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sovranismo

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Cupio dissolvi / Trump a Londra

I 350 milioni di sterline che Boris Johnson aveva promesso di riportare ogni settimana nelle casse del NHS (National Health Service, cioè l’assistenza sanitaria britannica) se gli inglesi avessero accettato di uscire dall’Europa, hanno provocato una denuncia da cui l’ex sindaco di Londra dovrà difendersi in tribunale. Naturalmente era una falsità, come tante ne circolano in politica, ma l’accusa è che per sostenere questa falsità Johnson abbia manipolato dei dati, abbia insomma mentito sapendo bene di mentire.   Il sistema sanitario è davvero il nodo. L’ambasciatore Woody Johnson è stato chiaro nel preparare la visita di Donald Trump: nessun business deve essere considerato intoccabile. Gli Usa vogliono che si apra anche la NHS. Le destre europee sono state più prudenti nei loro toni antieuropei ma è chiaro, vedendo quello che sta accadendo in Inghilterra, quale è il rischio che si corre. Non solo, come accade a Westminster, un’implosione politica che ha praticamente paralizzato il lavoro legislativo del parlamento, bloccando ormai da tre anni la Gran Bretagna in un infinito navel gazing, cioè guardarsi l’ombelico; conseguenze tristi, la frammentazione dei due partiti...

Storia d’un successo non raccontato abbastanza / Ricerca, democrazia e UE

Il dibattito politico legato alle elezioni europee pare in questa occasione più vivace del solito. Senz’altro una nota positiva. Il risvolto negativo, tuttavia, è che tale vivacità sembra innescata, paradossalmente, dal vociare sovranista. Il blocco anti-europeista ha astutamente monopolizzato il discorso politico centrandolo su temi a sé cari (immigrazione, sovranità, identità), mostrando, paradosso dei paradossi, un’omogeneità sovranazionale nella propria visione in negativo dello statuto politico dell’Unione che i liberali e le sinistre europee sono ben lontani dal raggiungere. In quest’assenza di coesione, e in questo adeguarsi ai termini del dibattito introdotti nell’agone dai sovranisti, le forze europeiste (soprattutto le sinistre, come analizzato in un lucidissimo pezzo di Cas Mudde sul Guardian di pochi giorni fa) cedono terreno ai propri avversari, e sembrano rinunciare all’opportunità di spostare l’attenzione sulle success stories dell’Unione Europea e su temi più vicini alla propria storia culturale.   Accanto alla necessità di parlare, ad esempio, di redistribuzione, internazionalismo e di un welfare europeo condiviso, un tema centralissimo e trascurato, e un...

Muri / Il confine tra Estia ed Ermes

Molti hanno messo in relazione la caduta del muro di Berlino 30 anni fa con la costruzione del muro che il presidente Trump vuole costruire tra Messico e Stati Uniti oggi. È come se in questo lasso di tempo il senso generale della storia si fosse capovolto. Da qualche anno a questa parte, in effetti, dilagano in Occidente partiti e movimenti detti, a seconda dei casi, nazionalisti, sovranisti, identitari… Mentre sembrava fino a pochi anni fa che il vento della storia andasse nel senso opposto, verso un superamento dei confini non solo politici, ma anche economici, sessuali, culturali, ecc. Negli ultimi decenni in effetti l’Occidente (e altri paesi all’Occidente assimilabili) sembra lacerato non dall’opposizione destra versus sinistra, quanto piuttosto da un’opposizione che chiamerei società aperta versus società identitaria, in qualche modo chiusa. Il principio della società aperta fu teorizzato da Karl Popper, ma di fatto accomuna la destra neo-liberista al cosmopolitismo socialista e liberal, che appaiono due rami dello stesso albero. Entrambe le correnti abbracciano una concezione sconfinata della società e del mondo.    Per il neo-liberalismo (incarnatosi in quello...

Intervista al prof. Hans-Jörg Trenz / Chi sono i verdi tedeschi?

Dopo il boom alle elezioni della Baviera e dell’Assia, i verdi tedeschi rappresentano un nuovo soggetto politico europeo in opposizione alle forze sovraniste e nazionaliste. Per saperne di più ho fatto qualche domanda al professore Hans-Jörg Trenz, tedesco, attualmente professore di Studi Europei Moderni all’Università di Copenaghen, che da anni si occupa di partiti e movimenti politici europei.   Prof. Trenz chi sono i verdi della Bündnis 90/Die Grünen (Alleanza 90/ I verdi)? So bene che in Italia i Verdi vengono ancora spesso chiamati gli ambientalisti e sono visti più come un movimento sociale e non un partito politico. Questo punto di vista è però ingannevole poiché questo partito oggi è altamente istituzionalizzato ed è il risultato di una lunga storia di coalizione di governo sia con la SPD che con la CDU, tanto a livello regionale quanto a quello federale. Non si tratta di un partito-movimento come Podemos in Spagna o Syriza in Grecia, ma è piuttosto parte di quello che noi chiameremmo establishment. In parte proviene anche da un movimento civico eterogeneo, con una dominanza ecologista, ma che abbraccia l’intera agenda civico-liberale: pace, femminismo,...

Siamo tutti terrestri / Latour: Tracciare la rotta

Che cos’è la denegazione? O, se preferite, in che cosa consiste la freudiana Verneinung? Sarebbe facile dire che si tratta di una negazione menzognera, del negare ciò che si dovrebbe affermare – del tipo: “non mi piace il gelato” significa che ne vado pazzo; o, più tecnicamente, “non conosco l’Edipo” vuol dire che sono mostruosamente geloso del posto di papà nel lettone. Per gli psicanalisi seri non basta dire che disconoscere è il miglior modo di confermare, che è in sé una banalità, ma che i soggetti, in analisi, tendono a respingere a parole ciò che vogliono nei fatti tenere nascosto, per rimuovere, per ostinatamente conservare nei meandri di un inconscio che non conosce contraddizioni i propri intollerabili segretucci infantili. La denegazione è insomma un meccanismo strategico, una strenua forma di difesa contro chi vorrebbe rigirarci come un calzino facendo cader fuori, poco a poco, i nostri desideri più depressi e repressi. Di modo che arriva sempre un momento in cui la lotta fra mascheramenti e svelamenti si fa più aspra, e la denegazione finisce per divenire una specie di segreto di Pulcinella. Additare il rimosso, in fin dei conti, è il miglior modo per combatterne l’...

Razzismo contemporaneo e sovranismo / Sovrano senza scettro

  Afferma l’enciclopedia Larousse che il sovranismo è «la dottrina dei difensori dell’esercizio della sovranità nazionale in Europa». La sua radice sarebbe essenzialmente difensiva (quindi negativa, perché derivata per sottrazione), intendendo impedire il trasferimento di poteri, funzioni, saperi e competenze dallo Stato nazionale ad un organismo ad esso sovraordinato, federale o internazionale. In tale processo, infatti, il sovranismo identifica l’indebolimento e la disintegrazione dell’identità storica di una collettività, insieme allo svuotamento progressivo del principio democratico, soprattutto laddove esso invece istituisce e vivifica un nesso di rappresentanza diretta tra cittadini e decisori politici. La risposta alla globalizzazione senza confini, quand’essa si fa spazio totale di relazioni e di scambio, al medesimo tempo assolutista e autosufficiente, riposerebbe pertanto nella ricostruzione di saldi confini nazionali, a presidio di un territorio che è descritto come altrimenti assediato ed espropriato. Assediato dal più potente esercito che ci sia, quello della merce, ed espropriato non solo di capacità decisionale ma anche delle funzioni di rappresentanza degli...