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I 60 anni della leggendaria vittoria olimpica / Gli artigli nudi di Abebe Bikila

10 settembre 1960, Olimpiadi di Roma. Per la prima volta una maratona olimpica non comincia e non si conclude dentro a uno stadio. È un tardo pomeriggio di fine estate, le ombre cominciano a diventare lunghe. Si parte dal Campidoglio, poi via dei Fori Imperiali, via dei Trionfi, Terme di Caracalla; ecco l’interminabile Cristoforo Colombo e le geometrie metafisiche dell’EUR, e il raccordo anulare. Quindi s’imbocca l’Appia Antica illuminata dalle fiaccole, perché nel frattempo il sole è tramontato e la sera romana corre imprendibile verso la notte. Infine, dopo quantaradue chilometri e centonovatacinque metri, ecco di nuovo il Colosseo e l’Arco di Costantino, il traguardo, il trionfo.     Fin dalla partenza gli sguardi dei cronisti di soffermano sui volti, sui corpi, sulle gambe dei campioni che sono pronosticati per la vittoria. Ci sono il neozelandese Magee, lo jugoslavo Mihailic, l’inglese Keily, il francese Mimoun e soprattutto i due sovietici Popov e Vorobjov, la cui prestazione è molto attesa perché preparata al dettaglio da un allenatore che è un mito: il cecoslovacco Emil Zatopek, la Locomotiva Umana, il dominatore delle corse di fondo nel decennio precedente....

Progetto Olimpico 2020 / Sfruttamento politico delle Olimpiadi tra vita, economia e pandemia

  Falsa partenza   In Italia la notizia del rinvio delle Olimpiadi di Tokyo 2020 è arrivata il 24 marzo, presentata più che altro come un’importante notizia sportiva. Il focus sui media italiani era dunque centrato sull’aspetto sportivo, sugli atleti, giovani e veterani, che avrebbero dovuto partecipare ai Giochi, oltre ovviamente alla causa di questo rinvio storico, il coronavirus che tiene in quarantena l’Italia intera e gran parte del mondo da ormai diverse settimane. In Giappone invece la vicenda delle Olimpiadi è vissuta da qualche anno a questa parte in modo molto più complesso, non solo dal punto di vista sportivo, puro e innocente, ma su tanti livelli, sociale, politico, economico, ecologico, e anche scandalistico, ancora più di altri paesi che hanno ospitato in passato i giochi olimpici.  La sera del 25 marzo, all’indomani della decisione del rinvio olimpico, Yuriko Koike, la governatrice di Tokyo, ha convocato una conferenza stampa straordinaria insieme alle autorità mediche della metropoli, un evento sicuramente coordinato con il governo, dove ha riassunto la situazione del contagio del coronavirus sul territorio metropolitano mostrando un cartello...