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Cronaca di un’alluvione in montagna / Non possiamo parlare con gli alberi

Ho posato il badile e scrivo ciò che ho visto nel piccolo pezzo di mondo in cui vivo, a pochi giorni dall’incendio, dall’alluvione e dal vento potentissimo che ha spezzato distese d’alberi e reso il paesaggio quasi irriconoscibile in molte valli della provincia di Belluno.  Lavoro nel reparto di manutenzione di una fabbrica a Longarone e la prima cosa strana che abbiamo avvertito, mercoledì 24 ottobre, è stata l’aria calda a mezzogiorno, quando siamo usciti dallo stabilimento per la pausa pranzo: un vento persistente che ha portato il termometro a 26 gradi centigradi. Non c’è stato il tempo di fare previsioni fosche perché un’immensa nuvola di fumo, scesa dalla stretta valle di Agordo, ha chiuso l’orizzonte e arrossato il cielo sopra Belluno: un cavo dell’alta tensione, caduto per il forte vento, aveva innescato un incendio sulle pendici arse delle Pale di San Lucano. Il fuoco, alimentato dal vento che è aumentato d’intensità nella serata, si è propagato per tutta la notte; il giorno successivo, con l’arrivo dei Canadair e i prelievi d’acqua sul lago di Santa Croce, la situazione è stata arginata. E siamo finiti sul Tg nazionale: quassù in montagna ci si preoccupa quando...

14 settembre 1812. L’incendio di Mosca

Non è che sia particolarmente affezionato alle ricorrenze, per quanto mi siano state utili in svariate occasioni, soprattutto a scuola ma anche nella pratica della scrittura. Per alcune di esse ti prepari in anticipo: sono troppo importanti. Per il 150° dell’Unità d’Italia, ad esempio, i primi file che ho archiviato sul pc risalgono all’autunno del 2008. In altre date, invece, ti imbatti quasi per caso e quando ne realizzi le implicazioni ti sembra quasi di avere scoperto qualcosa di importante oppure, che poi è lo stesso, di avere ricevuto un dono.   Lo scorso agosto ero lontano da casa e a corto di letture e ho cercato aiuto in una di quelle librerie di paese dove puoi trovare vecchi classici della letteratura, memorie della Grande Guerra e almanacchi del campionato di calcio, sugli stessi scaffali e a prezzi stracciatissimi. Così, per uno di quegli impulsi che i lettori più accaniti riconosceranno familiare, ho comprato una meravigliosa edizione di Guerra e pace, testo integrale e introduzione di Eraldo Affinati.  L’impulso cui accennavo è quello che ti coglie di fronte a certi classici che...

Foto bruciate

L’amico Itaru Ito mi manda per email il racconto piuttosto straordinario dello scultore giapponese Ando Eisaku, in cui si rievoca la tragedia dell’11 marzo scorso. Ando si era ritirato da anni dalla città per vivere e scolpire in relativo isolamento in un piccolo villaggio sul mare. Negli ultimi tempi le cose gli andavano proprio male e faceva pensieri apocalittici con la moglie: se perdessi tutto e potessi salvare solo un oggetto, cosa sceglieresti? Lui, disperato, rispondeva: niente. La moglie: io forse il nostro album di famiglia. Una decina di giorni dopo, l’11 marzo, dopo anni di assenza, decidono di fare un giro in città, vedere qualche mostra, passeggiare nel centro commerciale. È il giorno della tragedia: alle 14 e 46 la terra trema. Mentre sono in città, il luogo dove vivono viene completamente sommerso dallo tsunami e distrutto da incendi. Quando tornano, non c’è più niente da salvare.                  Per mesi girovagano e vivono della generosità delle persone che li circondano. Un giorno ricevono un pacco per...

Atene

Non so bene come la gente immagini Atene. Molti ci sono stati per turismo, e di certo la prima cosa che viene loro in mente è il Partenone. Un’immagine oleografica. Negli ultimi tre anni ho frequentato a lungo la capitale ellenica, e ci ho vissuto molti mesi. Ero lì per raccogliere materiale per una ricerca sulla Δεκεμβριανά, ovvero i fatti del Dicembre 2008. Ho anche raccolto un buon repertorio d’immagini, ma le mie non sono di quelle che facilmente si vedono al chiosco dei souvenir sotto forma di cartolina, perché inquadrano un aspetto della realtà greca, quello delle violenze urbane e della crisi economica, scomodo e drammatico. I media ne hanno parlato a lungo: prima le rivolte e le guerriglie urbane del Dicembre 2008, poi la situazione economica greca e la crisi. A tal proposito anche Annozero (3 giugno 2010) ha messo in onda un servizio giocato su questi due aspetti.   Chi è mediamente informato e segue i telegiornali può, senza grandi difficoltà, fare mente locale su quanto accaduto ad Atene il 5 maggio 2010. L’episodio più eclatante...