AUTORI
Maria Cristina Addis
18.04.2017

L'ideologia della richiesta neutralità / Velature

Una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha posto per l’ennesima volta il velo islamico al centro della ribalta mediatica. L’istituzione con sede a Lussemburgo si è infatti da poco pronunciata a favore del divieto di indossare l’hijab sul luogo di lavoro: le imprese che ne vietino l’uso, recita la sentenza, non sono in linea di principio tacciabili di discriminazione, in quanto perseguono la legittima finalità di garantire un ambiente lavorativo “neutrale” incompatibile con qualunque “segno visibile di appartenenza politica, filosofica e religiosa”.   Hijab, ciò che “rende invisibile, cela allo sguardo, nasconde, copre”, e più in generale “qualsiasi barriera di separazione posta davanti a un essere umano, o a un oggetto, per sottrarlo alla vista o isolarlo...