Categorie

Elenco articoli con tag:

tirannia

(3 risultati)

Christian Salmon / Trump, Johnson, Bolsonaro: la tirannia dei buffoni

Martedì 3 novembre 2020, gli Stati Uniti d'America torneranno a scegliere il loro presidente. Non è solo una sfida tra democratici e repubblicani, tra l'irruenza del miliardario da talent show e la grigia competenza del politico di professione, tra il populismo movimentista e l'apparato di partito. La riconferma di Trump sancirebbe il trionfo della “Tirannia dei Buffoni”, come la definisce il politologo francese Christian Salmon nel suo recente La Tyrannie des Bouffons, Les Liens Qui Libèrent, 2020. Nella galleria di Salmon, accanto a Trump e Boris Johnson, rientrano il brasiliano Bolsonaro, il filippino Duterte, l'ungherese Orban e l'indiano Modi, nonché l'italiano Matteo Salvini (e di striscio Beppe Grillo, il prototipo del “comicopolitico”). Ultimo arrivato, la star delle serie tv ucraine Zelensky. Per gli studenti ai quali era stato mostrato un video con le sue affermazioni più controverse, Bolsonaro appare “cool, perché è un mito, perché fa ridere, perché dice quello che pensa” (Salmon, p. 63).    Come mai queste figure grottesche (vedi Bachtin) hanno occupato la scena politica e dominano il carnevale mediatico globale? A questi improbabili leader mancano le doti...

Le teste rotolano

Le teste rotolano. A ogni rivoluzione i rivoltosi e i rivoluzionari si avventano sui simboli del passato regime: abbattono statue, rovesciano monumenti, sbriciolano emblemi e insegne. Ma è dalla metà del XX secolo che le sculture marmoree o bronzee dei capi sono state deliberatamente prese d’assalto, colpite e ridotte a terra. E non solo quale opera di iconoclastia del vecchio potere, ma come effettiva azione sostitutiva dell’aggressione al corpo stesso del re, del tiranno o del despota. La statua di Mu’ammar Abu Minyar ‘Abd al-Salam al Qadhdhafi, meglio la sua testa dorata, giace ora a terra in una evidente decapitazione in assenza, per il momento, del suo corpo fisico.     Il potere simbolico dei monumenti dei dittatori è tale che nel 1956, nel corso della rivolta ungherese, schiacciata dai cingoli dei carri armati sovietici, il popolo di Budapest rischiò la vita per demolire la gigantesca effige del dittatore di Mosca eretta nel centro della città. L’abbattimento della scultura era una risposta al potere idolatrico di Stalin, così che correre a picconarla sotto il tiro dei cecchini...

Giuseppe Antonio Borgese / Identità italiana

Giuseppe Antonio Borgese, critico letterario e scrittore, appartiene al ristrettissimo novero di professori universitari (13 su 1251) che si rifiutarono di prestare giuramento al fascismo. Il suo diniego ufficiale fu semplicemente differito di qualche anno, poiché nel 1931 si trovava negli Stati Uniti, dove sarebbe rimasto a insegnare, da esule, fino al 1949. Disamina vasta e profonda delle radici culturali - propriamente italiane - dell'ideologia del regime, Golia. Marcia del fascismo è il più limpido documento della sua militanza antifascista. Venne scritto in inglese e pubblicato in America nel 1937: la prima, fortunosa, ‘edizione provvisoria’in traduzione italiana è del 1946. L'ultima del 1983. Quelle che seguono sono le battute conclusive del libro, dal capitolo-appello finale Ai fratelli d'Italia. Matteo Di Gesù In quante persone e quante cose hanno confidato gli Italiani di questi anni! Essi hanno aspettato la libertà dagli Inglesi, dagli Abissini, dalla Società delle Nazioni; forse adesso la stanno aspettando dagli Spagnoli o dai Russi. Essi hanno riposto le loro speranze ansiose nella...