30.05.2016

La nuova traduzione di “Io sono vivo, voi siete morti” / Emmanuel Carrère e Philip K. Dick

La prima volta che ho letto questo libro, da poco tradotto per Theoria con il titolo di Philip Dick. Una biografia (1995), è stato solo per Dick, e confesso, da frequentatore alquanto deficitario del genere biografico, di averlo letto volentieri ma un po’ disorientato, perché non aveva molto delle classiche biografie da una parte, ma nemmeno di una tradizionale monografia critica dall’altra: la vita mi sembrava troppo narrata, con intrusioni del narratore che peraltro non mi dispiacevano, mentre il discorso critico era troppo incline al biografico e alla psicologia, cioè a usare disinvoltamente il dato fattuale per l’interpretazione dei testi e viceversa i testi come materiale per la ricostruzione della complessa psiche dell’autore e dei suoi conflitti.   La seconda volta invece,...