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Francis Fukuyama

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Per una filosofia e una politica oltre l’individuo / Non si dà vita vera se non nella falsa

Fin dal sottotitolo La vita comune. Per una filosofia e una politica oltre l’individuo (DeriveApprodi, Roma 2016, pp. 106) di Paolo Godani si presenta come un pamphlet propositivo di un intreccio indissolubile tra pensiero filosofico e azione politica e, come ogni pamphlet, parte da una presa di posizione radicale e traccia le linee introduttive di una teoria e una pratica da fare. Il riferimento più costante del testo, quello da cui prende le mosse e con cui non si abbandonerà mai il confronto, è senza dubbio il frammento di Walter Benjamin che prende il nome di Capitalismo come religione.   In esso Godani trova gli strumenti d’analisi per rendere conto della situazione esistenziale contemporanea segnata da un’atomizzazione atta a formare degli individui in solitudine e del tutto incapaci di una vera comunicazione, anche se occupati tutti nelle stesse attività, da un lato; e dall’altro la totalizzazione di un senso della vita individuale che trova in un compimento destinale e teleologico la propria conclusione. Entrambi questi aspetti, che sono strettamente legati, presentano un correlato al contempo genealogico ed esistenziale rispettivamente in ciò che Benjamin chiama «le...

Henry Gee, La specie imprevista / Fraintendimenti sull’evoluzione umana

Da bambino – dovevo essere in terza elementare – mi è capitato di formulare una previsione a suo modo ingegnosa, anche se nella sostanza vertiginosamente ingenua, sullo studio della storia. In futuro, sentenziai, occorrerà dare più spazio alla storia nell’orario scolastico, perché man mano che il tempo passa il passato si allunga, e quindi ci saranno sempre più cose da imparare. A mezzo secolo di distanza possiamo ben dire che quella previsione è stata smentita su tutta la linea. Non tanto perché nella scuola italiana lo spazio per la storia, lungi dal crescere, sia stato, semmai, ridotto; e nemmeno perché nel frattempo non si siano verificati eventi storici importantissimi – con buona pace di chi aveva annunciato la «fine della storia», idea che rimarrà appesa al collo di Francis Fukuyama come un macigno (La fine della storia e l’ultimo uomo, Rizzoli 1992).   Il punto è che da allora, nella coscienza umana, ad allungarsi è stato soprattutto il passato: il passato remoto e remotissimo della nostra specie, un tempo relegato nella sbrigativa categoria di «preistoria» (termine oggi caduto quasi in disuso), e ora campo d’indagine che appare quant’altri mai fecondo di scoperte. L’...