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Medioevo

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In uscita Nuova Prosa n. 69 / Intervista a Valerio Evangelisti

Come è nato il tuo libro d’esordio? In quali condizioni è stato realizzato, e come è stato accolto?   Se per libro intendi “romanzo” (avevo già pubblicato testi di storiografia), la sua nascita è stata un po’ casuale. Da alcuni anni mi divertivo a scrivere storie “fantagotiche”, per me e per gli amici. Era una distrazione dalla mia attività di saggista semi-accademico. Dopo la nascita del Premio Urania, nel 1990, pensai di inviare alla giuria uno dei miei lavori. Si trattava de Le catene di Eymerich. Non contavo su una pubblicazione, volevo solo avere un giudizio. Questo fu così lusinghiero, per quanto non vincessi, che partecipai alle edizioni successive del premio. L’obiezione era che si trattava di opere molto lontane dalla fantascienza tradizionale proposta da Urania. Finalmente proposi una storia in cui c’erano astronavi e mondi alieni: Nicolas Eymerich, inquisitore. Vinsi nel 1993, fui pubblicato nel 1994. Sarebbe finita lì, se non fosse stato che vendetti 15.000 copie (poi divenute 17.000), quasi il doppio del romanzo americano più venduto quell’anno. Di lì partì il mio successo, inizialmente con modesti prodotti da edicola. Se c’è un autore pulp, in Italia, sono io,...

Le Goff: un maestro unico e caro

A San Gregorio degli Armeni a Napoli non vendono soltanto statuette del presepe. C’è chi richiede le anime  del Purgatorio. A mezzo busto, avvolte da fiamme rosse e oro,  alzano le braccia invocando una sollecita liberazione: il sacerdote, il frate, la donna lussuriosa e mezza nuda e tutta scarmigliata, il carabiniere con il suo cappello, e potrei continuare con una lunga esemplificazione.   Chiedono preghiere ai loro devoti per salire presto in Paradiso ma perché peccatori  a metà, non incalliti o perversi, in fondo simili ai parenti e agli amici ancora in vita, e perchè ormai prossimi al Cielo, godono essi stessi di un  culto particolare, già investiti di quell’aura di santità che stanno per raggiungere,  quasi santi  minori. A Napoli, nelle case, sono loro dedicati altarini e lungo le vie sono spesso composte, queste statuette dal volto sereno, in piccoli consessi allietati da fiori freschi.   Jacques Le Goff non conosceva la loro esistenza ed  era stato molto contento di riceverne una degna rappresentanza. Gliele mandai mentre scriveva uno dei suoi libri più...

Nikhil Chopra. Inside Out

Ciò che rimane della performance Inside Out di Nikhil Chopra - tenutasi lo scorso aprile e ospitata da Galleria Continua a San Gimignano nello spazio espositivo in Arco dei Becci - è la stanza al piano terra di un palazzo del centro storico medievale, abitazione dell’artista per 99 ore.   Entrando, la stanza sembra rimasta così com’era un istante dopo la sua partenza. Le sue cose, quelle usate durante la permanenza, sono ancora in giro: le spezie, gli indumenti, teli di varie stoffe. Le tracce della presenza di Chopra nella stanza-installazione, visitabile al pubblico fino al 15 settembre, trasmettono un senso di inguaribile mancanza e una nostalgia profonda per il suo temporaneo inquilino.     Il pavimento del vano, in pietra e piuttosto spartano, è cosparso di tessuti colorati. C’è del cibo, appoggiato su una cassapanca. Un affresco della vista di San Gimignano sulla parete, pochissimi mobili in legno, utensili, il copricapo e la veste - in stile medievale e decorata con un disegno delle torri del paese - indossata dall’artista durante le 99 ore. Un materasso è posizionato in un...

La realtà del Medioevo

Da una parte l’elaborazione di rituali religiosi, dall’investitura in avanti, che danno quadratura valoriale alla cavalleria, insieme la sua codificazione nelle belle imprese cantate dai poemi, dall’altra la realtà della guerra nei lunghi secoli del Medioevo. Una volta infranto l’ordine territoriale romano le gigantesche migrazioni di popoli si travasano infatti da est nel crogiolo dell’Europa occidentale con ondate magmatiche che investono città, campi, armati e civili. Vi portano la sperimentata abitudine alla scorribanda come metodo nomadico del combattere, aggravata dalla fluidità di confini e dei diritti. Fino ad allora, come bambini eccitati dalla trasgressione del limite, si erano arrovellati attorno al limes, ora essendone accolti, ora volendolo travolgere, ora soltanto varcandolo per ripiegare con frequenti raid. A ciò si aggiunge un’economia per forza di cose depressa che faticherà a ristabilire produzione e scambi fin quando una nuova sistemazione generale non andrà a sostituire quella esistita per tanto tempo. Ne consegue che “il modo di gran lunga più diffuso di guerreggiare...