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Macbeth

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Ressentiment / Il risentimento e la coscienza, da Nietzsche a Shakespeare

Così scrive Nietzsche:   E ora una parola di rifiuto per i recenti tentativi di cercare l’origine della giustizia su un terreno del tutto diverso – cioè quello del ressentiment. Confidiamolo prima di tutto agli psicologi, ammesso che abbiano veramente voglia di studiare finalmente da vicino il ressentiment: questa pianta fiorisce oggi in tutto il suo splendore tra gli anarchici e gli antisemiti, come del resto è sempre fiorita, nascosta, simile alla violetta, anche se il suo profumo è ben altro. E come da simile non può che derivare simile, non c’è da meravigliarsi se proprio da questi ambienti nasceranno tentativi, come spesso ce ne sono stati, di sacralizzare la vendetta col nome di giustizia […] è proprio lo spirito del ressentiment a produrre questa nuova nuance di equità scientifica (a favore di odio, invidia, inimicizia, sospetto, rancore e vendetta) (Nietzsche, Genealogia della morale).   Da Nietzsche in poi, “risentimento” si dice in francese: ressentiment. Nietzsche dichiara che l'uomo del ressentiment è tipicamente moderno, è la conseguenza di una civiltà che ha capovolto la morale: “Che gli agnelli nutrano avversione per i grandi uccelli rapaci, è un fatto che...

Archivio Zeta al Passo della Futa / Macbeth e Heidegger al Cimitero militare germanico

Sembra di essere nella brughiera scozzese, qua sui monti d’Emilia. Specie se la giornata è fresca, come capita in questo agosto. Prati rasi. Un odore che all’inizio non sai bene identificare. Un cerchio di monti intorno. Un lago (Suviana?) sullo sfondo. Qualche fiore viola. Qualche ghirlanda funebre secca tra le distese di pietre tombali allineate, che conservano i resti di soldati nati, in gran parte, nel 1924, nel 1925, e morti nel 1944-45 sulla Linea Gotica, sotto le bandiere del Führer. Un’altra violenza in scena nel silenzio odoroso (ma cosa sarà quell’odore?) del Cimitero militare germanico della Futa, sotto la grande ala spezzata a mosaico di tessere di pietra del sacrario, un po’ nibelungico, sul culmine della collina. “Heil Macbeth”, salutano i messaggeri, dopo che le arcane sorelle, le streghe, come pipistrelli, come incappucciati del KKK, hanno fatto la loro profezia e si sono allontanate: “Macbeth, sarai re”. Cicale. Un rumore di motore in lontananza, attutito. Suono leggero di marimba.   ph. Franco Guardascione   Macbeth di Archivio Zeta va in scena in modo itinerante nel luogo che la compagnia di Firenzuola (ora residente a Bologna) ha scelto da anni per...