AUTORI
Ugo Morelli
25.07.2016

Archeologia della mente / Comanda la paura

Trasformati dall’urto della storia, arranchiamo atterriti dalla paura. Ne abbiamo di motivi per avere paura, ne abbiamo tanti e ne abbiamo sempre avuti. Tanto è vero che con l’evoluzione abbiamo selezionato riguardo alla paura una delle principali aree delle nostre emozioni di base. D’altra parte sono gli emotivi che interagiscono col mondo, che sono sensibili. Sentire o provare, come si dice, le emozioni rende noi stessi strumenti, nel senso che cambiamo, costruiamo, nascondiamo, intensifichiamo direttamente le emozioni.   L’antropologo William M. Reddy ha intuito, in accordo con i risultati delle più recenti scoperte su come siamo fatti e come funzionano le nostre emozioni, che c’è una dimensione interiore nelle emozioni che non è del tutto e semplicemente rappresentata da...

18.07.2016

Una riflessione psicologica / Il narcisismo estremo e il terrorista

L’irruzione improvvisa di una potenza ignota o la lenta e distillata penetrazione attraverso l’indottrinamento e l’addestramento: entrambe le vie mostrano di essere in grado di generare il desiderio di gloria che coinvolge e travolge le personalità dei terroristi suicidi.   I Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’attentatore di Nizza nel giorno anniversario della rivoluzione francese, il 14 luglio 2016, ha ricevuto una radicalizzazione rapida della sua scelta. Atta, il capo terrorista dell’attentato alle Torri gemelle aveva avuto una lunga preparazione. Percorsi diversi per esiti simili. La guerra cambia quando chi uccide non lo fa più per salvare se stesso. Tanto che se il terrorista suicida non muore si tende a considerare fallita l’operazione, come hanno già sostenuto Diego Gambetta e con...

24.05.2016

Nessuno con cui valga la pena parlare / Indifferenza

Non sembra che ci sia alcuno scopo, nessuno con cui valga la pena parlare, neppure un progetto cui opporsi, né tantomeno da proporre. Niente per cui meriti di alzare un dito. Basterebbe una presenza per fare la differenza, nella folla anonima di volti che scorrono invisibili. Un cenno capace di distinguersi nella ripetizione atona che scorre silenziosa. Bisognerebbe però poterla immaginare, attendere, concepirla in un’attesa, prefigurarsela, presentirla in un’illusione, quella presenza. Così non è. Non un segno, neppure un cenno, né l’ombra di una differenza. Non una parola: solo un chiasso assordante che non diventa voce. Spostandosi, muovendosi da un luogo all’altro, fissando ora un volto ora l’altro, non si produce un incontro, non genera differenza neppure la condizione nomade, ma...

19.05.2016

Regrediti nella paura / Muri

La vita ci presenta situazioni in cui non può esserci spazio per il dubbio. Sia a livello personale che sociale. Il dubbio è un decisivo compagno di viaggio, ma in certi casi non si riesce a dargli spazio. E con ogni evidenza sarebbe sbagliato farlo. Il “muro” al Brennero appartiene a quelle situazioni sulle quali non possono esservi dubbi. Ogni analisi giunge alla stessa evidenza. Ogni smentita non ha consistenza. Tutto è chiaro. Quella chiusura risponde solo a un errore. Continuare a fare una manutenzione straordinaria tardiva e inefficace di situazioni deteriorate serve solo a farsi del male. Una particolare forma di manutenzione tardiva e inefficace è quella linguistica: il ministro degli interni austriaco ha sostenuto che non si tratta di un muro ma di un recinto. Salti mortali...

18.04.2016

La paura dei nostri sentimenti quotidiani / Vittime senza compassione

E noi qui? Non ci sono luoghi immuni, né anime tranquille. Nessuno di noi si può chiamare fuori. Quello che sentiamo dentro ognuno di noi e per strada, anche qui da noi, in queste ore, di fronte all’orrore terroristico, corrisponde più o meno alla domanda: e perché qui da noi non succede ancora? Quando succederà? Un senso indefinito di paura pervade i nostri sentimenti quotidiani. È proprio l’indefinitezza una delle cause principali del nostro disagio. Nel momento in cui l’altra persona, un cestino dei rifiuti, persino un bambino, possono diventare un’arma, non riusciamo più a controllare il disagio e l’angoscia. Se si aggiunge a tutto questo la mediatizzazione della distruttività che fa ricadere nel nostro mondo interno, goccia a goccia, la paura, ne ricaviamo un effetto problematico che...