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Aristotele

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Karman / Giorgio Agamben. Innocenza radicale

Sebbene Giorgio Agamben abbia dichiarato chiuso, nel 2014, il suo progetto ventennale di un’archeologia della politica e del diritto, che ha preso il nome di Homo sacer, con la pubblicazione del volume l’Uso dei corpi, la sua produttività non è affatto diminuita, e il nuovo testo dell’autore romano, Karman. Breve trattato sull’azione, la colpa e il gesto, uscito recentemente per i tipi Bollati Boringhieri, ne è – non lo fossero stati abbastanza i testi usciti in precedenza, dedicati, tra gli altri, a Majorana, a Pulcinella, e alle proprie vicende biografiche – l’ulteriore riprova.    Se si volesse speculare, si potrebbe addirittura arrivare a sostenere che questo volume potrebbe occupare il posto vuoto lasciato enigmaticamente da Agamben nella posizione II.4 del suo progetto. In Karman Agamben presenta al contempo una summa dei motivi portanti del suo pensiero e una loro evoluzione in una direzione inedita. Come il sottotitolo indica, l’azione, la colpa e il gesto sono le tre grandi categorie oggetto dell’analisi agambeniana. Queste vengono analizzate tramite gli strumenti teorici che hanno reso famoso il filosofo (e spesso gli hanno attirato critiche anche feroci): la...

Il mistero del mondo è ciò che si vede / Colore e luce

«Il vero mistero del mondo è ciò che si vede e non l’invisibile»: con questa citazione di Oscar Wilde Andrea Frova introduce un paragrafo introduttivo del suo nuovo libro Luce. Una storia da Pitagora a oggi (Carocci, Roma 2017); è dunque chiaro l'approccio scientifico dell'autore, che ritorna in questo libro sui temi trattati nel precedente Luce colore visione (Rizzoli, Milano 2000) aggiornando alcuni elementi dell'analisi scientifica e tecnica e con un nuovo taglio storico. L'interesse del testo consiste in primo luogo nel suo carattere divulgativo, nella capacità di spiegare a un pubblico non specialistico l'evolversi delle teorie che hanno per oggetto la luce e i colori, nonché alcune importanti applicazioni tecniche: contiene una storia delle forme di illuminazione, un capitolo su LASER e LED e uno sull'utilizzo della luce nell'esplorazione del cosmo.    Frova prende avvio dai miti e dai culti del sole delle antiche religioni, esamina le varie tesi sui raggi luminosi e sui raggi visuali dell'ottica greca ed ellenistica, i progressi dell'ottica araba medievale, le ricerche di Leonardo, Keplero e Cartesio, i quali avviano e realizzano il paradigma meccanicistico che...

Conversazione con Rocco Ronchi / Brecht: un discorso sul metodo?

Il Piccolo Teatro di Milano ricorda i sessanta anni della morte di Brecht e dell’allestimento dell’ Opera da tre soldi firmato da Giorgio Strehler con una nuova edizione affidata a Damiano Michieletto (recensita su Doppiozero da Maddalena Giovannelli), con una mostra e con alcuni incontri di carattere eminentemente storico sul testo e sull’autore, una delle figure centrali del Novecento. Ma l’attenzione per Brecht sembra rinascere in campi imprevedibili. A lui, ha dedicato un intenso libretto il filosofo teoretico Rocco Ronchi, Brecht. Introduzione alla filosofia, pubblicato nel 2013 dalle edizioni et al. di Milano. Lo abbiamo intervistato.   Grazie a Silvia Mercantelli per la trascrizione della registrazione; e a Silvia Colombo dell’Archivio Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa per le fotografie delle edizioni storiche dell’Opera da tre soldi di Strehler.   Bertolt Brecht.    Che cosa può interessarci ancora oggi di Brecht, un autore legato a un periodo storico come il Novecento, a un’ideologia come il comunismo e a pratiche come il teatro epico che tendiamo a rimuovere, a cancellare?    Distinguerei forma e contenuto. Il brechtismo come...

I nomi dei colori / Che colori vedevano i greci?

Tra le varie lingue non vi è precisa corrispondenza nei termini di colore: prendo qui in esame l'esempio del greco antico. I greci avevano un diverso sistema cromatico rispetto al nostro: lo dimostra uno scritto molto particolare e interessante, il Perì chromáton, che il Medioevo attribuiva ad Aristotele. L'autore, forse Teofrasto o Stratone di Lampsaco, raccoglie una miriade di osservazioni empiriche sui colori e proprio per questo suscitò l'interesse di Goethe che lo tradusse in tedesco per la parte storica della sua Teoria dei colori. In italiano abbiamo la traduzione di Maria Fernanda Ferrini in [Aristotele], I colori e i suoni (Bompiani, 2008; la stessa autrice aveva anche approntato l'edizione critica, pubblicata dalle Edizioni ETS nel 1999).   L'opera è breve e complessa, prima di tutto per l'uso dei termini di colore che ci disorienta. Prende avvio con la connessione tra i colori semplici e i quattro elementi che gli antichi consideravano le radici di tutte le cose: «l'aria e l'acqua – scrive lo Pseudo Aristotele – sono di per sé bianche per natura, il fuoco e il sole sono gialli. Anche la terra è bianca di natura, ma appare di vari colori perché viene tinta» (p. 71...