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Tommaso Campanella

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La scintilla del cambiamento

Tommaso Campanella pubblica La città del sole nel 1602. È il primo anno che passa in carcere, ce ne rimarrà altri ventisei. Nel 1601, infatti, dopo una serie decennale di processi, è stato prima lungamente torturato (con la corda e il cavalletto) e poi condannato in via definitiva alla reclusione. Le biografie raccontano come, per le ferite terribili, i primi mesi di carcere li abbia passati in uno stato di prostrazione infinita. Ho letto un po' di scritti di Tommaso Campanella l'anno scorso, dovevo curare una breve presentazione per la messa in onda su Rai Storia di un vecchio sceneggiato Rai ispirato proprio alla Città del Sole che venne realizzato da un Gianni Amelio 28enne (sic!) e fu trasmesso in prima serata (sic!) nel 1973.   L'interrogativo che mi ponevo, leggendo Campanella, era semplicemente questo: come si fa ad immaginarsi un'utopia, un'utopia perfettamente congegnata in ogni suo dettaglio, mentre si è nella cella di un carcere, umiliati, annichiliti, fisicamente distrutti? Provo ad esprimermi meglio: quale è la forza che, di fronte al disastro, ci rende non solo resistenti, non solo reattivi,...

Lamezia Terme, 20 novembre 2011

  Torno a Lamezia. Finalmente abbiamo le date ufficiali del debutto di Donne al Parlamento: 20 e 21 novembre, ore 21, al Teatro Comunale Politeama, gestito per il Comune da Piero e Pierpaolo Bonaccurso del Teatrop.   I corsari hanno lavorato benissimo. Ricordate che vi dicevo dei problemi creati dalla innaturale (per la non-scuola) pausa estiva? Bene, sono andati dappertutto, non solo sono ritornati nelle scuole, ma anche nelle strade, nelle piazze. Nei pub, dove gli adolescenti si danno raduno, e hanno trovato nuove adesioni ed entusiasmo. Come crediamo si faccia il lavoro con i giovani? Si fa così. Impiegando tempo e passione. Le locandine, certo, i manifesti, i dépliant, la conferenza stampa, ma prima di tutto il guardarsi in faccia. Il prenderli sul serio, uno a uno. E forse i giovani stessi possono farlo meglio di tutti, per questo è importante non essere “avari”, ma coinvolgere ragazzi attenti e svegli e appassionati nei progetti culturali, se vogliamo che siano una miccia capace di accendere i loro coetanei.     Le prove procedono. Io oggi seguo solo Praxagora e le altre con Emanuele e Tonino, mentre...