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Contro l’analfabetismo economico 5 / Le fregature dei minibot

Quanto sono ingenui gli italiani? Non molto, a giudicare dalle dichiarazioni di Matteo Salvini. “Non saranno monete alternative all'euro, quelle le usiamo al Monopoli”, ha detto ai giornalisti il 6 Giugno. Si riferiva, ovviamente, ai minibot, inseriti sottobanco dagli esperti della Lega in un documento di indirizzo votato alla Camera dei deputati.   Matteo Salvini avrà tanti difetti, ma sicuramente sa fiutare da che parte tira il vento. Le sue precipitose smentite rivelano che gli italiani dei minibot non si fidano per niente. Pare che l’idea sia stata partorita da Claudio Borghi, noto sostenitore della teoria che l’uscita dal sistema Euro sia per l’Italia una scelta intelligente e pure indolore. I minibot servirebbero, secondo Borghi, Giorgetti, e altri esponenti del governo, soltanto a pagare i debiti della pubblica amministrazione. Ma perché un’impresa che vanta crediti nei confronti dello Stato dovrebbe accettare un pagamento in minibot? Risposta: perché li potrebbe poi utilizzare per saldare alcuni debiti, in primo luogo le imposte. Presentata in questo modo sembra una magnifica partita di giro, nella quale lo Stato dà con una mano e riscuote con l’altra. Che si tratti...

Risparmi e risparmiatori / Analfabetismo economico e pensiero magico

È capitato a tutti di sentirsi smarriti in mezzo alle discussioni di politica economica che imperversano da mesi in televisione e sui giornali italiani. Durante la durissima trattativa sul Def, autorevoli economisti e sedicenti tali hanno discettato per giorni sulla differenza fra un deficit programmato dell’1,8 e del 2,4 per cento, sugli effetti che questo avrà sullo spread e sulle tasche dei cittadini, sull’importanza di fare ‘ripartire il Paese’ o piuttosto di rispettare i vincoli europei. I loro argomenti sono entrati nelle nostre case, e così ci siamo trovati a parlare con famigliari, amici e colleghi di austerità, di moneta, di vincoli europei e di politiche keynesiane.   Ma purtroppo quando si parla di economia quasi tutti i cittadini italiani si trovano ad affrontare fenomeni e ragionamenti che non sanno da che parte prendere. Le indagini dell'Ocse segnalano che gli italiani sono agli ultimi posti nell'educazione finanziaria. Adulti intelligenti, che sanno risolvere problemi complessi nel campo della medicina o della giurisprudenza, non hanno gli strumenti per giudicare la relazione fra crescita del Pil e della spesa pubblica, fra interessi sul debito e tassazione. In...

La de-sinistrazione dei ceti popolari / Brexit. Il focolare dei poveri

Il referendum britannico sulla Brexit ha messo in evidenza la forma che oggi assume, e non solo nel Regno Unito, la lotta di classe. Ma in piccolo è quel che hanno messo in evidenza anche le elezioni amministrative del giugno 2016 in Italia. Qui, l’arretramento del partito democratico era in gran parte scontato. Scontato perché si sa che nelle elezioni di midterm chiunque governi viene generalmente punito. Si dice che oggi il voto è sempre più umorale, ma l’umoralità è in parte prevedibile. È quasi meccanico: in un paio d’anni si passa dall’”idillio con i Vincitori Recenti” alla “Delusione Rabbiosa Contro Chi Governa”.   Più impressionante è il cambiamento di base sociale del voto. Si è sottolineato che il PD nelle grandi città ha vinto nei quartieri del centro, abitati per lo più dai ceti più abbienti e colti, mentre si è volto al Movimento 5 Stelle o alla destra (chiamo le cose col loro nome; non uso l’ipocrita “centrodestra” ma destra; non uso l’ipocrita “centrosinistra” ma sinistra) l’elettorato delle periferie, soprattutto di quelle più malandate, abitate dai ceti meno abbienti e meno colti. Fino a non molto tempo fa, essere di un ceto povero restava un indicatore di un...

Grecia: cosa accadrà dopo il NO?

Nessuno è in grado di prevedere cosa accadrà in Grecia.   Da una parte c’è lo scenario positivo. L’Europa troverà la forza di approvare un nuovo piano di aiuti e una ristrutturazione del debito pubblico greco. I leader europei mostreranno una compattezza mai esistita nelle trattative che hanno preceduto il referendum. Gli incentivi a questa conclusione positiva verrebbero dai timori di una Grexit e dalle conseguenze negative per l’idea stessa di Europa. Che razza di Unione Europea e di area dell’euro sono quelle che lasciano uscire un paese dalla moneta unica dopo circa 15 anni dalla sua nascita? Pensate al caso dell’Italia che avesse nel 1875 lasciato uscire la Sicilia o la Campania dal nuovo paese creato nel 1861. C’è oggi un enorme problema di credibilità politica del progetto europeo.   Dall’altra parte c’è lo scenario negativo. Perché mai si dovrebbe giungere a un accordo dopo la vittoria del NO al referendum? Ora le condizioni politiche sono più difficili. I più cattivi dicono che la Germania e settori della Commissione europea in fondo hanno...

Barconi profughi e intellettuali

Dove sono ora Jean-Paul Sartre e Raymond Aron? Su una vecchia foto, che gli archivi digitali ci restituiscono in bianco e nero sottraendoci il piacere dell'ingiallito d'antan che faceva pure il suo effetto. Ma quella foto del 1979, in cui il più imprevedibile e radicale dei filosofi gauchisti si recava “mano nella mano” all'Eliseo insieme al più liberale degli intellettuali della destra repubblicana francese, il suo effetto lo fa comunque. Era la religione universale e umanistica dell'“engagement”, dell'impegno, a unirli di fronte alla tragedia dei boat people dal Vietnam e dalla Cambogia, precipitati in soli quattro anni dalla guerra di liberazione alla galera del comunismo. Guardate le immagini di allora: non assomigliano a quelle dei boat people di oggi? Uomini, donne e bambini seminudi che annaspano nel mare, corpi dai riflessi ambrati luccicano abbrancicati a scheletri di barche. Altri corpi di cui intravvediamo a pelo d'acqua solo la schiena, gambe e braccia larghe irrigidite nell'ultimo spasimo.   Allora tutto questo avveniva nel golfo che i giornali francesi ora chiamano come un tempo “del Siam...

La tragedia greca in 10 atti

Tutte le mie amiche sono innamorate di Varoufakis, il ministro delle finanze greco. E anche Tsipras viene giudicato “molto carino”. Aggiungono che finalmente nei vertici economici europei c’è qualche uomo da guardare. Cerco di riportarle alla realtà dei fatti, ma non mi stanno a sentire. Riprovo.   1. La tragedia greca. Qualche tempo fa, una banca di investimento inglese – non il partito marxista-leninista – ha scritto che in Grecia è in atto una tragedia macroeconomica. Non è un giudizio esagerato. Tra il 2008 e il 2014 il tasso di crescita del PIL è stato negativo in sei anni su sette, con una diminuzione totale di quasi il 30 per cento. Per dare un raffronto con l’Italia, nello stesso periodo il PIL è calato in cinque anni su sette, con una contrazione totale di circa il 10 per cento. Qualsiasi raffronto tra Italia e Grecia non ha senso. Nell’area dell’euro l’Italia è il paese con il secondo settore manifatturiero dopo la Germania, mentre la Grecia ha una struttura industriale debolissima. Il reddito pro capite italiano è di 26.000 euro; quello greco è...

Lista d’attesa

Tra due settimane torno a lavorare. Ho sempre lavorato, io, da quando si ha l’età per lavorare, ma lavoravo anche prima, durante le vacanze d’estate, è da quando ho sedici anni o giù di lì che lavoro, lavoricchio, tiro a campare, tiro il fiato tra un lavoro e l’altro, un lavoretto e l’altro, un’occupazione qualunque. In genere resto disoccupata per troppo poco tempo per dire che sono anche disimpegnata dal lavoro, che me la godo e non ci penso. Ma non ho soldi per un totale disimpegno, voglio dire che a mio parere uno l’idea della libertà ce la può avere solo con i liquidi, una libertà contante in cui le cose quotidiane non ti preoccupano. Insomma, la libertà è benestante, mentre io sono povera e nel mio caso il lavoro non nobilita, il lavoro non ti indebita se ti piace infilare la mano in tasca e tirar fuori qualcosa oltre i pallini di polvere e filo. Io se mi metto a ravanare nella borsa oggi che scrivo per questa rubrica ho un centesimo e un biglietto per il tram già vidimato, perciò inservibile. So che in Inghilterra la gente butta i centesimi per strada. Io non...

L’euro del buon soldato Svejk

Il profilo del soldato Svejk, protagonista di quell’inesauribile parodia della modernità messa in scena nel romanzo di Jaroslav Hasek, campeggia sull’euro della Repubblica Ceka. E subito scatta un pensiero: e noi quando avremo il nostro Pinocchio sulle tintinnanti monete d’Europa? Oppure vorremmo vedervi Renzo e Lucia? Il Gattopardo? O forse il Cavaliere dimezzato, visti i mutati scenari politici?   Che ne avrebbe fatto Jaroslav Hasek del suo bravo soldato Svejk traslocato su sonante moneta? Se lo sarebbe bevuto, non c’è dubbio. Euro dopo euro. Boccale di birra dopo boccale. Peccato che questi euro sono falsi. La Repubblica Ceka non aderisce all’euro. La Slovacchia sì ma la Cekia no. Quello che vedete è un euro che circola solo in rete. Qualcuno – forte in ironia e sarcastico contro i poteri forti della nuova Europa – ha rimesso in circolazione quell’ “idiota” del soldato Svejk affinché, con surreale ironia, ridicolizzi un pochino le asettiche gerarchie della nuova Cacania. Mica male come metafora! Comunque, per quel che conta il mio parere, sull’euro vorrei Pinocchio. E...

Lega a Berlino

Anche attraverso la buona alimentazione, le buone cure, noi uomini possiamo aumentare di poco la nostra statura. Ma abbiamo inventato il prestigio. Chi sale sulle spalle di un altro impressiona. Per istinto – quello per cui l’animale china la testa di fronte al maschio alfa – rispettiamo chi è più alto. Ciò vale anche in economia: il suo primo fattore è l’inconscio collettivo, che include gli impulsi non consapevoli né razionali della società. Niente è più solido di lui: neppure un metallo. Niente vale più di lui: neppure l’oro. Per lungo tempo la valuta della economia più forte – il Re Dollaro – è rimasta seduta sull’oro. Poi, 40 anni fa, Nixon abolì la convertibilità del dollaro in oro. Da quel momento il dollaro sedette sulle spalle di se stesso. Conservò la sua alta statura come il Barone di Münchausen che, dice la fiaba, riusciva ad alzarsi prendendosi per i capelli e tirandosi su. Così ha agito il prestigio dell’economia americana nel suo insieme. Quando le autorità europee decisero la creazione dell...