Categorie

Elenco articoli con tag:

Regno Unito

(2 risultati)

Un'analisi delle elezioni inglesi / Theresa May. Stupidità al potere

Dunque alla fine appena un pugno di voti (13,6 milioni contro 12,8) e un paio di punti percentuali (42,4 a 40) separano i Conservatives dal Labour. Anzi Theresa May da Jeremy Corbyn, perché nel bene (il secondo) e nel male (la prima) sono stati loro due a giocarsi la partita. Nemmeno lo sciagurato maggioritario secco inglese, che allunga in modo sproporzionato le distanze in termini di seggi (una sessantina in più al partito “maggiore” anche se di poco) stravolgendo il principio di rappresentanza, assicura una governabilità certa (mito di tutti gli aspiranti oligarchi). Il parlamento britannico rimane hang, “appeso” come si dice in gergo: in questo caso appeso all’alleanza con gli unionisti irlandesi del DUP (Democratic Unionist Party), che – se la May sopravviverà al voto di fiducia - sosterranno (“caso per caso”) il futuro governo conservatore come la corda sostiene l’impiccato, garantendogli con i loro 10 seggi una risicatissima maggioranza (di 2 voti). Sono fondamentalisti protestanti, ultrareazionari, antiabortisti, omofobi (“right-populists” sono definiti), nemici degli human rights, secondo l’imprinting impostogli negli anni settanta dal fascistoide reverendo Paisley, che...

Dopo Brexit / Il lavoratore europeo nel Regno Unito

Cosa significa vivere da cittadino europeo in Inghilterra dopo Brexit? E sottolineo Inghilterra perché parte proprio da qui la marea elettorale che sta provocato una crisi di nervi globale (come ha scritto qui anche Federico Campagna), ma che nell’immediato certamente interessa in maniera più pressante e esistenzialmente urgente i cittadini EU che da anni vivono e lavorano nel Regno Unito.    Premesso che è ancora presto per comprendere quali saranno gli scenari istituzionali, legali, politici ed economici immediati e futuri, il primo dato da registrare è stata la forte risposta emotiva del 48% della popolazione favorevole al Remain, del tutto comprensibile visto l’impatto e le possibili ramificazioni sociali, personali, politiche del voto del 23 giugno. Per molti che come noi vivono in filter bubble internazionali come Londra, Oxford o Cambridge, c’è stato un generale senso di incredulità, misto a frustrazione e a rabbia, soprattutto nei confronti di una classe politica che ha messo a repentaglio la stabilità economica e sociale di un paese per mere beghe di potere interno. Anche i più compassati tra i colleghi inglesi hanno visibilmente perso il controllo e la loro...