AUTORI
Alessandro Raveggi
29.08.2015

Chapter Five

Now my dimension is vertical, my borderline above me. I can go no further forward, the verdict is resounding: the Dane waving her arms, clinging to some dim panic. The buildings are wrenched onto me, the parks of Florence wash over, iffy algae. The sun eclipsed, beyond the murky water. For a moment I see the dingy hull of the boat, and Massimo, rascal unmasked, reduced to childish kicking legs. You ok? Andrea prods me. Scared of a little tent? Try seeing it as a temple, our temple. So what do we hope to obtain from this temple? I reply, fretfully stowing away the clothing brought from home. It’s where we’re the gods, and we’re the worshippers. And the offerings are what we do here every day. I stare at the walls of the tent, the shadows unfolding on the green...

22.08.2015

Chapter Four

A liberating impulse for the Dane, to wave her arms at counterparts up there on Ponte Vecchio. Raising the white flag. Either a mute, elegant gesture, an actress swathed in tulle flounces in the credits. Or else pure theater: her stage is the world she visits, or plans to. Instinctively, a cluster of boy scouts answers from the bridge. Lifting their hands, bottles, blue-green kerchiefs in the air. They click, commune. And this armistice sets off the old familiar itch from my neck down to my buttocks, played in reverse. We’re under the shadow of the bridge, we tunnel through it, officially home-free: a grin in the darkness, which seems to have worked like some ruse of mine. Aimed at eluding terror.   Francesco Natali, Narrarno   I glimpse among the eddies that...

22.08.2015

Capitolo quarto

Impulso liberatorio della danese, di sbracciarsi verso i suoi omologhi lassù sopra di noi, nel Ponte Vecchio. Sventola bandiera bianca. O fa un sordo gesto elegante, attrice vestita a balze di tulle nei titoli di coda. O è puro teatro: la sua scena è il mondo che visita, visiterà. In modo irriflesso, un manipolo di scout risponde dal ponte. Alzano in aria mani, bottigliette, fazzoletti verdeblu. Fanno click, comunicano. E quest’armistizio aziona il mio caro prurito dal collo fino alle natiche, suonato al contrario. Siamo sotto l’ombra del ponte, lo buchiamo, ufficialmente salvi: ghigno nell’oscurità, che pare aver funzionato quasi un mio complotto. Quello di liberarmi dal terrore.   Francesco Natali, Narrarno   Scopro...

15.08.2015

Chapter Three

Massimo—as the boatman tells us to call him—unsluices a spiel that spans the city’s whole history. Astutely, he uses the bridges we’re crossing under, or are about to cross under, as cunning bookmarks. Here comes Ponte Santa Trinita. And he plucks anecdotes off its parapets. Meanwhile, the embankments bloom with twinkling electronic devices. A crew as motley as ours must warrant somebody’s snapshots. Massimo dredges up the aquatic life of the Florence of yesteryear. Intense, channeled by necessity. And in his telling, the Florentines are immediately tricked out as Hindus performing ablutions on a Ganges out of some nineteenth-century farce. Just the ticket for my Dane. Who is lurching from one side of the boat to the other, bent on capsizing us. I turn to...

15.08.2015

Capitolo terzo

Massimo, così si presenta il renaiolo, tracima in una tiritera che ripercorre la storia cittadina. Scaltro, usa lo strumento ruffiano dei ponti che stiamo attraversando, o attraverseremo, come segnalibri. Ecco il Ponte Santa Trinita. E tira giù aneddoti dalle spallette. Fiorisce intanto ai lati il luccichio degli apparati elettronici. Una brigata così scomposta merita forse l’obbiettivo di qualcuno. Lui rispolvera la vita acquatica dei fiorentini d’antan. Intensa, coatta alle necessità. Da subito, nelle sue parole, i fiorentini si mascherano come da indù di un Gange per abluzioni da farsa ottocentesca. Molto adatto alla mia danese. Che bascula da una parte all’altra della barca, rischiando di rovesciare tutto. Mi volto verso il...

08.08.2015

Capitolo secondo

Ha credenziali da basset hound, muso di anziane turiste del Nord Europa che passano a disfarsi la pelle sul Mediterraneo come un’aspersione delle ceneri anticipata. Si avvicina al desk. Mi chiede se abbiamo dei tour al museo. Le offro il Vasariano. Va sempre forte, ma caro. I segreti di Palazzo Vecchio. Come dire di no. Un tour coi monaci a San Miniato. Si astiene dalla sofisticazione. Una rievocazione al Bargello. Troppo forte: la storia fiorentina in un bagno di sangue. Rimane insoddisfatta, altrove: guarda l’attaccatura dei miei capelli sfibrati dalla notte sotto le stelle. Le dico che: eccoci, noi siamo qui, per fare del suo percorso – dico, canaglia, esperienza spirituale - qualcosa di alternativo al cammino battuto. Ma niente. Ci accomuna, però,...