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La Rete e le idee / La piazza e la torre

Per secoli – e forse per millenni – la lotta per il potere ha visto contrapporsi le reti alle gerarchie, i movimenti alle istituzioni, la dimensione orizzontale a quella verticale, e in prospettiva la democrazia ai regimi autoritari. Insomma, la storia ha vissuto della dialettica tra La piazza e la torre, come suggerisce Niall Ferguson nel suo ambizioso saggio (traduzione di Aldo Piccato e Gabriella Tonoli, Mondadori, Milano, 2018), con il titolo ispirato dalla struttura urbanistica di Piazza del Campo a Siena. Ma anche dalla contrapposizione tra la Trump Tower e le architetture orizzontali della nuova sede di Facebook a Menlo Park.   Oggi è arrivata la Rete e lo scenario è radicalmente cambiato "la tecnologia ha dato un gigantesco potere alle reti, a scapito delle tradizionali strutture di potere gerarchiche, e le conseguenze di questo mutamento saranno determinate dalle strutture, gli aspetti emergenti e le interazioni tra queste reti" (p. 437). Per uno storico di ampi orizzonti come Ferguson, conservatore liberale nonché autore di affreschi storici di grande respiro dedicati tra l'altro alla storia delle banche dei Rotschild, alla carriera di Warburg, alla biografia di...

Antropologia del presente / Il ritorno della portinaia

C’era una volta la portinaia. E c’è ancora. Ma è molto cambiata: ha altre fattezze, altre funzioni, tutt’altro senso. Nel bel tempo andato – quello che grosso modo esiste solo nell’immaginario popolare e mediatico, sempre in cerca di dubbie età dell’oro – la portinaia era una figura al tempo stesso misera e mitica, mitica perché falsamente misera: chiusa nel suo impenetrabile gabbiotto dal quale fuoriusciva odor di cavoli e di un unto imprecisato e penetrante, la portinaia gestiva, fondandola, la comunità dell’edificio di cui stava a guardia. Tutto il viavai dal portone era controllato tanto distrattamente quanto minuziosamente: lei sapeva tutto di tutti, e faceva finta di nulla, salvo poi spettegolarne col primo venuto, sia esso residente in loco o in numeri civici là accanto. Il segreto era la sua arma vincente: acquisendone a più non posso, era pronta a venderlo al miglior offerente, nella migliore strategica occasione.    Il suo ruolo era insomma molto chiaro, e prescindeva dalla sua funzione sociale apparente: più che occuparsi dall’edificio, dal punto di vista fisico, s’occupava semmai dei suoi abitanti, diffondendo e inventando su di loro rumors d’ogni sorta,...