Il romanzo di Sant Jordi / I giochi e i delitti di Màrius Serra

Barcellona, il 23 aprile, si riempie di rose e di libri. Dai marciapiedi nel tardo pomeriggio si solleva l’odore pungente dei petali calpestati; sotto il braccio o dentro borse cariche, molti lettori rincasano con copie di libri firmate dai loro autori preferiti. È la festa di San Jordi (San Giorgio), patrono della Catalogna, di cui spiccano due simboli, due facce. Una è quella del libro: è infatti, a partire dal 1996, dichiarata dall’Unesco, la Giornata mondiale del libro e del diritto di autore. L’altra è quella dell’amore, e quindi della rosa, che, così vuole la leggenda,  è fiorita dal sangue fuoriuscito dal petto del drago infilzato dal cavaliere Jordi per salvare la bella principessa. Il nuovo libro di Màrius Serra, Il romanzo di Sant Jordi, si svolge durante la festa del santo...

Monte San Bartolo / Paolo Teobaldi, Arenaria

Una delle tradizioni prosastiche più antiche consiste nelle memorie per i discendenti. A questo filone appartengono i «libri di famiglia» dei primi secoli, i «ricordi» intesi come cose o fatti non «ricordati», ma «da ricordare» (e qui annoveriamo grazie a Guicciardini uno dei capolavori della nostra letteratura), nonché le memorie intime indirizzate a una singola persona, come il settecentesco Manoscritto per Teresa di Pietro Verri. Paolo Teobaldi, classe 1947, per molti anni insegnante di italiano (di quelli che hanno non solo tenuto in piedi, ma onorato la nostra scuola), narratore affermato e – a quanto pare – recente nonno, dedica alla nipotina Julie un libro che rievoca il panorama sociale, umano, geografico della natia Pesaro, dal tempo degli avi fino al secondo dopoguerra. In...

L’invenzione del patrimonio culturale / Plotino e Topolino

“Il passato non è alle nostre spalle ma sotto i nostri piedi”, scrive Henry Corbin in Histoire de l’art islamique (Gallimard, Parigi 1986, p. 26) riferendosi a una concezione della storia per la quale le testimonianze del passato si stratificano nel presente come tappe di una progressiva conquista della verità religiosa. Simone Verde, autore del saggio Le belle arti e i selvaggi. La scoperta dell’altro, la storia dell’arte e l’invenzione del patrimonio culturale (Marsilio, Venezia 2019), utilizza la frase di Corbin per illustrare con una immagine la concezione medievale del patrimonio storico e artistico: “Il passato non era un insieme di episodi in sé conclusi che ci si poteva lasciare alle spalle […] ma una materia che tornava puntualmente a dettare precise indicazioni morali” (p. 31)....

Clegg & Guttmann e Fitch & Trectain / Modernismo e post

Prima grande stanza, che ci si trova spalancata davanti appena si apre la porta: grandi immagini fotografiche sono proiettate sulle pareti, si vede subito che ritraggono importanti personaggi della cultura italiana otto-novecentesca perché si riconoscono i più famosi: di fronte c’è Segantini nel suo atelier, a destra Giovanni Papini nel suo studio e i fratelli Russolo con i loro intonarumori, a sinistra Bruno de Finetti al tavolo di una conferenza, Italo Svevo al Caffè Austro-ungarico di Trieste e l’anarchica Louise Michel nella sua camera da letto. Ogni immagine ha davanti dei mobili che ricostruiscono gli ambienti, ognuno con uno o più libri del o sul personaggio rappresentato. Al centro di tutto un salottino con divano, poltrone, tavolino con altri libri e oggetti. Da ogni ambiente...

Tecnico, oppure archistar? / L’architetto come intellettuale

Che l’architetto sia un intellettuale è stato palese fin da quando si è consolidata la sua figura di progettista nel Rinascimento, grazie all’Umanesimo che aveva sancito la superiorità dell’invenzione (intelletto chiaro) sulla perizia del mestiere, di fatto riscattandola dal “magisterio tecnico dell'artefice” in cui giaceva. E ciò a partire dai padri fondatori di questa disciplina in chiave moderna: Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti. Sebbene essi abbiano affrontato il tema del progetto in modi differenti, per non dire antitetici, progettista di cantiere il primo, progettista teorico il secondo, hanno entrambi messo in atto gli insegnamenti del maestro dei maestri, Marco Vitruvio Pollione, che nel Primo Libro del suo trattato, a proposito di chi vuol fare architettura scrive:...

Paesaggisti, architetti, artisti, botanici / Le città? Prendiamole a picconate

La nuova generazione di paesaggisti ha una soluzione estrema ed efficace per risolvere alcuni dei problemi delle città contemporanee: prenderle a picconate. Sono quelli cresciuti nell’influenza del pensiero di Gilles Clément e della sua idea di Terzo Paesaggio, che ha spostato drasticamente l’attenzione dai giardini per signora bene alla potenza della natura vegetale che s’insinua fra gli interstizi delle città, cresce fra le fessure delle materie desolatamente inerti di cui sono costituiti edifici, strade e ogni cosa che l’uomo appoggia alla terra, soffocandola. Ed è proprio questo il problema, quello che i tecnici chiamano sigillazione del suolo. Perché è un problema? Giusto per citare quello che è più evidente, è per la sigillazione del suolo che quando piove giusto un po’ più del...