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Amleto

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Dialettica e storia di un'idea filosofica / La questione della bellezza

Ha ancora senso parlare di bellezza in quanto idea filosofica? O il ‘secolo breve’ e ora quello appena iniziato hanno dato a questa nobile invenzione dello spirito una definitiva sepoltura ritenendola un esercizio della memoria nostalgica più che una chiave di lettura del contemporaneo?  Si sarebbe inclini a pensare che la stessa questione della bellezza, ossia l’interrogarsi sul suo fondamento, se essa sia cioè espressione di una realtà o verità che trascende il perimetro dell’umano oppure un mero fenomeno soggetto alla decadenza, rappresenti un problema che appartiene a una stagione ormai passata della ricerca filosofica. E in particolare dell’estetica: il bello, già a partire dal circolo romantico di Jena, ha cessato di essere la categoria centrale dell’arte e, al più tardi con le avanguardie del Novecento, con la svolta modernista e l’avvento della musica dodecafonica, chi parla di bellezza e della sua rappresentazione appare più un Don Chisciotte che un esegeta del suo tempo.   Eppure il discorso pubblico, l’opinio communis, giornali e media assegnano alla bellezza una centralità evidente: di bellezza non si è mai parlato tanto come da quando entertainment e...

Riscrivere i libri / Twitteratura in classe

Twitter, per la sua sintetica brevità, può essere usato per comunicazioni diversissime. Nato per scambiarsi messaggi privati poco “seri”, si è trasformato in un potente strumento per raccontare e testimoniare eventi, annunciare decisioni politiche, discutere. È anche uno strumento che qualcuno ha pensato bene di accostare alla letteratura, con esiti diversi a seconda del grado di utilizzo delle peculiarità di Twitter. Innanzitutto, fare letteratura con Twitter è – se non impossibile (si veda, per esempio, l’ormai famosissimo Black box di Jennifer Egan – quantomeno molto difficile. Come raccapezzarsi con messaggi di 140 caratteri, persi in un flusso ininterrotto di altri messaggi diversissimi tra loro, pubblicati seguendo un ordine cronologico contrario a quello a cui siamo abituati (e cioè, ciò che viene dopo si trova scritto sopra a ciò che viene prima)? Dobbiamo perciò limitarci a usare Twitter solo per “parlare di” libri e letteratura, come uno spazio dove discutere, tirando direttamente in causa autori e editori menzionandoli nei nostri tweet? Neppure.    Esiste infatti una “terza via” all’utilizzo di Twitter per la letteratura, che consente di riempire i 140...

La città sospesa di VolterraTeatro

Sospendere. Svuotare. Destrutturare. Questi gli scopi dell’ultimo spettacolo di Armando Punzo con i suoi detenuti attori nel carcere di Volterra, un appuntamento che si rinnova ormai tutte le estati dal 1989 nell’ambito del festival VolterraTeatro, che quest’anno si intitola, in tema, La città sospesa. Sospendere tutto, il canone occidentale, la città produttiva, l’immaginazione abituale, la reclusione nel carcere del mondo per come lo conosciamo, il concetto stesso di realtà. Su questi temi Punzo lavora da anni con la sua Compagnia della Fortezza. Ha lanciato l’immagine dei “Teatri dell’impossibile”, del salto dalla riproduzione di una realtà fissata in ruoli, gerarchie, posizioni, storie, alla proiezione (utopica? necessaria?) verso un anti-mondo, per nuovi paesaggi tutti da inventare. Contro una “realtà” dominata dall’ideologia e dai rapporti di potere cristallizzati, dove chi è povero, emarginato, “criminale” è condannato a rimanere perpetuamente nella sua condizione e la brava gente può truffare i denari e le anime e conserverà sempre la...