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Armi da guerra / Caccia e altre disarmonie

“Venatoriamente parlando, il 300 Winchester Magnum è una cartuccia da caccia grossa, adatta a tutti gli animali pesanti americani e africani, esclusi i big five, per motivi prudenziali”.   È sostanzialmente con questo che pochi giorni fa, durante una battuta al cinghiale in un bosco di Apricale in provincia di Imperia, un ragazzo di 19 anni ha perso la vita. Un ragazzo di 29 anni l’uccisore, ora indagato per omicidio colposo.  Quella sopra in corsivo è una delle tante descrizioni reperibili in rete, verità banale per gli amatori del genere. Dunque una munizione (e un’arma ad essa adeguata) da caccia grossa, quasi da guerra se l’abbattimento dei big five (in gergo venatorio bufalo, elefante, ippopotamo, leone e leopardo) è escluso per motivi solo prudenziali.    Eppure viene difficile parlare di “incidente” e di disgrazia quando il gioco (perché sostanzialmente di questo si tratta, da quando la caccia ha perso ogni legame con la sussistenza) si fa con armi e munizioni buone per la guerra. Se la caccia sia attività che possa essere ancora tollerata nelle società moderne è questione che si pone ormai da decenni, almeno da quando i profondi mutamenti...

Homo coquens

Di che cosa si nutre un centauro? Primo Levi, che anche quando scriveva racconti fantastici non deponeva l’habitus mentale di scienziato, non aveva dubbi. Dal momento che ha corpo di cavallo, un centauro non può che essere erbivoro; ma avendo testa e bocca di uomo manca di un apparato masticatorio adeguato, e quindi dovrà dedicare gran parte del suo tempo ad alimentarsi (Quaestio de Centauris, in Storie naturali, 1967).   Così i centauri. E noi? Che cosa ci dicono l’anatomia e la fisiologia umana della storia di homo sapiens? Rispetto ai nostri parenti più prossimi, le grandi scimmie, abbiamo una bocca piccola, una dentatura modesta, deboli muscoli mandibolari, e un apparato digerente che non supera il 60% di quello di un primate delle nostre dimensioni. Per elaborare cibi vegetali occorrono infatti molari larghi, uno stomaco capiente, un intestino molto sviluppato (in particolare, un lunghissimo colon). La misura del nostro apparato digerente è per certi aspetti più prossima a quella dei carnivori; ma noi non abbiamo né la dentatura né la mandibola di un carnivoro, e se assumiamo troppe proteine...

Ritorni e sopravvivenze: peltasti e cripti

Demostene nel 426 a.C. guida la spedizione ateniese per la conquista dell’Etolia, una regione montuosa posta nella Grecia centro occidentale, per lungo tempo ai margini del grande sviluppo delle poleis. Così Tucidide racconta il primo scontro nel III libro (97.2) de Le storie:“avanza verso Egitio, l’assale e la piglia a viva forza. Gli abitanti infatti erano fuggiti e si erano posti sui colli che dominavano la città: questa si trovava in luoghi montagnosi a circa ottanta stadi dal mare. Ma gli Etoli che erano già accorsi in aiuto di Egitio, scendendo dai colli, chi da una parte chi dall’altra, attaccavano e saettavano gli Ateniesi; e quando l’esercito ateniese attaccava, si ritiravano, quando quello si ritirava, incalzavano. E a lungo durò una tale battaglia di inseguimenti e di ritirate, ed in entrambi i casi gli Ateniesi avevano la peggio”.   Gli Etoli, “gente armata alla leggera” (III,98.1), veniva respinta dagli arcieri che scortavano la falange ma, una volta stancati e scompigliati questi, si materializza la rotta degli Ateniesi, con i nemici “veloci nella corsa ed armati alla leggera...