12 volte in ex URSS
Saverio Pesapane

Saverio Pesapane si laurea in architettura a Napoli con un documentario sulle strade costruite con i finanziamenti post-terremoto in Campania. É autore di documentari e cortometraggi, tra cui “A Water Tale”, prodotto dall'Onu per il sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, “Aral Citytellers”, girato sul lago d'Aral, in Kazakhstan, “Dubai Citytellers”, sul neo schiavismo negli Emirati Arabi, e “It's Countryside”, girato nella valle del Nilo durante la rivoluzione e presentato alla Biennale di Architettura di Rotterdam.

 

www.saveriopesapane.com

28.04.2014

Tavoli | Stefano Boeri

La scrivania è un tavolo profondo, quasi quadrato, al centro della stanza, e dalla quantità di sedie dà l’idea di un tavolo di lavoro collettivo. Nella configurazione qui immortalata si fanno notare la duplice copia de La regola e il modello di Francoise Choay, in italiano e in francese, il catalogo di Mutations (uno dei libri piú importanti nella formazione degli architetti cresciuti negli anni zero), un catalogo di Sao Paulo Calling, un po’ di oggetti tecnologici, una clessidra, quotidiani, fotografie.   Come baricentro del tavolo, una reliquia proveniente dagli anni 80: un busto di Diego Armando Maradona. Al centro di fotografie, riviste, giornali, cataloghi di mostre, a tenere in equilibrio questo microcosmo, troviamo Diego, nella forma...

13.03.2014

La sesta volta

Per entrare si doveva scostare la tenda di plastica bianca che faceva da porta. Lo facemmo, e ci trovammo nell’unico bar del paese. L’intero locale era una tenda di plastica bianca al centro del villaggio. Saranno state le nove di sera, e la strada che portava dalla casa dove alloggiavamo al locale era totalmente buia. L’illuminazione interna consisteva in una serie di neon schierati su una griglia agganciata alla struttura di sostegno della tenda. Il locale era un karaoke bar fornito, oltre all’impianto per il karaoke, di un frigorifero e di uno spillatore per le birre, senza bancone.   Eravamo con un ragazzo basco, Miguel, che stava viaggiando lungo la transiberiana da solo. Era partito da San Sebastian in treno, arrivato a Mosca aveva preso la...

12.12.2013

La quinta volta

Salimmo in treno a Yekaterinburg, con i biglietti comprati qualche giorno prima. Se viaggi in Transiberiana devi avere una certa passione per i paesaggi monotoni, per il mondo post sovietico, e per i treni. Quelli della Transiberiana non sono male, molto simili agli Intercity che tutti usavamo in Italia prima dell'alta velocità, ma rigorosamente in versione treno notturno. Nell'ex Unione Sovietica, e in particolare in Siberia, tutti i tragitti sono lunghissimi, e tutti i vagoni sono attrezzati con i sedili ribaltabili, le cuccette. La prima classe ha dei vagoni con cabine a due letti mentre la seconda, quella che usavamo noi, degli scompartimenti con 6 cuccette.   Capimmo abbastanza presto che alle biglietterie tendevano a riservare un vagone agli stranieri, ed...

28.11.2013

La quarta volta

Yekaterinburg é una cittá da un milione e mezzo di abitanti sul confine tra Europa ed Asia, nella regione degli Urali. Ci arrivammo in treno, era una delle prime tappe di un viaggio in transiberiana, e la prima cosa che facemmo fu andare alla biglietteria. Il treno in Russia è il mezzo più utilizzato per gli spostamenti, spesso i posti disponibili si esauriscono con giorni di anticipo, dunque decidemmo di comprare i biglietti del viaggio successivo appena arrivati in città.   Ci mettemmo diligentemente in coda e dopo 45 minuti abbondanti, quando tra noi e la cassa rimanevano solo altre due persone, la bigliettaia decise senza alcun preavviso di chiudere lo sportello. In quel momento ci saranno state almeno 30 persone in fila, e la reazione...

14.11.2013

La terza volta

Quando passammo sotto l'ala dell'aereo guardammo in alto. La parte inferiore era completamente scrostata, come l'intonaco nei bagni dopo che anni di umidità l'hanno gonfiato e poi fatto distaccare. Era incredibile che in volo quei pezzi non si fossero staccati. Eravamo appena scesi dal volo interno di una compagnia Ucraina all'aeroporto di Simferopoli. L'areo aveva una serie di scritte sulla fiancata, alcune in arabo, altre cancellate da una mano di vernice ma ancora semileggibili, e il tutto rendeva impossibile capire a che compagnia appartenesse l'aereo. Sul biglietto c'era scritto solo la città di partenza e quella d'arrivo.     L'interno dell'aereo era rigorosamente anni 70, comprese le tendine alle...

01.11.2013

La seconda volta

Zhannat fu la prima persona che vidi appena sceso dal treno. In 8 ore di tragitto da Kyzylorda ad Aral, attraverso tutto il Kazakhstan occidentale, il panorama non era mai cambiato, sempre e solo steppa. Zhannat mi fece fare un primo giro di Aral, una cittadina di 40.000 persone che una volta era su un lago.   Aral è ancora dov'è sempre stata, ma il lago non c'è più. Si è ritirato progressivamente negli ultimi 70 anni, la sua superficie si è ridotta del 90 per cento, ed ora le sue sponde si trovano ad un centinaio di chilometri da Aral, che nel frattempo è rimasta com'era negli anni ‘50, con le insegne dei ristoranti di pesce, con il porto, con un deserto al posto del lago. E con le navi, abbandonate da...