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Svizzera

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#piazzadellabattagliadeimigranti / Garde à vue

Adesso che il 4 agosto ha ottenuto l'asilo, adesso che l'8 agosto, al mio ritorno dalla Svizzera, l'ho trovato ad aspettarmi alla Gare de Lyon, provo a raccontare di quella volta che non ce l'ho trovato.   Il 19 luglio sono arrivata a Gare de Lyon con il TGV delle 19:50 e una torta di compleanno per S., e in testa al binario S. non c'era. Mi sono innervosita, quella rabbia mista a paura che pervade gli abbandonici al minimo segnale di assenza. Ho passato in rassegna tutto quello che si muoveva con l'unico occhio buono mentre l'altro, ancora acciaccato dall’operazione, cercava il numero, anzi i numeri di S. in rubrica. Ho chiamato sul samsung ed era staccato, ho chiamato sul nokia, dove S. tiene la scheda lyca mobile per comunicare con tutto il Sudan, e suonava a vuoto. Ho lasciato un messaggio in segreteria: – S., dove sei!, dai, cazzo, non si fa! Ho chiamato Eléonore, che meno abbandonica di me, e quindi più spaventata, ha detto: – Merda, – a bassa voce, stava facendo baby sitting, – merda, è strano. Non il ritardo, il fatto che non ti risponda. Ho chiamato F., l'amico inseparabile di S.: – He is in Gare de Lyon. – No F., non è qui. – Te lo assicuro, eravamo a République...

Una matita per l'estate / Matita: veloce e lenta, giovane e antica

  La matita e io   Un paio di anni fa mi trovavo a partecipare alla prima riunione della giuria di un concorso. Eravamo in Svizzera, a Lugano, e noi giurati sedevamo a un tavolo fatto di banchi disposti a ferro di cavallo. Gli altri (per lo più donne) estraggono e posizionano davanti a loro computer e tablet; io e un signore ben più giovane di me, che sapevo essere giornalista e scrittore ma che non conoscevo di persona, tiriamo fuori calepino e matita. Lo vedo subito in difficoltà, il mio compagno di scrittura, perché la sua matita è spuntata. Con un gesto di sovrana professionalità apro la borsetta, tiro fuori il temperamatite, che ho sempre con me, e glielo porgo, sentendomi come Gesù nel tempio. Carlo (si chiama così) tempera la matita e mi restituisce con un grazie il temperino, di quelli che hanno la custodia incorporata per gli scarti. Nasce da questo piccolo gesto una grande amicizia.    Un'altra volta, l'anno scorso, ero stata alloggiata per lavoro in un albergo molto lussuoso, il Boscolo a Budapest. Sul comodino c'era, come spesso succede negli alberghi (in alcuni trovo una biro e allora so che non devo tornarci) una matita, e che matita. Di un bel...