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Otto domande (3) / Università: diffidare delle imitazioni

Tiziano Bonini   La pandemia è stata affrontata facendo ricorso alle piattaforme digitali. Questo ha reso il tema della cosiddetta “fatica digitale” (digital fatigue) più che mai attuale. Il ritorno alla normalità eliminerà il problema o ne cambierà solo i termini? Come pensate che occorrerà affrontarlo?   Non ci sarà un ritorno alla “normalità”. Molte riunioni, ricevimenti, seminari, continueranno a svolgersi tramite la mediazione di piattaforme, anche finita la pandemia, e questo può rappresentare un beneficio. Il rischio più grande invece lo corre la didattica: in molte università si vuole continuare con la didattica duale, sia in presenza che a distanza, che risulta in una didattica “diminuita” invece che “aumentata”. La mancanza di cultura digitale nelle università italiane sta portando a una spaccatura, la solita, trita e ritrita, tra apocalittici e integrati. I primi vorrebbero tornare a “prima”, gli ultimi magnificano le sorti progressive delle piattaforme. Invece dovremmo valutare la possibilità di sviluppare una didattica “aumentata” da supporti digitali (spazi di discussione online con gli studenti, piattaforme per l’archiviazione e la circolazione di...

Lezioni di letteratura russa / Nabokov: Tolstoj sì, Dostoevskij no

Stati Uniti, 1940: Nabokov è da poco arrivato in America e si trova a fare lezione a studenti americani. Cosa sanno della letteratura russa i suoi studenti? Su quali traduzioni possono contare? Quali difficoltà dovranno affrontare? Nell’ultimo breve saggio delle Lezioni di letteratura russa, dopo averli condotti «attraverso il paese delle meraviglie di un secolo di letteratura», Nabokov tira le fila del suo corso ed elenca alcune difficoltà che gli studenti si troveranno di fronte: non sanno leggere il russo, hanno a disposizione traduzioni «abominevoli» e devono districarsi in una massa «amorfa e mostruosa di cose mediocri il cui unico scopo è politico». A guidarli in questa selva c’è il professor Nabokov, tra i più popolari della Cornell University, dove dal 1948 insegna come professore associato nel corso sui Maestri della narrativa europea e in quello di Letteratura russa in traduzione. Visto il successo delle lezioni, e forse anche per facilitare lo studio dei suoi studenti, Nabokov mette in cantiere la pubblicazione delle sue lectures, progetto che viene però abbandonato e ripreso, dopo la sua morte, da Fredson Bowers, curatore sia delle Lezioni di letteratura del 1980 (la...

Diario di un insegnante 1 / Lunedì sono tornato a scuola

Lunedì sono tornato a scuola. I corridoi, le scale, le aule, le foto alle pareti, persino le cose fuori posto erano al loro posto, un edificio intero in silenziosa attesa di piedi e voci. Dagli esami di luglio poco è cambiato; in un contrasto a volte stridente (ma non inatteso) con il resto del mondo, la scuola rimane un piccolo santuario silenzioso, un’oasi distante e distanziata di rumori ovattati, di luci mai forti, di saluti discreti, quasi un leggero brusio. La quiete di un edificio normalmente chiassoso è naturale per una scuola durante i mesi estivi, ma l’emergenza di questo strano anno ha amplificato tutto. La sala insegnanti, come a luglio, è ancora vuota. I cassetti con le loro targhette gialle, testimonianza di una corrispondenza biunivoca con noi esiliati, custodiscono le cianfrusaglie dimenticate prima della chiusura, forzieri in cerca di pirati. A dire il vero alcuni nomi andranno tolti, altri andranno aggiunti; siamo, prima di tutto, temporanei. Ora in giro c’è più vetro, mi è sembrato di notare; improvvise pareti trasparenti si sono alzate un po’ ovunque trasformando uffici, banconi e scrivanie in tanti piccoli acquari, pubblico e pesci da entrambe le parti....