Categorie

Elenco articoli con tag:

Indro Montanelli

(2 risultati)

Longanesi editore a sessant’anni dalla morte / Libri giallo paglierino con la carta di Vittorini

«Purtroppo arriva in ritardo per piazzale Loreto». Devono essere state queste le parole che Leo Longanesi rimestava fra le sue labbra guardando dal finestrino del treno il lento avvicinarsi della stazione centrale di Milano. In quella giornata di fine 1945, sulle banchine si assiepavano frotte di profughi che finalmente potevano tornare alle loro case e partigiani col fucile in spalla. «Purtroppo arriva in ritardo per piazzale Loreto»: la frase si riferiva a lui, ed era comparsa quella mattina stessa su “L’Italia Libera” in un articolo che annunciava il suo arrivo. Tra la folla riconobbe l’amico e allievo Indro Montanelli, che era andato a prenderlo, e prima ancora di scendere dal treno stimò prudente affacciarsi al finestrino e chiedergli, indicando un gruppetto di uomini col fazzoletto rosso al collo: «Aspettano me?».   Longanesi con Italo Balbo e Paolo Balbo. Longanesi era stato infatti un fascista della prima ora, sebbene riconoscesse come tra le camicie nere si raccogliessero «gli iscritti senza troppi preconcetti: ecco i facinorosi, i violenti, gli spossati, gli ammazzasette, ecco quei vaghi fanatici che s’agitano senza sapere il perché, più per un naturale bisogno...

Onore

«Onore» appartiene alla fascia dei termini desueti che ci tocca in qualche modo rivitalizzare. Franco Cardini ne ha scritto di recente in una collana dell’editore il Mulino di Bologna intitolata «Parole controtempo», parole fuori moda. Ma che cosa è mai l'onore? E se è così datato, a che scopo parlarne, soprattutto nell'ambito del sistema politico democratico nel quale viviamo, peraltro non in ottima salute?   La democrazia e la sua attuale crisi   Che lo stato di salute della democrazia non sia dei più floridi, e non soltanto di certo in Italia, è davanti agli occhi di tutti. Il tasso di credibilità delle istituzioni della democrazia rappresentativa è sempre più basso; la gente ha sempre meno interesse verso i partiti e le elezioni, mentre gli eletti si sganciano sempre di più rispetto agli elettori, arrivando a formare una “casta” separata e autocelebrantesi. Viene meno la discriminante destra/sinistra e con essa la rappresentanza dei gruppi svantaggiati di cui la sinistra è sempre stata sostenitrice, e questo è un grave problema (anche) filosofico perché non basta riempirsi la bocca del «bene del paese» se non si sa quale bene si vada cercando. Anche l'attuale...