Immagini

Novara 20-22 settembre 2019 / Quando uno disegna una pecora

Scrivere a proposito del Piccolo Principe è impresa complessa. Incluso fra i libri più venduti della storia (200 milioni di copie fra cartaceo, DVD, CD, 400 milioni di lettori stimati), pubblicato in più di 300 di lingue, diventato una serie tv in 80 episodi venduta in 50 paesi, sostenuto da un merchandising che spazia dalle tazze agli ombrelli, dalle agende ai posacenere, dai peluche alla biancheria, dagli orologi alle lampade alle immancabili magliette – in Francia gli è stato dedicato un parco a tema, in Corea un villaggio, in Giappone un museo, e a Parigi c’è Le Petit Prince Store, a cui fa capo lo store online ufficiale che vende plotoni di pecore, rose, aeroplanini e volpi – nel tempo da libro si è trasformato in caso editoriale e quindi in fenomeno culturale, come confermano la...

Una conversazione / Tomaso Montanari: arte e politica culturale

Daniela Brogi: Qualche mese fa sono usciti per Einaudi due tuoi libri: Velázquez e il ritratto barocco, e L’ora d’arte, un volume in cui sono raccolti cento testi preparati per la rubrica che curi sul “Venerdì”. Vorrei ragionare con te di arte, politica culturale e valori civili proprio risfogliando questo secondo lavoro. Che tanto per cominciare ha un titolo che si presta a varie letture, perché “l’ora d’arte” è l’ora di storia dell’arte che via via si tenta di eliminare dai programmi scolastici; ma è pure, come tu stesso hai spiegato, l’ora della settimana che scegli di dedicare a un dialogo con i lettori di un settimanale, parlando di arte, magari anche attraverso questioni politiche, e viceversa. In questo senso, l’ora d’arte diventa anche “l’ora d’aria”, lo spazio di libertà dentro...

Figure a colori / Cose afgane

Disegnare, rispetto al fotografare, forse è un modo per fermare di più. Figure a colori è un tentativo di mettere insieme delle immagini di oggi con quello che mi porto dietro. Una specie di dossier.   Mesi fa è apparsa una fotografia sui giornali: appena vinto le elezioni comunali a Ferrara col loro candidato, sostenitori della Lega hanno messo la bandiera del partito sullo scalone del municipio, dove era appeso lo striscione di Amnesty International Verità per Giulio Regeni, coprendolo in parte; l’immagine appariva come una specie di censura, un effetto simile alle soprastampe dei francobolli del passato, dove un ente occupante si appropriava dell’immagine timbrandovi sopra una propria. Il giorno dopo l’ho disegnata su un cartoncino nero con delle matite colorate e un titolo: Chi...

La tavolozza dei colori fantasiati di Lino di Lallo / Un nuovo alfabeto cromatico

«I problemi filosofici sorgono infatti quando il linguaggio fa vacanza»: è una citazione da Wittgenstein che l’artista, architetto, scrittore e pittore, Lino Di Lallo riporta a pag. 172 del primo volume di Tavolozza d’autore. Il grande libro dei colori fantasiati, edito da Il Formichiere di Foligno e presentato da una bella e poetica introduzione di Carlo Ossola. La pagina è bianca, in alto vi è solo una frase, una domanda: «Questa pagina è color…??», in fondo alla pagina la citazione dalle Ricerche filosofiche. Che il linguaggio faccia vacanza (feiert, fa festa) vuol dire che non è trasparente, perspicuo, che non rimanda a un oggetto preciso del mondo delle cose, che la logica e la grammatica del colore sono piene di paradossi e di enigmi che il filosofo austriaco ha cercato di...

Novara, 20-22 settembre 2019 / Indovina lo scarabocchio!

Sembra questo, sembra quello Pare brutto e invece è bello L’importante è sempre osare Anche se si può sbagliare Perché quando ti avvicini Oz trascende i suoi confini…   In questo scarabocchio di Mara Cerri si nasconde la forma che ha preso questa volta Oz. Indovinala! e vincerai una copia dei libri a lui dedicati scritti da L. Frank Baum.   Scrivici a questo indirizzo (redazione@doppiozero.com) con la tua soluzione entro il 18 settembre.   La soluzione più bella e fantasiosa sarà quella che riceverà il premio: il vincitore dovrà presentarsi con la mail ricevuta in risposta in uno dei giorni del festival per ritirare il libro.   Chi sei tu? Perché sei venuto a cercarmi? Chiara Lagani e Mara Cerri saranno con noi, con un laboratorio per bambini:   Nella saga di Oz...

Questa sera alla Cartoleria Bonvini di Milano alle 19 / Commenti a tavole di Una stella tranquilla

I nostri tre incontri alla Cartoleria Bonvini di Milano iniziano questa sera alle ore 19: Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi, con i disegni di Pietro Scarnera e Marco Belpoliti. E poi ancora domani e giovedì: qui il programma completo. Vi aspettiamo!     La vicenda raccontata in Una stella tranquilla inizia in una Torino distrutta dalla guerra e dai bombardamenti e termina quasi ai giorni nostri. La prima è la città in cui Primo Levi ritorna nell’ottobre del 1945, la seconda è la metropoli in cui si muovono i due ragazzi protagonisti del fumetto, che tornano sulle tracce lasciate dallo scrittore. In mezzo ci sono 70 anni di storia: per questo Torino fa da sfondo a tutta la vicenda. Dal dopoguerra al boom economico, dagli anni del terrorismo fino alle...

Novara 20-22 settembre 2019 / Scarabocchiare scarabocchi d’autore

Torna Scarabocchi. Il mio primo festival per il suo secondo anno. Di nuovo a Novara, presso l’Arengario. Torna con un tema che attraversa laboratori per i bambini e per gli adulti, le lezioni e le letture, e altro ancora: gli animali. Lorenzo Mattotti con gli animali di Pinocchio, Giovanna Durì con le macchie e gli sgorbi dentro cui vedere animali strani o consueti, Giovanna Zoboli con la pecora da disegnare de Il piccolo Principe di Saint-Exupery, e poi Ilaria Urbinati anche lei con animali, e quindi Ermanno Cavazzoni che ci parla degli scarabocchi di Franz Kafka, lo scrittore i cui racconti sono pieni di molti animali. Vi aspettiamo a Novara dal 20 al 22 settembre!   Pare che gli scarabocchi di un autore non possano essere considerati tali perché nell’istante in cui vengono...

La toletta segreta di Warhol

Lontano dalla Factory   Un armadietto senza ante in un bagno dalle piastrelle bianche. Sui cinque ripiani (il sesto in alto non è visibile) medicine e prodotti di bellezza, raddoppiati dallo specchio retrostante a parete intera. Si riconoscono alcune marche: Chanel, Pantene, Clinique, Kiku, Interface, Guerlain, Halston, Vitabath, Vaseline. In vetro trasparente, i ripiani danno l’impressione che i flaconi siano sospesi nel vuoto. Una fotografia degli anni ottanta, una come tante, eppure non smetto di guardarla. Mi dico che è per via del suo effetto caleidoscopico o forse della sua somiglianza con i Medicine Cabinets di Damien Hirst realizzati nel 1988, un anno dopo la pubblicazione di questa foto sull’Observer Magazine, un giornale inglese con cui collabora l’autore dello scatto,...

L’invenzione del patrimonio culturale / Plotino e Topolino

“Il passato non è alle nostre spalle ma sotto i nostri piedi”, scrive Henry Corbin in Histoire de l’art islamique (Gallimard, Parigi 1986, p. 26) riferendosi a una concezione della storia per la quale le testimonianze del passato si stratificano nel presente come tappe di una progressiva conquista della verità religiosa. Simone Verde, autore del saggio Le belle arti e i selvaggi. La scoperta dell’altro, la storia dell’arte e l’invenzione del patrimonio culturale (Marsilio, Venezia 2019), utilizza la frase di Corbin per illustrare con una immagine la concezione medievale del patrimonio storico e artistico: “Il passato non era un insieme di episodi in sé conclusi che ci si poteva lasciare alle spalle […] ma una materia che tornava puntualmente a dettare precise indicazioni morali” (p. 31)....

Clegg & Guttmann e Fitch & Trectain / Modernismo e post

Prima grande stanza, che ci si trova spalancata davanti appena si apre la porta: grandi immagini fotografiche sono proiettate sulle pareti, si vede subito che ritraggono importanti personaggi della cultura italiana otto-novecentesca perché si riconoscono i più famosi: di fronte c’è Segantini nel suo atelier, a destra Giovanni Papini nel suo studio e i fratelli Russolo con i loro intonarumori, a sinistra Bruno de Finetti al tavolo di una conferenza, Italo Svevo al Caffè Austro-ungarico di Trieste e l’anarchica Louise Michel nella sua camera da letto. Ogni immagine ha davanti dei mobili che ricostruiscono gli ambienti, ognuno con uno o più libri del o sul personaggio rappresentato. Al centro di tutto un salottino con divano, poltrone, tavolino con altri libri e oggetti. Da ogni ambiente...

Incontri bizzarri con i popular artists / Alberto Boatto. New York 1964

La sera che Elwood Blues, Dan Aykroyd, preleva all’uscita dal carcere suo fratello Jake, John Belushi, i due la passano in un fetido motel di Chicago. I binari della metropolitana sopraelevata, il mitico Loop, squassano ogni minuto gli infissi delle finestre. La mattina i poliziotti stanno per accalappiare i Blues Brothers; ma proprio in quel momento la vendicativa ex di Jake, Carrie Fisher, aziona il telecomando dell’esplosivo. Dopo qualche istante, dal mucchio di mattoni emergono i due nerovestiti. Elwood guarda l’orologio: «Sono le nove, è ora di mettersi al lavoro». A quest’imperturbabilità di naufragi, picaresca e cool, fanno pensare certi incontri di Alberto Boatto coi popular artists della scena newyorkese del ’64, ora finalmente raccolti (già prima della sua scomparsa, all’inizio...

Konrad Witz / La pesca miracolosa

La “Pesca miracolosa” di Konrad Witz è un quadro giustamente famoso. Dipinto nel 1444 dal pittore svizzero di origini sveve (nato a Rottweil, nel sud della Germania), il dipinto di 132 x 154 cm faceva parte di una pala d’altare più estesa, della quale sono sopravvissuti soltanto due elementi, la “Pesca” e la “Liberazione di San Pietro.” L’insieme perduto doveva comunque essere ancora più complesso, visto che i due dipinti (su legno di pino), scampati alla furia iconoclasta del Cinquecento, sono ambedue “bicefali”: il verso della “Pesca miracolosa” mostra una “Adorazione dei Magi”, mentre la “Liberazione di San Pietro” raffigura un donatore che incontra la Vergine. Il ruolo fondamentale della “Pesca miracolosa” di Witz nella storia dell’arte (non solo europea) è collegato al fatto, spesso...

I Rencontres di Arles / Esistere, resistere, fotografare

Libuše Jarcovjáková  vive a Praga. Studia all’Accademia del cinema (FAMU), ma le sue immagini sono troppo eccentriche. Non riesce a trovare luoghi dove esporle. Le comunità di lavoratori marginalizzati, i bar degli omosessuali, gli amici e gli amori, che fotografa dal 1970, non si possono mostrare. Questo vale anche per sé, quando si ritrae nuda o si masturba. La Primavera di Praga è stata poco più di un’illusione, e la caduta del muro di Berlino, è molto distante. Praga è una prigione e la fotocamera è il solo mezzo per evadere. L’insostenibile leggerezza dell’essere, e l’incontenibile vitalità del corpo, invade anche le immagini della fotografa. Il pube dell’amica Eva sdraiata su un letto che afferra un bicchiere posato poco sopra gli slip abbassati, dalla serie Killing Summer (...

Intervista con Maria Stavrinaki / La preistoria, un enigma moderno

Préhistoire, un énigme moderne è il titolo della mostra curata da Cécile Debray, Rémi Labrusse e Maria Stavrinaki al Centre Georges Pompidou di Parigi fino al 16 settembre. Non si tratta dell’ennesima mostra sulla preistoria ma di una traversata originale e appassionante, piena di colpi di scena, incentrata sul fascino esercitato dalla preistoria sugli artisti lungo il XX secolo. Un fascino che ha avuto conseguenze sulle loro idee artistiche e antropologiche così come sulla loro percezione del mondo e dell’umanità. Con la consapevolezza che ogni quête dell’origine rende allo stesso tempo pensabile il futuro. Tante sono le questioni sollevate da Préhistoire, un énigme moderne attraverso la selezione parallela di opere d’arte contemporanea e di manufatti preistorici visibili, questi ultimi...

Elisa Sighicelli / Storie di Pietròfori e Rasomanti

È un hortus conclusus quello che accoglie il visitatore presso Villa Pignatelli – Casa della Fotografia, un giardino che ospita ricercatezze botaniche ed elementi architettonici di gusto eclettista. Al centro del parco la villa, con il suo candore neoclassicheggiante, che dopo essere appartenuta agli Acton e poi ai Rotthschild è diventata di proprietà statale nel 1952 ed è oggi una delle poche case-museo e uno dei luoghi più significativi di Napoli. È questa sontuosa architettura a ospitare la seconda tappa del progetto itinerante di Elisa Sighicelli, Storie di Pietròfori e Rasomanti.   Untitled (9074), 2018 100 x 80 x 4 cm Fotografia stampata su marmo Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Con una scelta coerente...

Mario Schifano e «Umano non umano» / Sandro Penna. Ritratto dell’artista da vecchio

Seduto su un letto disfatto dall’incongrua struttura di bambù, in una stanza traboccante di panni, carte, libri, quadri, cianfrusaglie, il poeta Sandro Penna legge ad alta voce, in un tono cantilenante in cui è ancora sensibile l’accento umbro: “La vita… è ricordarsi di un risveglio triste in un treno all’alba…”. La camera stringe sul suo corpo: Penna si ferma, sfoglia le pagine dell’edizione Garzanti che tiene in mano, si distrae, commenta, fa battute, si schernisce (“sono cose un po’ romantiche”, dice). L’immagine inquadra ora il suo volto in primo piano: sceglie un’altra poesia, la recita con voce cadenzata (“io leggo i versi proprio come sono scritti”), poi smette, si lamenta dei suoi malanni, parla al telefono, chiede di fermarsi, tace.   È una sequenza memorabile di Umano non...

Una nuova biografia / Alberto Giacometti: ricominciare da capo

Mi sarebbe piaciuto posare per Giacometti. Credo che avrei avuto la pazienza per affrontare le lunghe sedute e quanto all’interesse non ci sono dubbi dalle testimonianze di coloro che si sono sottoposti alle sue leggendarie sedute, da Jean Genet a Isaku Yanaihara, a Elie Lotar a Giorgio Soavi e altri, oltre naturalmente al fratello Diego e alla moglie Annette. È davvero un rimpianto per me non esserci stato. Giacometti, quello dopo la guerra, com’è noto, quando era “tornato a scolpire una testa”, sottoponeva i suoi modelli a interminabili pose durante le quali faceva e disfaceva incessantemente la scultura o il dipinto, mentre chiacchierava delle sue ossessioni del “vedere” e di quello che gli veniva in mente. Non si tratta di una curiosità, la mia; è che Giacometti diceva, ha detto, cose...

Accendere le speranze / Gli alberi e le parole di Tiziano Fratus

Il primo articolo della Dichiarazione dei diritti dell’albero proclamata quest’anno al Parlamento francese recita: “L’albero è un essere vivente fisso che, in proporzioni comparabili, occupa due ambienti distinti, l’atmosfera e il suolo. Nel terreno si sviluppano le radici, che catturano l’acqua e i minerali. Nell’atmosfera cresce la corona, che cattura l’anidride carbonica e l’energia solare. Per questo, l’albero svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio ecologico del pianeta”. Di questo miracolo della natura è appassionato Tiziano Fratus, scrittore, fotografo, naturalista, cercatore d’alberi. Guardo le sue fotografie, tutte realizzate in un severo ma luminoso bianco e nero. In un mondo sull’orlo del precipizio di cambiamenti climatici forse irreparabili, i suoi alberi, i...

Diario cromatico / Michel Pastoureau. Il colore del camaleonte

«Il camaleonte ha il colore del camaleonte solo quando si posa su un altro camaleonte»: è uno dei tanti paradossi ed enigmi del nuovo libro di Michel Pastoureau, Un colore tira l’altro. Diario cromatico 2012-2016, tradotto da Cecilia Resio per Ponte alle Grazie. La frase è una citazione da François Cavanna, scrittore e disegnatore francese, tra i fondatori di “Charlie Hebdo”. L’autore l’affronta così: la scienza, dice, cerca di spiegare il colore dell’animale analizzando la luce che riceve, la sua posizione e il suo orientamento e attribuisce la mutazione non tanto all’esigenza di mimetizzarsi quanto al voler esprimere aggressività (tinte scure) o intenzioni pacifiche (tinte chiare) verso altri animali; la policromia significherebbe corteggiamento. Poco convinto della scientificità di...

Body Check / Il corpo-modello in Martin Kippenberger e Maria Lassnig

BODY CHECK. Martin Kippenberger – Maria Lassnig, a cura di Veit Loers presso il Kunstbau del Lenbachhaus di Monaco di Baviera, fino al 15 settembre, è una mostra a due, che il visitatore italiano, curioso di cose tedesche e austriache, ha già forse avuto modo di sezionare al Museion di Bolzano.   Le premesse di BODY CHECK si possono adagiare su una domanda relativamente semplice: che rapporto esiste tra la disciplina della storia dell'arte e quella della curatela? La quale genera di conseguenza: è la storia dell'arte che informa la curatela o è la curatela, in fondo, che è o deve essere autonoma? Sempre ci sia consenso – orrenda parola – su cosa si intenda per entrambe. Se la storia dell'arte è interpretata come presentazione lineare, aderente all'identità di un'epoca, di un percorso...

Venezia, Tre Oci / Letizia Battaglia. Fotografia come scelta di vita

In questi giorni, a Venezia, presso la Casa dei Tre Oci,  si può vedere “Fotogafia come scelta di vita”, una mostra dedicata a Letizia Battaglia. Trecento immagini raccontano una città, Palermo, per una volta non sovrastata dal marchio “mafia”. Piazze, mercati, parchi, quartieri, talvolta affollati, talvolta deserti, si susseguono di immagine in immagine, mostrando le contraddizioni di una città che la fotografa ha scelto come luogo in cui vivere e lavorare. “Consiglio di fotografare tutto da molto vicino, a distanza di un cazzotto o di una carezza”, afferma convinta.    Il suo sguardo non ammette esitazioni. Fotografare per il quotidiano l’Ora, dal 1974 al 1992, ha significato correre sul luogo del delitto, essere tempestiva, non avere il tempo per prepararsi allo scatto....

Novara 20-22 settembre 2019 / Ritornano gli Scarabocchi!

Torna Scarabocchi. Il mio primo festival per il suo secondo anno.   Di nuovo a Novara, presso l’Arengario, in uno spazio racchiuso, protetto ma anche ampio. Torna con un tema che attraversa laboratori per i bambini e per gli adulti, le lezioni e le letture, e altro ancora: gli animali. Lorenzo Mattotti con gli animali di Pinocchio, Giovanna Durì con le macchie e gli sgorbi dentro cui vedere animali strani o consueti, Giovanna Zoboli con la pecora da disegnare de Il piccolo Principe di Saint-Exupery, e poi Ilaria Urbinati anche lei con animali, e quindi Ermanno Cavazzoni che ci parla degli scarabocchi di Franz Kafka, lo scrittore i cui racconti sono pieni di molti animali.       Il festival unisce adulti e bambini con la sua struttura parallela di laboratori e incontri...