Manuale
Marco Belpoliti

Marco Belpoliti è scrittore e saggista. Tra i suoi ultimi libri: Il corpo del Capo (Guanda 2009), Senza vergogna (Guanda 2009), Pasolini in salsa piccante (Guanda 2010); La canottiera di Bossi (Guanda, 2012); Camera straniera. Alberto Giacometti e lo spazio (Johan & Levi, 2012); Da quella prigione. Moro, Warhol e le Brigate Rosse (Guanda, 2012); Il segreto di Goya (Johan & Levi, 2013); L'età dell'estremismo (Guanda, 2014). Dirige con Elio Grazioli la collana Riga, collabora a La Stampa e L'Espresso, insegna all'Università di Bergamo.

02.03.2018

“Non era ossessionato, era posseduto" / Giacometti. Ritratto finale

Una volta Beckett, parlando di Alberto Giacometti con James Lord, ha detto: “Non era ossessionato, era posseduto”. Il film che Stanley Tucci, regista americano quasi sessantenne, ha dedicato all’artista svizzero, Final Portrait, vuole rendere conto di questa condizione. Tuttavia, pur essendo un magnifico film, non sempre vi riesce. Goffrey Rush interpreta in modo esemplare il ruolo dello scultore e pittore, ne assume perfettamente le sembianze fisiche e le movenze, così da restituirci gli scatti, i cambi d’umore, le ire e le disperazioni, di cui Lord racconta nel suo libro, Un ritratto di Giacometti (Nottempo), opera da cui è tratto il film. Tucci ha realizzato un lungometraggio che sta tra il film di finzione e il documentario. Prima di tutto ha ricostruito in modo esemplare lo studio di...

24.02.2018

Domenica 25 febbraio il secondo appuntamento / Monte Bulgheria: laboratorio camminato

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).   Si va in silenzio, in fila indiana. Matteo Meschiari ha radunato il gruppo vicino alla chiesa del santuario di Licusati, sopra Marina di Camerota e ha chiesto di non parlare mentre si sale. La strada rampa per i primi quindici minuti; si transita attraverso la vegetazione di alberi e arbusti, poi il tratturo diventa sentiero e sopra c’è solo la pietraia. Siamo arrivati al punto di ritrovo con il Pick-Up di Maurizio. Gli altri seduti dietro nel cassone, io nell’abitacolo a parlare con il nostro ospite della casa in cui dormiamo. Il Monte Bulgheria, che stiamo...

19.02.2018

Sergio Luzzatto / I bambini di Moshe

Secondo una leggenda il re David non sarebbe morto, ma solo addormentato in una caverna il cui ingresso è però segreto. Attende che qualcuno lo svegli per tornare sulla scena e salvare il Popolo eletto. Due ragazzi si mettono a cercare la grotta e dopo varie peripezie la trovano. Entrano e vedono re David sdraiato su un letto d’oro. Sono però abbacinati da tutte le cose che scorgono lì intorno. Il re allunga le braccia verso i due affinché gli versino l’acqua raccolta nei giardini dell’Eden contenuta in una bottiglia; questo potrebbe finalmente svegliarlo. I due imbambolati da quello che hanno visto non reagiscono in tempo; re David si stringe le spalle e non succede niente. Scoppia improvvisa una tempesta e i due sono costretti a uscire dalla caverna. Si trovano proiettati in un luogo...

14.02.2018

14 febbraio 1992 - 14 febbraio 2018 / Conversazione con Luigi Ghirri: fotografare l'Italia

Ventisei anni fa, il 14 febbraio 1992, moriva Luigi Ghirri nella sua casa di Roncocesi. Non aveva ancora 50 anni, ma ha lasciato un'opera vasta e complessa. Per ricordarlo ripubblico l'intervista di difficile reperibilità che gli ho fatto nel marzo del 1984, nel momento in cui era stata appena inaugurata la mostra "Viaggio in Italia".    L’appuntamento è in piazza, a Formigine, e mentre aspetto Luigi Ghirri guardo la splendida Rocca. Non ero mai stato da queste parti e ignoravo l’esistenza di questo edificio medievale. Mi immaginavo Formigine uguale a decine di altri paesi dell’Emilia, paesi composti di palazzine, strade d’asfalto, ville neopadronali, sorte all’improvviso a rompere la geometria dei campi, un paesaggio vecchio di secoli. Sono i nuovi profili dell’Italia...

05.02.2018

Sentimenti al negativo al Circolo dei Lettori (TO) / Kafka e la vergogna

I due uomini hanno condotto K. fuori città, in una cava. Lì la luna illumina ogni cosa con una pacata naturalezza. Uno dei due toglie a K. la giacca, il panciotto e la camicia, poi lo prende sottobraccio e passeggia avanti e indietro con lui per aiutarlo a combattere il freddo. Quindi, trovato il posto che reputano adatto, i due signori fanno adagiare K. a terra, contro un masso, con la testa appoggiata a questo. Estraggono un coltello da macellaio, a due tagli, e lo osservano. Cominciano dunque delle odiose cerimonie, passandosi a vicenda il coltellaccio, così che K. pensa che sarebbe suo dovere prenderlo lui stesso, mentre passa di mano, e ficcarselo direttamente nel petto.  Mentre è lì che riflette su questo, s’accorge che in una delle finestre della casa prospiciente la cava si è...

19.01.2018

Le immagini raccontano il terrore / Nagasaki, Papa Francesco, Yamahata

Pochi giorni fa sull’aeroplano che lo conduceva in Cile Papa Francesco ha fatto distribuire un’immagine scattata da un fotografo americano, Joseph Roger O’Donnell a Nagasaki nel 1945. Raffigura un ragazzo che porta sulla schiena il fratellino legato con corde. Il bambino è morto a causa del bombardamento atomico sulla città giapponese e il giovane lo sta portando a far cremare; così almeno le didascalie sui quotidiani del 16 gennaio. Insieme all’immagine ci sono delle frasi scritte da Francesco: “Il frutto della guerra”. E ancora: “La tristezza del bambino solo si esprime nel suo gesto di mordersi le labbra che trasudano sangue”. Poi: “Commuove più di mille parole”.  Tra le foto scattate da Yosuke Yamahata, il primo fotografo che si recò a Nagasaki il giorno successivo allo...