AUTORI
Paolo Capelletti
02.04.2015

Foto al buio

C’è una singolare malinconia che costituisce il respiro ritmato di questa immagine. La luce azzurra – anzi blue, come gli anglosassoni dicono dell’atmosfera triste, malinconica, appunto – sembra situare la scena all’apice di una pulsazione di tipo pneumatico, in un momento sospeso nella discontinuità tra inspirazione ed espirazione.   C’è una protagonista, perché c’è una scena. O, forse, assistiamo a una scena proprio perché non possiamo non identificare una protagonista. Come in certi anime giapponesi, dove gli individui della folla non possiedono nemmeno i tratti stilizzati del volto, poiché sono un mero e anonimo contorno alla presenza singolare e solitaria del personaggio principale. C...

12.01.2015

Final Words. Le tue ultime fotografie

La fotografia intrattiene con la morte un rapporto, vien da dire, genealogico. Fin dalle sue origini, la realizzazione fotografica si è fatta carico di una sorta di narrazione della vita dalla prospettiva eminente dell’interruzione, del termine della vita stessa.   Roland Barthes, nel suo La camera chiara,[1] compie forse il più celebre affondo critico nell’abisso che è proprio il rapporto tra fotografia e morte. Egli afferma, senza mezzi termini, che «in fondo, ciò che io ravviso nella foto che mi viene fatta (l’“intenzione” con la quale la guardo), è la Morte: la Morte è l’eidos di quella Foto» (p. 17).   Final Words [final-words.org] è un progetto che si prefigge di instaurare...

13.11.2014

Selfie, voyeur e desiderio di esistenza

31 agosto 2014. Con un'operazione di hacking fuori dall'ordinario, numerosi account internet privati vengono violati e i dati sensibili in essi conservati vengono pubblicati online. Si tratta di spazi virtuali appartenenti a celebrità del mondo dello spettacolo e, nello specifico, quelli che vengono diffusi sono i contenuti degli archivi fotografici. In un battito di ciglia, per chiunque abbia una connessione, diventano visibili numerosissime fotografie; per la maggior parte si tratta di autoscatti. Selfies. Autoscatti in cui i soggetti – per la maggior parte femminili – si ritraevano interamente o parzialmente spogliati. Nudes.   Come spesso accade negli ambienti popolari le cui regole di branco permettono di ignorare quelle del politically correct (...

04.09.2014

Cloning Terror

Inaugurare con un riferimento a una guerra delle immagini, come fa il teorico dell’estetica W. J. T. Mitchell nel sottotitolo di Cloning Terror (La Casa Usher, 2012), è immediatamente innescare un’esplosione di molteplici tracce e sentieri che gravitano intorno ai concetti di patria, minaccia, nemico, sacrificio, vittoria, mettendoli in diretta relazione con la questione iconica e, proprio in virtù di tali concetti, col tema della diffusione delle immagini in particolare. Del resto, il fenomeno che da più di un decennio ha assunto la denominazione di Guerra al Terrore non smette di scuotere e stimolare scrittori e pensatori. Una tendenza, che sarebbe miope ignorare, prende in carico tale impegno dalla prospettiva della produzione immaginativa, certamente...

17.07.2012

Tommaso Ariemma. Il mondo dopo la fine del mondo

La fine del mondo è giunta. Questa affermazione, solo apparentemente paradossale o provocatoria, ha condensato e fatto gravitare attorno a sé le fondamentali riflessioni di sempre più numerosi pensatori, soprattutto a partire dalla seconda metà del secolo scorso. Le questioni spalancate dalla presa in carico di un simile assunto sono a tal punto radicate che sarebbe probabilmente più chiaro e prezioso formularlo altrimenti: la fine del mondo era giunta. Dal preciso istante in cui si assume il mondo come finito, emerge prepotente l’interrogativo su cosa resti, su cosa sia del mondo dopo la fine, oltre la fine.   Da questo affaccio iniziale si profila il panorama tratteggiato da Tommaso Ariemma, un orizzonte che fa il suo esordio con la...

11.06.2012

Anime

Erano gli anni ottanta, in Italia, quelli della consacrazione delle televisioni private e dell’affermarsi del duopolio televisivo nazionale in luogo della monoteistica – una e trina – programmazione statale. Chi, allora, stava attraversando l’infanzia riconosceva però a un’altra dialettica degli opposti il potere di dominare il proprio immaginario: da un lato stava l’animazione tradizionale voluta da Walt Disney e dall’impero da lui eretto; dall’altro erano i disegni animati giapponesi. In verità, secondo la considerazione infantile più comune, le due correnti dominanti dell’animazione si distinguevano per una differenza molto più immediatamente percettiva.     Quelli di casa Disney...