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L’uomo senza qualità

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Tempo di libri - maestri / Bobi Bazlen

Per contribuire a un momento d’incontro, approfondimento e scambio come Tempo di Libri, la fiera del libro che si terrà a Milano dall'8 al 12 marzo, non abbiamo solo creato uno speciale doppiozero | Tempo di Libri dove raccogliere materiale e contenuti in dialogo con quanto avverrà nei cinque giorni della fiera, ma abbiamo pensato di organizzare dieci incontri: maestri che parlano di maestri. Cristina Battocletti, domenica 11 marzo alle ore 16.oo, parlerà di Bobi Bazlen.   Nomade, disinibito, informale, dissipatore, inesperto, maldestro, veggente, ondivago, indeciso, enigmatico, geniale, innocente, attratto dall’insolito, dal bizzarro, dallo sconosciuto, dall’imprevedibile. L’uomo per cui sono stati formulati questi giudizi da amici, ammiratori, nemici e detrattori, si chiama Bobi Bazlen, uno che voleva essere sempre libero, senza alcun punto fermo: “non un matrimonio, non un figlio, non un contratto di lavoro stabile, non una casa di proprietà”, come ricorda Cristina Battocletti nel libro dedicato a lui, Bobi Bazlen. Romanzo di una vita (La Nave di Teseo), vera e propria narrazione delle sue vicende personali, delle amicizie, degli amori, della rete di...

Autoinvidia

a) Ad occhi aperti e concentrato, in stato di beatitudine, il bambino sta succhiando il latte dal seno materno. Con una mano tiene il seno come per sentirne la presenza. Aveva pianto nella seppur brevissima attesa e mostra rabbia, disappunto e ancora pianto quando la mamma lo allontana per un momento, per sistemarlo meglio in braccio. Riprende allora a succhiare con evidente aggressività, quasi mordendo, come ad esprimere un sentimento che, se potesse parlare, forse gli farebbe a dire alla madre: “Ma perché il seno ce l’hai tu e non ce l’ho io?”.   b) Muovendosi più e più volte in quel luogo gli era venuta in mente una soluzione per cambiare le cose. Si era perfino compiaciuto di come si stava muovendo proiettando su quel problema l’invenzione a cui stava pensando. Si sporgeva anche volentieri a immaginare come tutto sarebbe stato bello, dopo. A un certo punto però iniziò a tornargli indietro una domanda che diveniva sempre più insinuante: la soluzione che ho inventato è bella, ma sono io quello che può realizzarla davvero? Introiettò quella domanda, abbastanza rapidamente, e si trasformò in angoscia: no, non sono io ad avere le capacità di fare la cosa bella che ho pensato....