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fiume

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Speciale Aqua / La bellezza dell'acqua

Nel suo ambiente, il pescatore appariva sicuro, quasi spavaldo. Aveva ormeggiato la sua piccola barca legando una cima ad uno degli anelli di ferro murati nei possenti plinti dell’antico ponte romano che scavalcava da secoli il Sabato in quel punto per permettere alla via Appia di entrare in Benevento. Quando vide venire verso di lui i passeggeri che doveva traghettare sulla riva opposta del fiume, un uomo maturo e facoltoso, almeno a giudicare dal suo abbigliamento, accompagnato da uno più giovane, gli andò incontro, fiducioso. «Benvenuti sul mio fiume» li accolse come un padrone di casa avrebbe ricevuto gli ospiti nella propria dimora. «Il posto in cui vi devo condurre non è distante e potremmo anche arrivarci a piedi ma preferisco portarvi con la mia barca. Anche se è piccola, c’è spazio sufficiente per tutti e tre» affermò con orgoglio. «Attendete qui, vado a recuperarla.»    Entrò con i piedi nudi nell’acqua e vi diguazzò producendo piccoli vortici che gli spumeggiarono attorno alle caviglie. Liberata la cima, trascinò la barca a riva, vi fece montare gli ospiti e salì lui stesso a bordo quindi, aiutandosi con un remo sensile, la spinse in mezzo al fiume e...

Una favola sull'ingiustizia / Igiaba Scego. Prestami le ali

Settanta anni finiva, almeno in termini ufficiali, il colonialismo italiano. Il 31 maggio 1947 l’Assemblea Costituente ratificava il trattato di pace di Parigi con gli Alleati, in base al quale l'Italia lasciava la penisola istriana, Fiume e Zara in Dalmazia, l’Albania, le isole del Dodecaneso. Iniziava la decolonizzazione dei territori africani occupati tra Ottocento e Novecento: la Libia passava sotto amministrazione dell’ONU, la Somalia sarebbe rimasta sotto amministrazione fiduciaria italiana (fino al 1960). L'Eritrea veniva unita all’Etiopia, che nel 1941 aveva visto il rientro sul trono dell'imperatore, il negus Hailé Selassié, in seguito all'offensiva inglese che aveva messo fine all'Africa Orientale Italiana.   Il culmine del colonialismo italiano è da situare una decina di anni prima. L'invasione fascista dell'Etiopia nel 1935, un'impresa colossale per dispiegamento di uomini e mezzi, era stata caratterizzata da estrema violenza e da profondo razzismo: come già in Libia tra il 1923 e il 1931, l’esercito italiano aveva utilizzato l’aviazione e armi chimiche contro i civili; erano stati istituiti campi di concentramento e erano state compiute stragi per...

Motta di Livenza / Paesi e città

Mita, Mota, Mata, da due fiumi sei bagnata dal Livenza e ‘l Montegàn, tuti i mati i sta in Alban.   Parto da questo motto-scioglilingua locale, dal bilinguismo italiano-dialetto, per parlare del mio paese, perché in esso è contenuta, in geografia e idioma, tutta la mia vicenda umana. E incomincio dai versi centrali dello stesso: il paese in cui vivo è bagnato da due fiumi, il, o meglio, la Livenza, al femminile come qui si usa (fiume dalla duplice sorgente di natura carsica sita nella località friulana di Polcenigo; sinuoso il suo corso, verdastro, assiepato di salici, con continue morbide anse sino alla foce di Caorle) e dal Monticano, che di sorgenti ne ha addirittura tre, sulle pendici del piccolo monte Piai, presso Vittorio Veneto; fiume che, a due passi da dove vivo, viene a confluire proprio nella Livenza. Parto dai fiumi anche perché hanno una certa rilevanza nella storia dello stesso: la Livenza circoscrive il nome del paese, altrimenti abbastanza comune (secondo la maggioranza degli storici l’etimologia del toponimo deriverebbe da Motha, altura, dosso di terra; secondo altri da palude fangosa, mota) in una...