Immagini

(ma non solo) / Luca Maria Patella. Canzoniaere: la poesia

Patella è uno degli artisti più caparbi che abbia mai conosciuto. L’età non l’ha piegato, casomai un po’ raddolcito, è diventato più autoironico, ma non transige su ciò che vuole. E ciò che vuole è “semplicemente” – ci vogliono sempre le virgolette, vero? – che si colga la sua arte così come lui la intende. L’arte per lui è faccenda complessa, un modo di pensare e di essere che se lo si è scelto è perché è diverso dagli altri modi, da quello scientifico o filosofico, o psicanalitico o antropologico o semiologico, e soprattutto perché non è una disciplina tra queste ma il modo di riprenderle tutte, da qui la complessità, rigiocandole a un altro livello, il livello esistenziale: arte e vita. So bene che la formula “arte e vita” fa arricciare il naso a molti, ma c’è poco da esitare: ci deve...

Genova 1960/1970 / Lisetta Carmi: travestiti e camalli

“O mi metti in copertina o non accetto”.  È il 1972 e la Gitana ride soddisfatta. Ci è riuscita, ha convinto la fotografa Lisetta Carmi a farsi mettere sulla copertina di un libro: a torso nudo, senza reggiseno, con il volto leggermente rovesciato e i capelli cotonati. Lo sfondo della foto? Nulla è davvero a fuoco. La luce è tutta sul suo corpo. Il libro si intitola “I travestiti”. La Carmi inizia a fotografarli nel 1965 durante una festa di Capodanno e per cinque anni non smette di frequentarli. Ne diviene amica e condivide con loro i problemi della vita quotidiana. Impara a conoscerli: Morena, quella che ha ispirato a Fabrizio De André la canzone Via del Campo, “un po’ mamma di tutte, lettrice di “Bolero Film”, e poi Novia, “una ragazzina giovane e bellissima che lavorava in coppia...

Un progetto interamente digitale / Francesco Vezzoli. Love Stories

L'immagine che ha inaugurato il nuovo progetto digitale di Francesco Vezzoli, curato da Eva Fabbris, è la Giuditta e Oloferne di Caravaggio. Sovrapposti al dipinto, due testi: il nome dell'autore e “American Horror Story”, titolo di una celebre serie tv. Per tutti i giorni a seguire, sul canale Instagram della Fondazione Prada, con cadenza quotidiana, sono state pubblicate immagini di coppie più o meno celebri: Fidel Castro e Gina Lollobrigida, Charlotte Rampling in una scena di Il portiere di notte, Picasso e Dora Maar, due donne dipinte da Toulouse Lautrec, Liz Taylor e Richard Burton in Cleopatra. Ogni foto presenta un sondaggio, un breve testo ironico che invita l'utente a una scelta binaria, come nel caso del dipinto caravaggesco. Ogni immagine è accompagnata da arie di Verdi, Mozart...

Mostra a Milano / Georges de La Tour, L’educazione della Vergine

Suonatori ciechi di ghironda, mangiatori di piselli, ubriachi che litigano; zerbinotti gabbati da bari e donne di mondo che si scambiano maliziosi sguardi d’intesa; soldataglie che giocano ai dadi in una taverna; santi che sembrano contadini, dalle mani grosse, le dita nodose e sporche, che impugnano come armi, o falci o randelli gli emblemi che dovrebbero farli riconoscere; donne con infanti sul grembo o in compagnia di bambine o che deridono il vecchio marito, e altre, che al lume di candela, scarmigliate, con specchi, teschi e grossi libri accanto, sembrano meditare su “trascorsi che non sarà bello tacere”, per dirla con Gozzano. Questi i principali soggetti delle opere di Georges de La Tour, ora di nuovo visibili nella mostra di Milano a Palazzo reale, finalmente riaperta e prorogata...

Sulla fine dell’estetica / Conversazioni con Arthur C. Danto. Che cos’è un’opera d’arte?

Gli interrogativi sullo statuto dell’opera d’arte che la riflessione di Arthur C. Danto solleva potrebbero coinvolgere tutta la storia dell’estetica, pur nascendo da un singolare e fortunato incontro avvenuto a Manhattan nel 1964. È qui che, nei locali della Stable Gallery, veniva esposta per la prima volta Brillo Box, l’opera iconica di Andy Warhol, una delle più note dell’artista americano e fenomeno inaugurale di un nuovo modo di pensare l’arte. Da questa novità, incarnata da banali scatole di detersivo esposte in una galleria, trasfigurate in opere d’arte, prende avvio la filosofia dell’arte di Danto, che ruota, com’è noto, attorno a una domanda chiave: che cos’è un’opera d’arte? O meglio, che cosa rende un’opera d’arte tale, quando dal punto di vista estetico e percettivo nessuna...

Lezioni di etica a Palazzo Madama / Mantegna. Rivivere l'antico, costruire il moderno

“Lasciò costui alla pittura la difficultà degli scorti delle figure al di sotto in su: invenzione difficile e capricciosa” scrive Giorgio Vasari in Vite de' più celebri pittori, scultori e architettori, riferendosi alle figure rappresentate in scorcio nei dipinti di Andrea Mantegna. Lo scorcio del Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti conservato alla Pinacoteca di Brera è un capolavoro assoluto, ispirato al motivo iconografico del Compianto sul Cristo morto. Una sua videoriproduzione giganteggia con movimenti di camera sui dettagli nell’allestimento multimediale che correda la mostra Andrea Mantegna. Rivivere l'antico, costruire il moderno (Torino, Palazzo Madama, prorogata fino al 20 luglio 2020), promossa dalla Fondazione Torino Musei e da Intesa Sanpaolo. Il Cristo in scurto,...

Dissoluzione e arricchimenti / Nomi della rosa: gli schizzi di Eco

Il nome della rosa: che dirne ancora? A quarant’anni dalla sua prima pubblicazione, del romanzo storico-poliziesco-filosofico di Umberto Eco s’è scritto di tutto e il suo contrario. Interpretazioni e sovrainterpretazioni da parte di critici e intellettuali d’ogni sorta e paese, tutti tentativi, alla fin fine, di spiegarne le ragioni (letterarie? narrative? sociologiche? finanziarie?) del planetario successo. Un racconto di monaci medievali che si sgozzano per mettere le mani (letteralmente) sul secondo libro della Poetica di Aristotele, pieno di dottissimi dialoghi e citazioni in latino, riferimenti d’antan e strizzate d’occhio all’attualità, presto diventato un best seller. Nessuno lo poteva immaginare, meno che mai il suo autore, convinto d’aver redatto niente più che un divertissement...

Fotografia / Visus versus virus

Non esiste una singola immagine che possa dare volto alla pandemia. Ci vorrebbe forse un vuoto, un buco, un taglio. Qualcosa che laceri e poi lasci la sua traccia come una ferita.  Eppure il “panorama scheletrico del mondo”, la sua attuale topografia, ha una forma precisa.  Ho chiesto ad alcune fotografi e fotografe cosa stavano pensando, guardando, facendo in questo momento. Ho proposto loro di realizzare un trittico di fotografie, nell’intento di dare vita a una micronarrazione, una propria storia al tempo del virus. I loro nomi non accompagnano le immagini, ma sono posti in calce all’intera sequenza, per rafforzare l’idea di un insieme di sguardi che dialogano e generano a loro volta nuovi percorsi. Questo vale soprattutto per chi guarda: creare all’interno delle immagini...

Riaprono le Gallerie D'Italia / Il marmo di Canova

La scultura, da sempre, sollecita il tatto: ci invita a sfiorare, toccare, se non addirittura accarezzare statue o bassorilievi. Alcuni autori antichi, e tra questi Plinio il Vecchio, raccontano di giovani uomini che si innamorarono dell’Afrodite scolpita da Prassitele e arrivarono a congiungersi ad essa, rivestendola dei loro “abbracci amorosi”. È quasi ciò che fece Ugo Foscolo con la Venere italica di Antonio Canova: “l’ho visitata, e rivisitata, e amoreggiata, e baciata, e – ma che nessuno il risappia – ho anche una volta accarezzata questa Venere nuova”. Entusiasta di Canova, lo stesso Foscolo scrisse poi un carme Alle Grazie ispirato dalle Tre Grazie che lo scultore aveva iniziato per l’imperatrice Giuseppina Beauharnais. Nella grande mostra milanese di cui ha parlato su queste...

Figure a colori / L’ultimo foglio

L’ultimo foglio di lire è stato quello da 500mila. C’era la faccia dell’autoritratto di Raffaello Sanzio sul davanti – pagabili a vista al portatore – e nel retro La Scuola di Atene disegnata da uno dei soliti incisori della Banca d’Italia (le belle banconote italiane, un classico buon gusto, la storia maggiore regolare del pantheon degli uomini illustri).  Non è un caso che l’artista, considerato il più armonioso, puro e spirituale, sia stato messo proprio sulla banconota della più alta cifra – mezzo milione! –  mai emessa dalla Zecca dello Stato. Raffaello a 500 anni dalla morte e da 500mila lire ricorda di quando eravamo belli, ricchi e famosi, quando la lira era simpatica e gli euri non avevano rovinato tutto. 

Scrivere a matita / Robert Walser e il paese del Lapis

Prendiamo due modi di scrivere: la scrittura digitale propria della tastiera della macchina da scrivere e, in seguito, del computer, e la scrittura grafica che qui considero alla lettera, ovvero come scrittura con la matita in mano. Se la prima ha soppiantato la seconda, lo scrittore svizzero Robert Walser non ha mai smesso di utilizzarla. Da alcuni anni i suoi microgrammi cominciano a essere esposti in Svizzera e all’estero, come nella mostra di Mendrisio di cui ha parlato tempo fa su doppiozero Marco Belpoliti o come nella mostra-convegno-catalogo Robert Walser: Grosse kleine Welt Grand petit monde, a cura di Marie José Burki, Mandana Covindassamy, Beaux-Arts de Paris éditions – Ministère de la culture 2019): “Non si tratta di esporre Robert Walser scrittore ma di mettere in evidenza il...

Vincenzo Latronico / Speer: il segreto dell'architetto di Hitler

“Questo è ciò che io ho visto attraverso la crepa”, scrive in conclusione Vincenzo Latronico del suo Un architetto (Juxta Press, 2020). Gli scrittori fanno cose splendide con l’arte, intrecciano spunti, piani, argomenti, guardano attraverso le crepe, guardano e vedono cose diverse dai critici e dagli storici, e soprattutto non smettono di fare letteratura, cioè, almeno, di costruire i testi, di dar loro una forma: un tempo si usava proprio il termine “architettura” per indicare la composizione di un’opera, di qualunque tipo essa fosse. Latronico lo fa intrecciando almeno tre materiali, come dichiara fin dall’inizio: un quadro di Luc Tuymans intitolato per l’appunto Der Architekt, del 1998, che è lo spunto di partenza, un romanzo di Ayn Rand intitolato The Fountainhead, del 1943, e i...

Una conversazione con Italo Zannier / La fotografia ha 180 anni!

Il Mart di Rovereto ha inaugurato lo scorso 22 febbraio La fotografia ha 180 anni, una mostra che racconta la storia del libro illustrato, dall’incisione al digitale, attraverso una collezione privata di volumi che il “fotografo innocente” Italo Zannier ha sviluppato nel corso della sua vita. Zannier, storico e studioso, è stato anche il primo docente universitario di Storia della Fotografia in Italia. In Verso l’invisibile: la fotografia, tra eventi, invenzioni e scoperte nel XIX secolo (2016) l’autore scrive che l’ingresso nella contemporaneità è avvenuto nel momento in cui l’uomo ha cominciato a riprodurre la realtà attraverso la fotografia. Questo mezzo, nato per riprodurre ciò che è visibile, è poi sconfinato nel campo di ciò che l’occhio nudo non è in grado di percepire (virus,...

Vedere / El Greco, Vista e mappa di Toledo

Una delle poche cose che sembrano evidenti nella Vista e mappa di Toledo di El Greco è la necessità – immediata e non analitica – di scomporre da subito l’insieme in parti distinte. Ovvero il fatto che la composizione non voglia “stare” insieme. Partiamo allora da una prima identificazione delle componenti principali. Vediamo: a) la città di Toledo, b) il cielo con le nuvole, c) la Vergine con il suo entourage, d) l’allegoria del fiume, e) una grossa nuvola, f) l’ospedale di San Battista (o ospedale Tavera), g) la mappa di Toledo, h) un giovane che regge la mappa. Esistono anche altri elementi più minuti, per esempio, in vicinanza dell’ospedale un cannone (?) e una colonna (della peste?).  Una più attenta osservazione permette una descrizione più precisa. La città di Toledo non è...

Un gesto antico / Inginocchiarsi

Il ginocchio che premeva sul collo di George Floyd non era solo quello di Derek Chauvin e dei razzisti di tutto il mondo: era anche il ginocchio degli antenati. È così che da sempre gli uomini impongono la propria forza sugli animali, schiacciandone il corpo per impedirne i movimenti. In questo modo Mithra, un dio orientale venerato in tutto il mondo romano durante l’età imperiale, sgozza il toro puntandogli il ginocchio sul dorso.        Si è fatto così, per secoli, in uno dei più importanti riti contadini, l’uccisione del maiale. Il gesto è ben testimoniato nel Trecento da un Tacuinum sanitatis (una sorta di manuale di medicina); indifferente alla successione temporale, il miniatore descrive due uomini che macellano il suino, mentre il norcino con un grembiule...

1935 - 2020 / Christo: poesia ed economia

La foto l’ha scattata Ugo Mulas nel 1964. Ritrae Christo e Jeanne-Claude in una stanza dell’hotel Chelsea a New York. Lui è in primo piano, occhialuto, seduto sul bordo del letto, somiglia a uno dei Beatles, la mano destra sotto il mento nella caratteristica posa meditativa e melanconica dell’artista: orologio, cravatta e un paio di lucide scarpe a punta. Lei è invece arretrata, sdraiata sul letto: le gambe in primo piano inguainate in calze pop a motivo floreale, il viso bellissimo da adolescente morbosa. Sono arrivati da poco a New York e sembrano già parte dell’arredo della metropoli, perfettamente integrati nell’atmosfera dell’epoca, contro ogni infausta previsione di lei che durante la corsa nel taxi s’era accorta di non riuscire a capire una sola parola del guidatore nonostante i...

Nina Jablonski / Di che colore hai la pelle?

Il colore della pelle è una delle prime cose che balzano all’occhio, specialmente oggi, corredata dai più vari pregiudizi, eppure la bibliografia in merito non è eccessivamente ampia, né in ambito biologico, né in quello antropologico, storico e filosofico: l’immediato rimando alla teoria della razza ha reso i ricercatori scientifici molto cauti su questo tema, mentre la storia della filosofia occidentale ha rivelato agli studiosi il persistere di pregiudizi razziali in autori insospettabili. Il libro di Nina Jablonski, Colore vivo: Il significato biologico e sociale del colore della pelle, pubblicato nel 2014 dall’Università della California e ora uscito per Bollati Boringhieri nella traduzione italiana di Alberto Agliotti, affronta tutti e due questi piani di analisi.    ...

Navi / Il vino, il mare e le navi

Una nave nel vino? E che nave, visto che è guidata da Dioniso in persona. Sto parlando di una coppa in ceramica oggi conservata a Monaco. Oggetto tutt’altro che ovvio per il nostro sguardo moderno, abituato a pensare che le opere d’arte siano nate solo per essere contemplate a una giusta distanza, in spazi dedicati. Questa invece andava maneggiata, portata alle labbra (era una sorta di calice), magari usata anche per giocare.     Nella Grecia antica verso il 530 a. C., coppe come questa non venivano usate nei pasti quotidiani, ma unicamente nel simposio. Questa parola, symposion, viene spesso tradotta in modo improprio con “banchetto” (anche un film di Marco Ferreri si intitolava Il banchetto di Platone); il fatto è che non abbiamo nella nostra cultura una pratica (e un termine...

Pensare in verticale / Pavel Florenskij. La prospettiva rovesciata

Condannato da tre funzionari dell’NKDV (Commissariato del popolo per gli Affari interni dell’Unione Sovietica) con la falsa accusa di propaganda trockista controrivoluzionaria, il teologo, presbitero russo della Chiesa ortodossa, fisico, matematico, filosofo, elettrotecnico e poeta Pavel Aleksandrovič Florenskij venne ucciso l’8 dicembre 1937 con un colpo di arma da fuoco alla nuca.   Ritratto di Pavel Aleksandrovič Florenskij in abito talare / Foto segnaletiche di Florenskij scattate dall’OGPU (Direzione politica di Stato generale) dopo il suo primo arresto avvenuto il 27 febbraio 1933. A questo singolare e geniale personaggio, Avril Pyman ha dedicato una biografia (Pavel Florenskij. La prima biografia di un grande genio cristiano del XX secolo, Lindau, Torino 2019). Lo studio...

Il drago e la fenice / I cinque colori della Cina

Il numero cinque per i colori principali della cultura cinese ha origini antichissime, si radica nei miti cosmologici delle origini, compare nelle leggende dei draghi che, in base al loro diverso colore, rappresentano gli elementi della natura, e della fenice, l’uccello misterioso che appare di tutti i colori; i cinque colori hanno poi accompagnato per secoli l’apprendimento dei primi rudimenti della scrittura da parte dei bambini cinesi. Lo afferma Lia Luzzatto nel suo nuovo libro Cina: cronaca dei cinque colori, appena pubblicato da Franco Angeli. Luzzatto si occupa da lungo tempo del tema del colore a cui ha dedicato numerose pubblicazioni, alcune in collaborazione con Renata Pompas, tra cui Il significato dei colori nelle civiltà antiche (Bompiani 2010) e Colori e moda (Bompiani 2018...

1920 - 2020 / Rodari. Gutenberg per la grammatica della fantasia

Tutto è nato perché Ernesto Ferrero, Nico Orengo e Carla Sacchi, che allora (1974) erano l’ufficio stampa dell’Einaudi, volevano fare festa alla Grammatica della fantasia, alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna. Mi hanno telefonato da Torino: Inventeresti qualcosa? Sì, ho detto, per Rodari e per quel libro bellissimo proprio sì. Mi è venuta l’idea di fare Gutenberg che va in visita alla Fiera del libro, una delle tante sue case, e incontra Rodari e i ragazzi.    Così abbiamo cominciato a costruire Gutenberg, dalle parti di piazza Maggiore. A darmi una mano (anzi due) c’era Stefano Stradiotto, col quale l’anno prima (1973) avevamo fatto Marco Cavallo a Trieste. Collaboratori fantastici sono stati gli studenti coi quali stavamo preparando Il Gorilla Quadrumàno al nuovissimo...

Figure a colori / La classifica

Le classifiche del calcio mi hanno sempre accompagnato, compresa la serie C – ora riverniciata Lega Pro – con le grandi città che se la giocavano con piccoli paesi e nomi stinti di società sportive. Ricopiare la classifica mi dava un senso di stabilità; la compostezza grafica con numeri inappellabili – il verdetto del campo –, le distanze incolmabili con le prime, le voragini della zona bassa e golose differenze reti, lenivano  i pomeriggi d’inverno, perché il campionato era sempre d’inverno. O forse mi piaceva pensare che fosse così, perché con la primavera s’intravedeva già la fine. E lo spettro dell’estate avanzava. E adesso, anche se siamo ad aprile, è ancora marzo.