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mare

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Marco Mancassola. Non saremo confusi per sempre

Non saremo confusi per sempre (Einaudi, pp. 140, € 16) è il ritornello sussurrato dai fantasmi protagonisti del libro di Marco Mancassola, che lega fra loro cinque drammatiche storie di cronaca diventate cinque misteri dolorosi: Un principe azzurro, Dirk Hamer, ucciso da un colpo sparato da Vittorio Emanuele di Savoia, Un bambino al centro della terra, Alfredo Rampi, morto in un pozzo artesiano, Una bella addormentata, Eluana Englaro, “in fuga” dal proprio letto di ospedale dopo aver passato diciassette anni in stato vegetativo, Un cavaliere bianco, Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido dalla mafia e Un ragazzo fantasma, Federico Aldrovandi, ucciso a bastonate da quattro poliziotti. Cinque viaggi senza ritorno nel regno dei morti e cinque variazioni sullo stesso tema: una fine senza senso, dove la finzione letteraria sgretola la cronaca e le restituisce un volto diverso. Non saremo confusi per sempre è un  libro che fa venire voglia di fuggire e di restare: a ogni pagina  un abisso più buio ma anche  un respiro più profondo che apre a visioni inattese: il centro della terra per Alfredino, il mare...

La Maddalena / Paesi e città

La Maddalena è un’isola nell’isola, a nord-est della Sardegna e a sud della Corsica. Vista su una carta geografica ha la forma di una fiamma pietrificata con le lingue del fuoco diramate verso l’alto. È la più grande e abitata di un arcipelago composto da isole e isolotti. Un ponte la collega come un cordone ombelicale all’isola di Caprera, e fino a poco tempo fa un traghetto portava in Corsica attraversando le Bocche di Bonifacio dopo una breve sosta a Santa Teresa in Gallura. Nell’Ottocento questo collegamento era più frequente di quello con la Sardegna e del resto corsi furono i primi pastori a installarsi nell’isola.   La Maddalena si gira in fretta. Quello che si è appena visto ritorna, ma leggermente modificato dalla luce o dalle ombre e come ogni lieve scarto può farti impazzire. Forse per questo gli abitanti sono bruschi e non sempre gentili. Il vento li ha abituati a gridare anche quando non è necessario e c’è sempre come un’urgenza nelle loro voci. Anche il clima è difficile, e il maestrale soffia anche per nove giorni di seguito. Allora si vede...

Genova / Paesi e città

Beati coloro che hanno un’identità. Che è come credere in Dio o giurare viscerale fedeltà al luogo in cui nascono, con forza ne avvertono il senso di appartenenza. Figli di una terra precisa, si sentono immigrati, emigranti, diversi, in un qualunque altro luogo che non sia quello di nascita identificandovi il punto del loro equilibrio psico-fisico. Perché il punto d’equilibrio, per loro, è riconoscersi in un dato punto geografico. Beato chi se ne va e poi torna, come insegnano le antiche narrazioni, secondo una circolarità di percorso, di disegno immaginario di una spirale. Certo che chi torna non si troverà mai allo stesso punto di partenza, lui e il luogo sono cambiati insieme. È l’andamento circolare del tempo, che vediamo inciso nei tronchi degli alberi.   Qualcuno ha definito il momento del ritorno come un “salto di ottava” (musicalmente parlando). E qualcuno, alludendo a questo salto, allude addirittura a un’altra dimensione, estrema – come quella traversata dal revenant che, se torna a raccontare, sa che mai potrà essere inteso. O finirà pazzo, come il...

Il pirata romantico

  La risemantizzazione romantica raggiunge pure il pirata secondo le linee tracciate nel capitolo precedente. Un alone funereo e fatale avvolge il reietto dei mari, sia il Clement Cleveland di Walter Scott (1822), i Kernok e Szaffi di Eugene Sue (1830 e 1832 in Salamandre), fino al fratello di Euphrasia nell’omonimo racconto di Mary Shelley del 1839 e alle estreme propaggini salgariane (Il corsaro nero 1899, Le tigri di Mompracen 1911). Prototipo infinitamente imitato ci pare però il Conrad della novella in versi Il corsaro di Byron (1814) che si apre con una specie di coro dei pirati che riflettono sulla loro condizione. In prima battuta viene messo in evidenza il mutevole errare dell’avventura (“Qui è l’irrequieta nostra vita, che divisa è sempre / fra gli affanni e l’ozio, sempre gioiosa al mutar/ della sorte”), collegato al vitalistico ballo negli spazi infinitamente aperti e spaesanti dei mari: “Oh, chi può dir, se non colui che ha sperimentato nel / suo cuore, / in trionfo danzando sull’oceano vasto, / il senso pieno della vita, il folle battere del polso, / il fremito che coglie chi solca...

Napoli / Paesi e città

“Il Signore resuscita a Napoli, credete a me, in quale altro paese potrebbe accorgersi di essere di nuovo al mondo, dove potrebbe ritrovarsi più umano, più giovane e più povero, fra gente che sappia egualmente, per antica esperienza, che cosa significhi abbracciare una croce o esserne finalmente schiodati?”.   In quest’anno che ha Pasqua cadente in aprile, a rileggere queste poche parole riviene il sapore di quello che abbiamo deposto, portando in cantina Giuseppe Marotta. I tempi son tali che a sentire quel nome e cognome qualcuno intenderebbe che si parli del direttore sportivo della Juventus. No, qui no: qui parliamo dello scrittore che morì negli anni ‘60. Derubricato a bozzettista e invece titolare d’una penna che come poche aveva una felicità: quella di scrivere. Mandiamo perciò questa cartolina da Napoli, usando parole che sono una dedica a chi l’ha scritte, tratte da San Gennaro non dice mai di no che la Avagliano editore ha meritoriamente riportato nelle librerie in questi giorni. È anche una dedica al popolo di Napoli. In giorni di vento, ma soprattutto di mare....

L’antica eccezione della pirateria

Nel quarto libro del dialogo platonico Le leggi l’ospite ateniese, discorrendo con Chinia di Creta e ricordando i tributi anticamente versati dagli abitanti dell’Attica a Minosse, dotato di una potente flotta, all’improvviso si lascia andare a un’invettiva contro la guerra marina: “E, è certo, sarebbe stata cosa utile a loro perdere ancora molte volte sette fanciulli prima di avvezzarsi, divenuti marinai da fanti e solidi opliti che erano, a sbarcare di frequente e poi lestamente a fuggir di nuovo correndo sulle navi, senza ritenere di commettere alcuna azione vile non osando di morire resistendo sul posto ai nemici accorrenti e l’aver invece sempre pronte scuse fittizie per giustificare l’abbandono delle armi da parte loro e le fughe fuggite, secondo loro, non vergognosamente”.   La contrapposizione tra l’oplita terrestre che combatte a viso aperto senza retrocedere e l’oplita di marina che sbarca sulla riva ed è sempre pronto a riprendere il largo è dunque netta. Più avanti viene supportata da un passo omerico in cui Ulisse rimbrotta Agamennone che offre ai guerrieri la vista...

Paola / Paesi e città

C’è sempre un luogo, un nome, che conta più di tutto. Paola è un luogo con un nome di donna. È il mio paese. Quel nome per me è come il mare che ha davanti, il mare occidentale che mi ha visto nascere. Cerco sempre il mare, anche quando non ce n’è. Forse perché sono nato in questo posto di mare, e ho sempre vissuto col mare davanti. Il mare sempre. Il mare di Paola. Mi confondo col mare. Il mare grande di Paola spalancato sotto lo specchio delle montagne. Ovunque vada, più che estraneo dopo un poco mi sento naufrago. Ho quel mare dentro.È come una calamita silente che mi risucchia a sé da qualsiasi punto, che contrae il tempo e lo spazio in una cosa sola, e mi richiama a sé da ogni luogo, anche il più remoto. Una cosa è certa: Paola è un magnete, un basamento geomantico, terra e acqua a cui resto attratto. Il mio punto archimedico. L’unico, oramai. Paola è sempre lì, per me, sposa e sponda.   Sillabare a memoria in luoghi distratti e nel silenzio di certi pensieri sviati il nome di Paola mi retrocede sempre, mi riporta a destino, come un...

Lerici / Paesi e città

Una volta a Lerici c’era il mare. Giuro, ne ho le prove, come dice Arminio. Il mare e altro, ma adesso occupiamoci solo del mare. Come faccio a dirlo? Beh, quando qualche volta ritorno là e, come mia abitudine, mi frugo nel naso (Federico!!! Almeno fallo che io non ti veda! La Signora, la pianista) mi sembra di sentire sempre quel misto inconfondibile di puzzo d’alga e carcassa di granchio in decomposizione. E le mie narici dilatate e sgombre riaprono, come Sesamo, il mondo perduto dei Ravatti ( lericino, in italiano ‘ciarpame’, ‘res nullius’ in latino), roba che noi bambini trovavamo poco sopra la battigia dopo le mareggiate e nascondevamo nelle nostre favolose tasche (e poi nei cassetti, fuori dagli sguardi indiscreti della summenzionata).   Chiamarla roba è forzato: un niente, un tempo, appunto, qualcosa una volta con una forma e una funzione, ora trasformate, resa irriconoscibile dal mare: prima sasso grigio e poi barattolo di Coca Cola (non stupite, a Lerici, nel ’45, aveva già fatto la sua comparsa una delle prime avvisaglie della nuova invasione barbarica, tecnologica questa volta, tanto pi...

Castell’Arquato / Paesi e città

a Castell’Arquato dicono “che bello” perché sembra un borgo umbro o toscano, tipo San Gimignano però in Emilia   a Castell’Arquato ci sono le balene in pieno centro e delle belle spiagge con alte dune di sabbia finissima, dette calanchi, appena fuori dal paese   a Castell’Arquato non c’è un corso dove fare una vasca, per questo si può andare nel torrente Arda o a Piacenza in via XX Settembre   a Castell’Arquato però si può fare un bosslano, che sarebbe una ciambella, praticamente si parte dal Bar Sport e si gira intorno a un isolato di case, non importa in quale direzione   a Castell’Arquato un mio amico, che qualche anno dopo avrebbe fatto una rapina a mano armata, mi ha proposto all’asilo di fuggire dai bagni, e le suore, che hanno le orecchie lunghe e senton tutto, per punizione ci hanno esposto al pubblico ludibrio   a Castell’Arquato non c’è il cinema però c’è un negozio di reggiseni imbottiti   a Castell’Arquato al centro della grande sala dove ora c’è lo scheletro...

Ispica / Paesi e città

“Ispica, Sicilia, sotto il parallelo di Tunisi e Algeri”, canta incerta una voce attorno a un mio video, vanitosa. E s’apre un paesaggio come d’una cartolina rosa che sboccia sbiadita, qualche macchiola qua e là d’unto e di muffa. Lo sguardo si avvicina e ci conduce dentro, verso una collina. Fino a qualche tempo fa - vanitosi! - era leggenda che una celebre canzone si riferisse al paesello - era Spaccaforno -, “Paese mio che stai sulla collina”, cantata dai Ricchi e Poveri, ma si sciusciuliava l’avesse scritta uno spaccafornaro emigrato, e ci piace assai, e ancora, questa increanza popolare. Ispica è una città che sorge e, a seconda di come ci si arriva, la si raggiunge da tre direzioni diverse, la si racconta e ci si rovescia.   Alcuni tentativi di raccontarla, fallendo. 1. Ispica sorge come un incanto in una splendida giornata di sole, uno sboccio di case sopra una collina e tra i vivaci colori d’oggi, così tanto di moda accesi, si mostra bella e ornata di pennacchi delle torri, dei palazzi, delle chiese barocche. 2. Ispica sorge contratta e stretta su se stessa nei giorni bui,...

Trieste - Dakar

Un semplice marciapiede, una passeggiata tra il mare e la montagna, divise fra loro da una strada trafficata in mezzo alla città. Barcola, quartiere di Trieste, è, per i locali, un sogno mitteleuropeo dove tra ragazzini in skate e vecchie signore bruciate dai raggi del sole si incontra tutta la popolazione che cerca di accaparrarsi la luce e distrarsi dal lungo inverno. Da aprile a ottobre i triestini, armati di asciugamani, creme solari, materassini colorati si accoccolano, stretti come sardine, uno accanto all’altro in quel tratto di marciapiede che ai loro occhi pare Saint Tropez. Nella pineta antistante, famiglie intere si accampano, organizzatissime, con tanto di tavoli per mangiare, amache per riposare, carte per giocare partite di tresette o scopone scientifico, sdraio ultimo modello per rimirare il tramonto. Agli occhi dei forestieri tutto questo può apparire follia. Portai un amico siciliano in questa spiaggia dell’immaginario. La vide e con delusione mi disse: “Ma siete praticamente in strada! Ed il mare è nero”. “Sì”, gli risposi “ma per noi è magia e riusciamo a scorgere persino acque...