Categorie

Elenco articoli con tag:

cane

(6 risultati)

Il cane come modo per parlare di noi stessi / Social dog

Il volpino Boo ha tutto per essere irresistibile: è piccolo, con la testa tonda, il nasino, due occhietti espressivi, la coda vaporosa. Quando gioca, estrae ritmicamente la lingua dalla bocca, con delicatezza ma continuamente, come un bambino che cerca di compiere uno sforzo superiore alle sue capacità. Dimostra intelligenza e segue con attenzione quanto gli viene proposto, ma quando si abbandona sul pavimento, forse per stanchezza, trasmette un senso di resa. Marnie è una shih tzu anziana, sguardo perso, fare dinoccolato. Camminando inclina la testa di lato e non riesce a trattenere la lingua che penzola fuori dalla bocca. Sembra che ami assumere posture stravaganti, il pelo arricciato confusamente lascia intendere un certo disinteresse nei confronti dell’etichetta, ma esprime pure quel lieve dispregio delle norme sociali proprio delle artiste anziane o di chi ha percorso a lungo il mondo. Loki è un gigantesco cane lupo di tre anni, maestoso, ieratico, dallo sguardo penetrante. A differenza del lupo, di cui è una versione migliorata, meno patibolare e più grandiosamente borghese, non può fare a meno della compagnia dell’uomo. In una delle foto che lo ritraggono insieme a Kelly,...

Lo strano caso del cane nel forno a microonde

Sul tram a Milano. Una signora seduta proprio davanti a me sta parlando con un conoscente in piedi. Gli racconta del furto compiuto in casa sua. Si sono arrampicati sul terrazzino; forzata la finestra sono entrati. Hanno rubato poco o nulla. Non aveva preziosi o denaro, ma le hanno devastato la casa. Commenta: «Nulla rispetto a quanto è accaduto a una mia conoscente. Pensa, sono penetrati nell’appartamento durante una sua breve assenza e, dopo aver rubato quello che potevano, prima di andarsene hanno infilato il suo piccolo cane nel forno a microonde e l’hanno cotto». Il signore in piedi ha un moto di sconcerto. «Non è possibile!», esclama. Al che la signora conferma: «È proprio così».   Sceso dal tram vado a un incontro con alcuni pubblicitari, studiosi di marketing e semiotici. Racconto loro la storia del cane nel microonde. Uno degli astanti consulta subito il suo smartphone. Trova che qualcosa del genere è accaduto; non a Milano, bensì a Chivasso. A fine dicembre c’è la notizia di una pensionata che vive sola in un condominio del quartiere “La Quiete” (cos...

Cornia: una saga domestica e animalesca

Gli animali della vita di un uomo. Quanti sono? Quali sono? E perché ci sono? Domande che stanno dentro il romanzo di Ugo Cornia, saga domestica e animalesca (se il titolo è l’asettico Animali, il sottotitolo tra parentesi è il più orientativo “topi gatti cani e mia sorella”). Ma anche percorso –divagatorio, ondivago, tagliato continuamente a metà – che ci racconta cosa può voler dire vivere con un animale. Secondo abitudine, Cornia narra “come non sapendo”, ovvero scegliendo il punto di vista di un distratto uomo qualunque. Toglie i piedistalli, butta da parte le formule, le etichette, i titoli di merito. E poi fa la voce di uno che è “come se stesse chiacchierando con un amico”, producendosi in tutti quegli ammiccamenti, quei sottintesi, quelle omissioni che sono del discorso parlato e sono anche naturali quando si parla tra conoscenti. Una scrittura dal basso che è poi il tratto comune di molti “narratori delle pianure”, da Celati in avanti. Ora, questa angolazione si rivela incredibilmente efficace a contatto con gli animali. Prima di tutto perché riesce a coglierli per quello che sono. Cioè non si ferma a dichiarazioni di generico e stucchevole amore eterno nei loro...

Cani in politica

All’improvviso, li abbiamo visti con i cani, preferibilmente cuccioli. Ci sono tutti (o quasi), Berlusconi e Monti, Bersani e Grillo. Chi sul web, chi in tv, chi in foto studiate, chi in immagini apparentemente casuali. Come i potenti d’America, Obama che ricorda il suo Bo nel discorso d’insediamento, George Bush che fa il necrologio di Barney, lo scottish terrier morto dopo otto anni di convivenza. Ma se un animale domestico alla Casa Bianca è ormai da tempo quasi obbligatorio, in Italia, invece, esibire il cane non ha precedenti (lo spiega bene Carola Vai in un curioso libro davvero anticipatorio, In politica se vuoi un amico comprati un cane, uscito nel 2011). E inoltre tutto è accaduto repentinamente, nel volgere di appena due mesi. Ha iniziato Berlusconi prima con Puggy, il carlino di Michela Biancofiore, poi con la meticcia dono di Vittoria Brambilla, quindi è arrivato Monti, con il suo Empy. Mero calcolo elettorale? Certamente è così, perché chiamare sulla scena il cane è operazione ricca di sensi, capace di evocare emozioni e di stabilire sintonie irriflesse, subliminali. Una specie di scorciatoia...

Il branco

Un gruppo di cani attacca un pensionato che sta passeggiando a Baggio, nella estrema periferia di Milano, là dove la città confina con la campagna. L’uomo viene ucciso, il suo corpo massacrato senza che nessuno riesca a fermare gli animali. Cosa è successo? I cani tornano ad essere belve, lupi sanguinari che colpiscono con criteri tanto inesorabili, quanto ingiustificati? Quei cani hanno forse rotto l’antico patto con la nostra specie, fondato sul nutrimento in cambio di protezione? L’uomo è stato “sbranato”, dicono le cronache. Il corpo oscenamente rivoltato, l’invisibile reso visibile. Si azzardano spiegazioni etologiche (o pseudo etologiche) che chiamano in causa aggressività, difesa del territorio, risposta alla paura, tendenza a far branco dei randagi. Ma in effetti a far presa è il disorientamento. Come è possibile che queste cose accadano? A Milano, poi, nella civilissima Milano. E così, nello spaesamento appunto, si reagisce nel modo più prevedibile e inevitabile. I cani – normalmente quasi uomini – vengono descritti come “sotto-uomini”. Il branco...

Canari

Quella del “canaro” è una tipologia umana fortemente connotata, che possiede caratteristiche di immediata riconoscibilità. Sia chiaro: il canaro non è il semplice “padrone” di un cane, ma ne è il correlativo umano, quasi l’interfaccia tra animale e mondo. Così se tutti possono essere padroni, non molti riescono a diventare canari. Per esserlo serve una predisposizione, ma è necessario anche un lungo apprendistato, che si fonda però su un’unica premessa, la consapevolezza dell’unicità di quel rapporto che ci lega all’animale (che per questa via smette anche di essere tale). Il cane diventa così – non senza difficoltà – la parte migliore della vita. Del suo cane il canaro è sinceramente innamorato, e senza esitazione lo antepone a molti suoi consimili o addirittura a tutti. Corollario e sottinteso è che il canaro del cane capisce le sofferenze e le gioie, gli errori e i virtuosismi, sviluppando sintonie segrete soprattutto quando la coincidenza porta ad una convergenza nella “visione del mondo”.   Come spiega Franco...