raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Virginia Woolf e Vita Sackville-West

Meno male ci sono state Virginia e Vita. Meno male hanno avuto un’esistenza pubblica, grazie a un livello di snobismo talmente estremo da risultare oggi pressoché insultante. Meno male si sono accoppiate, non certo come fosse un gesto normale, ma al contrario una gioia riservata a pochi esseri che si ritenevano intellettualmente superiori. Né borghesucci dalle vedute ristrette, né perverse creature ai margini della società. Ma divini cervelli che avevano pur sempre un corpo. Meno male, soprattutto, che non si sono limitate ad accoppiarsi, con quel corpo, ma lo hanno anche scritto. Con quel cervello. Lasciandone traccia per i posteri: altrimenti come avremmo fatto? Noi, dico, povere lesbiche che siamo venute dopo.    Per questo dobbiamo ringraziare Vita e Virginia. Per aver...

Estate in città / La santa

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Anteprima / È la nebbia che va

A volte ci si dimentica di come possa essere consolatoria e di compagnia la matita. Il suo silenzio grafico impressionante – carico di senso, quella sorta di fuliggine che palesa un contorno e simboleggia ombre; tratteggia tagli di luce. In un periodo come questo, in cui “inquadrare”, “arginare”, soprattutto “contenere” sono stati per diverso tempo i mantra di una grave emergenza sanitaria, il fumetto, con il suo svolgimento visivo su carta – da un quadro all’altro – aiuta la lettura degli eventi, ricollocandoli in una successione cronologica che, procedendo consequenzialmente fra i pieni e i vuoti delle immagini, ristabilisce un rapporto di proporzioni simulando l’andamento nello spazio. Milano è ancora una volta la protagonista di questo disegno. Una Milano ritratta, rievocata e...

Il sublime del mondo / Olivo Barbieri: Early Works

  Olivo Barbieri, ovvero narrare il sublime del mondo   Dovrebbe essere proprio di ogni linguaggio esprimere quel che è indicibile in altra forma se non con quel linguaggio. La ricerca di Olivo Barbieri mira da sempre all’essenziale specifico della fotografia. Quel che altrimenti non si può rendere risuonante con l’osservatore, se non mediante l’immagine fotografica; quel che non coincide del tutto con l’oggetto rappresentato ma evoca e invoca allo stesso tempo l’immaginazione dell’osservatore: per queste vie Barbieri mette chi si ferma a guardare i suoi lavori in posizione di ricerca. Una ricerca di significati mai esauribile e saturante, anche quando sono saturi i paesaggi che riprende. Una ricerca che rende l’osservatore parte dell’immagine, in un processo ecologico di...

Una scoperta / Giuseppe Scapinelli, designer italo-brasiliano

Quando, nel 2016, in una prestigiosa asta di design parigina, ho incontrato per la prima volta le creazioni di Giuseppe Scapinelli (1911-1982), ne sono rimasta folgorata e ho subito cominciato a ricercare notizie su di lui, ma, al di là di quelle scarne contenute nel catalogo di quella vente aux enchères – che lo dicevano architetto italiano emigrato in Brasile, dove aveva fatto fortuna – nessuno ne sapeva nulla. Sono dovuti passare alcuni anni, prima che mi capitasse di incappare nuovamente in lui: stavolta, la notizia giungeva da Reggio Emilia, la città che gli aveva dato i natali, dove suo nipote Alessandro, anch'egli architetto, recentemente rientrato in patria, aveva organizzato la presentazione di una monografia dedicata a suo zio: Sergio Campos, Giuseppe Scapinelli 1950: o Designer...

Storia del design / C'era una volta il Settebello

Negli anni della mia infanzia, il Settebello era considerato "il treno dei desideri", e non già perché andasse all'incontrario, come sarebbe poi accaduto al suo omologo cantato da Celentano, ma perché sfrecciava sui binari, velocissimo, accorciando le distanze fra le città che toccava lungo la linea Milano-Bologna-Firenze-Roma, così come nessuno aveva mai neppure osato sognare. Simbolo del benessere ed emblema del boom economico, divenne da subito un'icona dell'italian style, con appuntati addosso gli occhi ammirati del mondo. Ricordo che mio padre lo prendeva, quando da Milano doveva raggiungere rapidamente la capitale per motivi di lavoro e, al suo ritorno, da grande affabulatore qual era, me ne narrava le meraviglie, accendendo ogni volta la mia fantasia. Mi diceva della sua rapidità (...