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Pinocchio al Circolo dei Lettori / Il Paese senza Balocchi

Sabato 19 gennaio al Circolo dei Lettori di Torino Carissimo Pinocchio, una giornata nel paese dei Balocchi. Pubblichiamo, come anticipazione ai tanti incontri di questa giornata dedicata al burattino, l'introduzione di Stefano Bartezzaghi all'edizione Einaudi del 2014.   Pinocchio de' Pinocchi È stato chiamato uno, bino, trino ma il sospetto è che su Pinocchio ci avesse visto giusto, e fin da subito, Carlo Collodi. Fa dire a Geppetto:   Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l'elemosina.   I commenti al passo in cui Pinocchio ottiene il suo bel nome si sono concentrati essenzialmente sull'ironia favolosa della battuta finale, trascurando una questione onomastica che tanto trascurabile invece non è.  Il nome proprio è, o dovrebbe essere, indeclinabile. Con il burattino, che qui peraltro non era ancora nato, va diversamente: e si vede allora che Pinocchio non è tanto il nome proprio di un personaggio, quanto il nome comune di un genere. Forse è più preciso dire che si tratta, assieme, di nome e cognome: Pinocchio de' Pinocchi.  I...

Pinocchio fuori dal coma

La commozione forte, quella che ti stringe un nodo alla gola, viene continuamente trattenuta dall’ironia nel Pinocchio di Babilonia Teatri. Il tono è drammatico e sorridente, come nelle vere favole. Della storia di Collodi rimane in un canto della scena un attore-macchinista col lungo naso posticcio, Luca Scotton, e ci sono tre “burattini”, persone che si muovono con qualche difficoltà, claudicanti, spezzate da un colpo della vita e non perfettamente ricomposte. Pinocchio, il nuovo spettacolo della compagnia veronese impostasi come una delle più originali della nuova scena italiana, è stato prodotto dopo un lungo laboratorio svolto con l’associazione Amici di Luca della Casa dei risvegli Luca De Nigris di Bologna, che si occupa di assistenza durante il coma e della successiva riabilitazione. Lo interpretano tre uomini usciti da quello stato di sospensione tra la morte e la vita, Paolo Facchini, Luigi Ferrarini, Riccardo Sielli, con la regia di Enrico Castellani e Valeria Raimondi. Lo sguardo urticante sulla realtà degli artisti veronesi, di solito espressa con tremendi, frontali blob di parole e pregiudizi della societ...