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Libri per l'infanzia

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Ovvero le fiabe e il terrore del mondo / Maledetto di un gatto

Alcuni mesi fa, alla fine di un incontro che ho tenuto a Zurigo sui libri illustrati per l’infanzia mi si è avvicinata una signora esprimendomi la sua ammirazione per alcune poesie di Silvia Vecchini incentrate sul tema della fiaba, da me lette durante la conferenza dalla raccolta In mezzo alla fiaba, edita da Topipittori nel 2015. La signora ha poi aggiunto che, tuttavia, non sempre le fiabe sono letture adatte ai bambini, poiché alcune propongono una morale diseducativa. E mi ha portato a esempio Il gatto con gli stivali, fiaba che a suo avviso esalta la la furbizia e l’inganno come fattori di successo. Con diplomazia, ho replicato che fortunatamente le fiabe, che sono testi letterari complessi, non hanno una sola chiave di lettura e pertanto si possono leggere in modi diversi. La signora ci ha pensato su qualche istante e poi ha confermato che, in effetti, ripensandoci, quando da piccola ascoltava Il gatto con gli stivali non pensava affatto alla sua morale, cosa su cui si sofferma solo oggi, da adulta. In seguito, ho ripensato a questo dialogo in parte perché, in effetti, l’ammissione della signora dell’indifferenza di lei bambina alla morale del Gatto con gli stivali mi pare...

Case e bambini

Chi segue Mariangela Gualtieri sa che, negli ultimi anni, le sue letture si concludono con un canto di ringraziamento dal titolo Bello mondo, incluso nella raccolta da poco uscita per Einaudi, Le giovani parole. Uno dei passaggi più belli dice: «Io ringraziare desidero […] per la quiete della casa / per i bambini che sono / nostre divinità domestiche».   In questi tre versi, il modo che hanno i bambini di abitare, il risuonare della loro presenza in muri e oggetti, acquista una dimensione portentosa. Mi sono venuti in mente leggendo la sezione Satelliti, nella raccolta Dal corpo abitato (tavole di Guido Scarabottolo; Luca Sossella Editore 2015) che l'autore, Matteo Pelliti, dedica a sua figlia Sara. In particolare la poesia In auto: Quando torniamo a casa, di notte, mentre dormi nell'auto che diventa casa del tuo sonno itinerante tra case, so che il tuo sonno sarebbe un carburante sufficiente per continuare la strada oltre ogni destinazione. Quel sonno mi veglia, mi rende attento alla strada più d'ogni caffè imbarcato prima del casello d'avvio e fa dell'abitacolo, per il tempo breve del...