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Melania Mazzucco architettrice di libri / Non pensare a una balena

Non pensare a una balena. Una balena arenata su una spiaggia di Roma quattro secoli fa. Perché una volta che ci avrai pensato, non ti uscirà più dalla testa. Rimarrà incastrata tra l’emisfero sinistro e quello destro del tuo cervello. Ci pensa Melania Mazzucco a farcela vedere, questa balena, nel primo capitolo del suo nuovo romanzo intitolato L'architettrice (Einaudi). Poi la balena sprofonda nel pelago delle oltre cinquecento pagine del volume, per riemergere alla superficie della pagina finale. Rimanendo però incagliata nella memoria della protagonista del libro, Plautilla, e insieme nella mente di chi sta leggendo il romanzo che racconta la sua vita.   La balena è una delle più imponenti architetture costruite da madre natura. Dentro la cui bocca gli esseri umani hanno spesso sognato di entrare, come in una casa: da Giona a Pinocchio. È fatta di carne, come noi, senza essere carnivora. Può quindi inghiottirci, senza farci male. Questo enorme edificio vivente, quando si spiaggia muore. Puzza e si decompone. Però rimane intatto nell’immaginazione, come una figura illustrata: prima di essere qualcosa di concreto, infatti, è un disegno. Una rappresentazione. Non pensare alla...

Carnet geoanarchico | 3 / Nel tempo fossile delle balene

Le balene si spiaggiano da sempre. Possiamo immaginare una costa temperata, sfiorata dal brivido dei grandi ghiacciai pleistocenici. Un gruppo di umani che avanza lungo una costa. I ciottoli grigi, il rumore della risacca e degli uccelli. Poi a un certo punto, laggiù, troppo lontano per recuperarlo nella memoria, si vede un indecidibile scuro, annuvolato di bianco, becchettato da un caos di ali e volteggi. Il gruppo si avvicina ma la massa nera, tormentata, smontata pizzico dopo pizzico, non trova il paio nella memoria. Non c’è neanche la parola corrispondente per addomesticarlo. Certo. Un pesce enorme, ma in un rapporto di scala così insolito da scardinare la percezione. Se lo guardi da lontano, per vederlo tutto intero, sei così distante da perdere i dettagli.   Hai l’insieme, ma è un insieme opaco. Se invece ci vai sotto fino a sentirlo dentro il naso, gas di decomposizione, ammoniaca, allora sei vicinissimo alla sua trama, ma lo smarrisci, il pesce, a destra, a sinistra, in ogni direzione, tranne quella dei piedi. Come a guardare un paesaggio a due centimetri da terra, il grande leviatano scompare. Cominciamo da lontano allora. Nella Repubblica dell’Azerbaigian, in una...