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Appunti per una storia, un’antropologia, una politica dell’acqua / Il Mondo e i mondi di acque

L’acqua è elemento trasversale, fluido, mutevole, multiforme, liquido, solido e gassoso (non si dimentichino le nevi e i ghiacci, i vapori e l’aria) che si riversa diversamente sulla terra, nella natura e nella storia. Questo carattere pervasivo, questa intrinseca, necessaria presenza dell’acqua entro ogni forma di vita del mondo non è mai uguale, non si ripete con monotona e scontata prevedibilità.  L’acqua esplica, infatti, le sue necessarie funzioni, articola e modella il suo ciclico fluire e rifluire, dando luogo a differenti geografie e storie, modificando, a seconda dei luoghi, dei tempi, delle interazioni con altri fattori fisici e storici – prima di tutto l’azione plasmatrice o distruttrice degli uomini – i suoi modi di essere, le sue presenze materiali, le sue stesse valenze simboliche. I diversi “mondi” che il nostro mondo terracqueo contiene, le configurazioni che al suo interno si susseguono nello spazio e nel tempo, altro non sono che differenti mondi d’acqua: mondi che possono rintracciare e raccontare la loro diversità, la peculiare specificità della loro stessa storia, proprio a partire dall’acqua. In questa accezione, una storia dell’acqua tende...

Bada a come mangi!

Ho letto con interesse un libro di Cinzia Scaffidi Mangia come parli, edizioni Slow Food. Il libro raccoglie 100 parole in vario modo collegate al mondo dell’alimentazione e ci propone di riflettere sull’evoluzione del loro significato nel tempo, per comprendere come, assieme al significato delle parole, è mutato il nostro rapporto con il cibo: Consumatore, Cotto, Grasso, Magro, Supermercato, Tempo. È stata una lettura piacevole, favorita da una generale consonanza di pensiero, eppure la sua impostazione diacronica, che in riferimento a ogni parola oppone un prima a un adesso, è legato un aspetto del libro sul quale vorrei soffermarmi criticamente. Lo schema argomentativo sotteso alle voci di questo dizionario di parole chiave è spesso il seguente: prima si faceva così, adesso si fa così, ma era meglio come si faceva prima. Non voglio allinearmi alle accuse di passatismo che da molte parti sono rivolte a Slow Food e che io ritengo insensate: se uno entra in un campo minato non dovrebbe bollare come retrogrado chi gli suggerisce di tornare sui suoi passi. Credo tuttavia che questa condanna generalizzata del presente investa...

San Francisco

Nonostante le spiacevoli traversie dei viaggi andati a male sappiamo che non sarà questo a fermarci. Le esperienze di viaggio ci insegnano che la prossima volta potrebbe andare meglio, anche quando tutte le evidenze volgono al peggio. C’è, nel viaggio, la forza di una sorpresa, l’idea di novità, la deriva profonda dell’avventura, quella che il filosofo Jankélévitch pensava fosse la chiave dell’idea di inizio, di ri-partenza o di qualcosa che “stacca” il tempo normale e lo fa diventare una freccia. C’è, nel viaggio, la busta a sorpresa che una volta si comprava in edicola. Non importava quel che c’era dentro, giornaletti, soldatini, cianfrusaglie, ma era l’aprirla il momento magico. Il viaggio è un avvio. E soprattutto esso è una riproposizione del presente, riporta il presente dove dovrebbe stare.   Adesso che sto ballando in un posto improbabile, nell’unico quartiere off rimasto a San Francisco, Bayview, un ghetto nero in cui la gentrification tarderà ad arrivare, adesso lo sento il presente. In una dark room di un bar malandato all’angolo della...