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Pasolini

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Milano, Palazzo Reale / A Emilio Isgrò affinché mi cancelli

Isgrò Palazzo Reale Caveau delle Gallerie d'Italia Casa del Manzoni Milano, fino al 25 settembre 2016   Così dedicato, l'amico Buzzati inviava a Emilio il suo Poema a fumetti. Milano, città amatissima da entrambi, omaggia Emilio Isgrò (1937) con una grande mostra antologica di opere storiche e inedite, che si snoda in tre sedi, a ripercorrere la sua lunga carriera di artista polivalente, precursore del concettuale, pittore, scultore, scrittore, poeta, drammaturgo e regista; un artista in senso classico, poliedrico, versatile, colto, sperimentatore infaticabile, impegnato. Un autocurriculum introduce il Sedicesimo d'accompagnamento e guida alle sale. Curata da Marco Bazzini, la mostra a Palazzo Reale presenta un corpus di oltre 200 opere, organizzate tematicamente intorno ai principali nodi dell'elaborazione teorica e artistica del maestro siciliano.   A Isgrò, la cui principale attività era, però, quella di editor e giornalista, fu riconosciuto il merito di aver lavorato, fin dagli anni '60, su un linguaggio artistico del tutto originale, che potesse riconciliare la parola scritta e l'immagine figurativa pittorica da un sostanziale conflitto che ha attraversato tutto il...

L’indimenticabile Nicòle Finzi-Contini / Bassani. Ritratto di uno scrittore

Uno dei tanti effetti perniciosi della caduta del gusto estetico, ossia della confusione tra i gioielli e la bigiotteria, è l’incapacità sempre più diffusa di distinguere l’insulto gettato alla cieca dalla satira, o comunque dalla critica magari unilaterale e violenta ma acuta: genere nel quale, come in qualunque arte, intuizione, forma e contenuto si fondono per produrre un aumento di conoscenza. Quando Franco Fortini, in uno dei suoi epigrammi anagrammatici e allitteranti, fa rimare il nome di Stefano Agosti con “Da immani fumi minimali arrosti”, coglie con felice economia stilistica il punto debole di un accademico che sforna ponderosi tomi di chiose semiologico-analitiche per stringere appena qualche scialba tautologia.   Quando Giovanni Raboni dice che Pasolini è stato poeta in tutto fuorché nelle sue poesie, ci consegna una stroncatura faziosa ma penetrante, vista l’effettiva pretesa, da parte dello scrittore corsaro, di redimere le opere fallite o difettose col carisma del proprio personaggio. Semplicemente insipida, dato che esprime un giudizio generico e non individualizzante, come ogni caricatura riuscita dovrebbe fare, è invece la battuta con cui i neoavanguardisti...