AUTORI
Tiziano Bonini

Tiziano Bonini (PhD in Media, Comunicazione e Sfera pubblica nel 2008, Università di Siena) è ricercatore in media studies all’Università Iulm di Milano. Si occupa di radio, social media, cultura digitale e pubblici connessi. Ha pubblicato articoli per riviste internazionali di media studies (Media, Culture & Society; European Journal of Communication; The Radio Journal; Communication & Society). Ha pubblicato libri sulla radio (La Radio nella rete, Costa & Nolan 2005; Vedi alla voce Radio Popolare, Garzanti ed. 2006 (con Ferrentino e Gattuso); La Radio in Italia, Carocci 2013; Chimica della radio, Doppiozero 2013) e su media e globalizzazione (Così lontano, così vicino. Tattiche mediali per abitare lo spazio, Ombre Corte, 2010). Per Doppiozero ha scritto Hipster (2014).
Ha iniziato a fare radio all'Università di Siena, poi a Radio Popolare, Radio2 Rai e Radio Svizzera Italiana. Nel 2005 ha vinto la menzione d'onore del Premio Canevascini (Radio Svizzera Italiana) per il miglior documentario radiofonico. Lavora come autore free lance per Radio24.

17.10.2014

Michel Bauwens. Le 4 dimensioni della sharing economy

La prima volta che incontrai Michel Bauwens fu all'interno di un chiostro di una chiesa trasformato in ostello della gioventù, a Cava dei Tirreni, sopra Salerno. Mi tenne sveglio fino alle tre del mattino raccontandomi la sua visione del mondo tra trent'anni, una visione in bilico fra l'apocalisse di un nuovo medioevo e l'utopia di una società fondata sulla “sharing economy”. Bauwens è un teorico dalla narrativa attraente e generosa ma è uno che sa anche ascoltare. I dialoghi con lui sono sempre partite di tennis dove entrambi i giocatori porgono palline in forma di domande da risolvere. Per questo qui ripropongo il formato del dialogo per provare a restituire il suo pensiero.   Oltre che un ottimo narratore Michel Bauwens...

08.10.2014

Scianna e la fragilità esistenziale del selfie

Chiunque ami la fotografia ha formato il suo sguardo con le immagini di Ferdinando Scianna. Scianna è stato il primo italiano ad entrare nell’agenzia Magnum. Di lui, Leonardo Sciascia scrisse: «È il suo fotografare, quasi una rapida, fulminea organizzazione della realtà, una catalizzazione della realtà oggettiva in realtà fotografica: quasi che tutto quello su cui il suo occhio si posa e il suo obiettivo si leva obbedisce proprio in quel momento, né prima né dopo, per istantaneo magnetismo, al suo sentimento, alla sua volontà e – in definitiva – al suo stile».     Eppure sono pochi i grandi fotografi che hanno anche scritto molto sulla fotografia e che hanno riflettuto sul suo linguaggio....

18.09.2014

Bono Vox e la confusione tra gratis e free

La sera del 21 luglio del 2001 mi trovavo in macchina con alcuni compagni di università. L’autoradio era sintonizzata su Radio Popolare. Poi cambiai canale e intercettai un giornale radio che annunciava il successo del concerto degli U2 al Delle Alpi di Torino. Più di settantamila persone (“A Genova ce n’erano duecentocinquantamila, secondo la questura”, pensai in quel momento). A quel punto, un mio amico, Federico, che aveva un passato da adolescente mod ed era stato anche un fan degli U2, stizzito, spense la radio e mise su un cd dei Clash (eravamo dei cliché, senza saperlo).   Stavamo tornando dal G8 di Genova, mia madre sapeva che ero a casa a studiare. Una volta arrivati a casa, a mezzanotte, malconci e intossicati, vedemmo alla tv...

06.08.2014

La classe creativa va in vacanza

Tra poco staccherò la spina. Imposterò il risponditore automatico sul mio account email: “Sono disperso da qualche parte sui monti del parco nazionale del Gran Paradiso. Non rispondo fino al 10 agosto”. È quasi la fine di luglio, la mattina apro il computer e mi chiedo come mai mi arrivino così poche email. È il segnale che anche gli altri, intorno a me, stanno staccando la spina. Per fortuna. Vuol dire che il lavoro per cui viviamo non ci ha ancora del tutto sopraffatto.   Jonathan Crary ha sostenuto recentemente nel saggio 24/7. Late Capitalism and the end of Sleep che il mix di capitalismo, informatizzazione del lavoro e connessione continua alle reti di comunicazione digitali non solo sta facendo scomparire il tempo libero ma sta...

14.07.2014

L’hipster non è più cool?

Uno studio del dipartimento di Biologia dell’università australiana del New South Wales (pubblicato a marzo qui) sembra dimostrare che il numero di maschi con la barba folta (uno degli stereotipi più caratteristici dello stile hipster) nel mondo potrebbe aver raggiunto il suo picco massimo e che, essendo ora così diffuso, ha iniziato a perdere valore e a non esercitare più lo stesso fascino di prima.   In poche parole, portare la barba non è più né cool né “hip”. Semplicemente, i biologi australiani potrebbero aver scoperto l’acqua calda, ovvero che le mode passano e che seguono dei cicli in cui un dato stile (la minigonna) è sulla cresta dell’onda (è “hip”) oppure...

20.05.2014

Cercasi Status disperatamente

Eugène de Rastignac è un giovane arrivato a Parigi dalla provincia per studiare Giurisprudenza. Eugène non si laureerà mai, distratto dal fascino dell'alta società parigina e dalla rincorsa ossessiva dell'elevazione sociale attraverso la seduzione di donne altolocate. Questa è una storia di finzione (vedi alla voce Papà Goriot) che Balzac ambienta negli anni trenta dell'Ottocento, ma potrebbe accadere e sta accadendo ovunque nel mondo, oggi stesso. La ricerca disperata di status sociale è un mantra della commedia umana, non solo dei romanzi francesi dell'Ottocento. Se volessimo immaginare un remake di Papà Goriot oggi, che faccia avrebbe Rastignac e dove andrebbe alla ricerca di status? Forse il nostro Eug...