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diavolo

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Moira Ricci a Fotografia Europea / Diavolo mietitore o extraterrestre?

Tra la realtà e la fiction si insidiano immagini, storie e ricordi, che inducono interpretazioni e credenze, o sospetti e vacillamenti della credulità. Oggi si tende a pensare che il diavolo sia molto abile a usare Photoshop e postproduzione, e che agendo direttamente dentro la vita si insinui nella percezione dei mortali, così che le persone confondano spesso la finzione o l’inganno con la verità. Come dentro a un racconto borgesiano: accadono fatti, avvengono incontri, e si è talmente portati dalla narrazione seducente che alla fine non si è più sicuri di cosa sia più vero e convincente, se l’immedesimazione nel racconto o il quotidiano vissuto giorno per giorno. Il documento fotografico o video testimonia veramente un fatto accaduto? È più vera la realtà o ciò che si è immaginato come vero e poi riprodotto? Forse dipende da quanto una e l’altro influiscono nelle scelte di ogni individuo.    Moira Ricci, Dove il cielo è più vicino, Il diavolo mietitore, 2014, courtesy Laveronica contemporary art gallery. Nel frontespizio di The moving devil, un pamphlet del 1678, il demonio è descritto mentre realizza due ovali concentrici in un campo, adagiando a terra le spighe...

Franco La Cecla. Falsomiele, il diavolo, Palermo

Caruso si muove per Palermo senza sapere bene dove andare con l’aria un po’ blasé dei colti trentenni col precariato segnato sulla faccia, condizione assunta necessariamente a stile di vita, capelli spettinati, barattolo del caffè sempre alla fine; conosce bene la sua città, ma non ha mai messo piede a Falsomiele, quartiere dimenticato dalle guide turistiche, a ragione direi, visto che altro non è che una borgata di case popolari che si innesta fra una montagna e un cavalcavia.   Eppure Falsomiele diventa il titolo di questo romanzo; è un nome ossimorico, che seduce ma annuncia delusione, un po’ come le donne siciliane, dice Caruso, tentatrici ma disperatamente inaccessibili. La scelta di questo titolo non ha solo funzione allusiva: l’ossimoro è infatti la cifra del romanzo di Franco La Cecla, il suo motore interno, la struttura complessa che lo muove e sviluppa. Palermo è una città ossimorica: dopo la visita a Falsomiele Caruso ci porta nella preziosissima cattedrale di Monreale, ed ecco mostrarsi l’essenza della città: un luogo fatto di tanti luoghi e epoche, stratificati l’...