AUTORI
Mauro Portello
27.07.2015

Paesaggio

In uno dei tanti posti belli d’Italia, fine giugno, metà mattina, tra i tavolini del dehors di un baretto sotto la torre di un castello medievale, aria frizzantina, sole smagliante, panorama di colline e vigneti pettinati (come li chiamava Andrea Zanzotto, uno di qui), due vecchi arrivano alla meta col fiato lungo. Almeno settantacinque anni per ciascuno. Si accomodano: leggono il giornale. Io un po’ più in là, siamo solo noi tre. Le loro voci sono sommesse, il paesaggio (zanzottiano) forse agisce come le fontanine che usano in certi locali del Medio Oriente, per stabilire, con il loro zampillo lieve, la soglia eticamente invalicabile del volume delle conversazioni. Comincia lui con la prima pagina, in ottimo italiano lancia la notizia (un noto industriale...

09.07.2015

La piccola cattiveria

C’è una profondità del male, ma anche una sua superficialità. L’una produce storture umane, l’altra semplicemente irritazione e fastidio, perché la piccola cattiveria, chiamiamola così, è un male minore. L’uno, il Male, è forza (distruttiva), l’altra, la piccola cattiveria, è debolezza, fragilità, non leggerezza, ma superficialità, approssimazione nella sua mancanza di rispetto per la profondità dei fenomeni e degli esseri. Il male minore della piccola cattiveria quando viene inferto non comporta dei seri rischi, chi non ti saluta non ponendosi il problema di stare facendo una sgarberia, non mette in gioco nulla della sua esistenza, al massimo si guadagna un violento invito ad andare...

13.01.2015

La realtà disturbata da Cartongesso

Cartongesso di Francesco Maino (Einaudi 2014) è come uscire dall’acqua dopo una lunga non voluta immersione e tirare il fiato tutto d’un colpo e riconquistare l’ossigeno. Una salutare esplosione nervosa, un urlo totale. Io credo che non si possa dire di meglio di un romanzo. Maino ha saputo costruire una drammaturgia speciale, giocata su un solo personaggio, un’unica corda tesa attorno a cui si disgrega una realtà che negli ultimi trent’anni era andata assumendo le mostruose proporzioni di una impresa colossale e folle che ha rischiato di risucchiare in sé le molte energie del Veneto, cioè di una parte cospicua della popolazione italiana. Ecco, già dopo poche righe la mia narrazione se ne esce dal contesto finzionale di un...

07.11.2014

L'interluogo di Augé. La vecchiaia non esiste

Anche Marc Augé ha deciso di proporci la sua lettura della vecchiaia con un piccolo libro intitolato Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste (Raffaello Cortina, Milano 2014). La sua è una vecchiaia considerata come una sorta di – lo dico impudentemente alla maniera di Marc Augé – interluogo tra il tempo e l’età, una zona dai contorni sfumati nella quale ciascuno di noi, a seconda della sua indole e delle circostanze della sua vita, è più o meno libero di scegliere se propendere più dalla parte del tempo o dalla parte dell’età.     Ma prima di addentrarci tra gli argomenti del libro vorrei marcare il fatto che ancora una volta le riflessioni sulla vecchiaia provengono da fuori, dagli...

28.08.2014

Los Angeles di Barcellona

Succede che si viaggi, che si abbia voglia ogni tanto di cercare un giardino più verde. Da quando la rucola al suo apparire copiosa sulle nostre tavole diversi anni fa si è insinuata, per lo più nella modalità di letto, nella nostra vita trascinandosi dietro prima i pomodori pachino, poi l’aceto balsamico, e poi i birrifici regionali, e i masterchef, e i vini docg e, giù giù, i voli low-cost, le piste ciclabili, il car-sharing, e insomma tutta l’omologazione degli stili di vita della società italiana, che è liquida, non legge e non ha laureati, il desiderio di spostarsi un po’ più in là può essere in certi momenti anche impellente.   E quando uno esce di casa per qualche giorno spera di...

24.04.2014

Alessandro Rossetto. Piccola Patria

Prima si vedono gli uomini come si sono ridotti e poi il luogo dove l’hanno fatto. Così comincia il film, prima una scena molto dura e violenta e poi dal cielo, con una zoomata manzoniana (direbbe Umberto Eco), si scende sul misterioso meteorite caduto in mezzo alla campagna veneta e attorno al quale si svolgono le storie. Proprio simile alla Kaaba della Mecca, la Torre Nera dell’Hotel multistellato Antares appare dall’alto circondata da piscine e splendidi prati pensili disseminati di chaises-longues; la si vede, in una ripresa stupenda, emergere tra distese di campi coltivati e strade trafficate e, man mano che lo sguardo si avvicina, circondata da una grande stalla.   Solitaria in un angolo, una mucca in piena attività escrementizia. Poi arrivano...