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Da Walt Disney ai Pink Floyd / Cultura di massa

Non è semplice definire con precisione quali siano le principali caratteristiche della cultura di massa. Questa, infatti, consiste in un insieme estremamente articolato di prodotti culturali. Si tratta pertanto di ciò che viene realizzato da quella che Luca Balestrieri ha definito di recente “l’industria delle immagini” nel libro dal titolo omonimo (LUISS University Press), dunque fondamentalmente di film e fiction televisiva. Ma si tratta anche di musica, sport, fumetti e molto altro. I prodotti della cultura di massa hanno però delle caratteristiche in comune, la più importante delle quali è rappresentata dalla condivisione di un modello di tipo consumistico. Non a caso già negli anni Sessanta Edgar Morin, in una delle prime approfondite letture della cultura di massa come il volume Lo spirito del tempo (ora meritoriamente ripubblicato dalla rinata casa editrice Meltemi), sottolineava che la cultura di massa è uno spazio sincretico, il quale però, essendo destinato a un consumo di massa, ha la necessità di basarsi sulla promozione della cultura dell’individualismo e sull’offerta di una possibilità di distrazione dai problemi quotidiani.   Morin aveva inoltre ben chiara la...

Montage of Heck: due o tre cose sui Nirvana

Qualche giorno fa è uscito nelle sale, per soli due giorni di proiezione, Kurt Cobain: Montage of Heck, film prodotto da Courtney Love, con il consenso della figlia Frances Bean, che propone una serie di materiali inediti: home-movies in Super 8, disegni, fumetti, nastri registrati…   Ma c’è ancora bisogno di parlare di Kurt Cobain? In fondo, sono tantissime le interpretazioni riguardanti l’enorme portata innovativa del gruppo di Seattle, e altrettante le trasfigurazioni del personaggio in mito generazionale. Pensando e ripensando poi a ciò che hanno rappresentato i Nirvana, il rischio è sempre quello di ritrovarsi in una terra popolata da chi è rimasto e da chi invece se ne è andato, dai patetici con gigantesche capigliature brizzolate e da chi avrà ventisette anni per sempre. Sembra insomma che per parlare di Kurt Cobain sia necessario attingere alla propria esperienza personale, cercando di sistematizzare una geografia in cui tutti gli itinerari possibili portino alla creazione di un bene comune. Un compendio di memorie private che si traduce in realtà in un patrimonio collettivo, in un...