AUTORI
Umberto Sebastiano
20.08.2018

Scene d’estate / Io-Salome: Romeo Castellucci al festival di Salisburgo

Vedere uno spettacolo di Romeo Castellucci è un po’ come partecipare a un rito sciamanico. Ho appena assistito alla Salome di Richard Strauss, allestita nell’imponente cornice di pietra della Felsenreitschule di Salisburgo, e pur con alcune differenze, per esempio non ho provato l’impellente necessità di vomitare, mi sento come se avessi bevuto l’ayahuasca: scosso, attraversato da ombre, ma al tempo stesso più concentrato, lucido, sapiente. Prima di vedere ho digiunato: non si può partecipare a un rito appesantiti dalla digestione, in particolare delle proteine. Al termine, come da prassi, mi affretto a fermare sulla carta visioni, sensazioni. Le lascio fluire. Si accavallano alle premesse: “Vorrei una Salome senza una goccia di sangue” dice Castellucci. E io vedo sangue ovunque. ...