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Walter Benjamin

(5 risultati)

I media e l'arte della menzogna / Il tramonto della realtà

In aula da un paio d’anni faccio sempre questo esperimento: chiedo agli studenti quanti sono secondo loro i migranti che vivono in Italia rispetto al totale della popolazione. Il risultato è sorprendente, anche se molto meno, per fortuna, rispetto al resto della popolazione. Secondo i dati forniti dall’Euro Barometro, l’Italia è il paese dove la distanza tra la percezione e la realtà in tema di immigrazione è più significativa: gli italiani credono, in media, che gli immigrati siano il 27% della popolazione, quando invece rappresentano solo l’8% (anche se nel 2007 erano il 4%).   I miei studenti invece li collocano tra il 10 e il 20% della popolazione, un risultato lievemente migliore, dovuto, credo, al maggiore capitale culturale in loro possesso. Tra la realtà e la sua percezione, c’è sempre stato un fossato, ma la sensazione è che, recentemente, la progressiva mediatizzazione di ogni aspetto della quotidianità stia contribuendo ad allargare questa distanza, tanto quasi da far scomparire la realtà. È di questo che parla il libro di Vanni Codeluppi, espresso dall’affascinante titolo Il tramonto della realtà, una parafrasi del Tramonto dell’Occidente di Spengler. Codeluppi...

Conversazione con il fotografo / Gianni Berengo Gardin. Collezionare

Laura Gasparini - Gianni Berengo Gardin è un notissimo fotografo italiano attivo dal 1953, prima come fotoamatore e in seguito come professionista. Forse è meno noto come collezionista, ad eccezione della sua ponderosa raccolta di libri fotografici, ma non per le numerose altre collezioni. Cosa ti spinge a collezionare? Cosa significa per te l'atto di collezionare? Gianni Berengo Gardin - Sinceramente non saprei dirtelo, non ci ho mai pensato più di tanto. È un atto istintivo, una passione che non so bene da dove nasca. Ho cominciato già da ragazzino con le figurine Liebig, i modellini di navi o di aerei, i dischi, i libri. Le mie sono collezioni estemporanee, nate per caso. Non c’è specializzazione. Quando mi piace un oggetto, vado alla ricerca delle sue varianti. Certo, c’è quel piacere unico che ti dà la “caccia”, e poi il momento in cui l’oggetto è tra le tue mani.    La tua collezione è composita: collezione di libri fotografici, soldatini, i film che hanno fatto la storia del cinema, quelli rigorosamente in bianco e nero, dipinti naif, modellini di barche, aerei, dimentico altro? Ci sono gli ex-voto, gli oggetti della cultura popolare o quelli kitsch, i dischi, le...

Retaggi coloniali, migrazioni transnazionali, legami familiari e politiche diasporiche / Asmarina: eredità postcoloniali

English Version   Realizzato nel 2015 da Alan Maglio e Medhin Paolos, Asmarina è uno splendido documentario che si propone di tracciare “voci e volti di un’eredità postcoloniale”. Accompagnato da una colonna sonora d’eccezione, il film racconta la storia della comunità habesha di Milano, insediatasi nel quartiere di Porta Venezia sin dalla metà del Novecento. Intrecciando esperienze ed identità di coloro che vivono in Italia da generazioni e dei rifugiati giunti di recente nel Paese, Asmarina ricostruisce la complessa rete di retaggi coloniali, migrazioni transnazionali, legami familiari e politiche diasporiche. E attraverso queste storie, che possono essere comprese solo a partire da un’ampia prospettiva trans-storica, ci invita a riconsiderare seriamente cosa intendiamo quando parliamo di “Italia” e di “italiani”.   Still from Asmarina (2015).    Fotografia della diaspora   Asmarina inizia con un montaggio di fotografie: una lente di ingrandimento che scorre lentamente sulle diapositive sparse su un tavolino; una vecchia foto in bianco e nero; un album di famiglia consumato; le pagine del reportage fotografico Stranieri a Milano, realizzato nel...

Colonial heritage, transnational migrations, family ties and diaspora politics / Asmarina: post colonial heritages

Italian Version   Asmarina, a 2015 documentary by Alan Maglio and Medhin Paolos, follows what they call “voices and images of a postcolonial heritage.” This beautiful documentary (with an absolutely riveting soundtrack) tells the story of Milan’s habesha community, integral to the Porta Venezia neighborhood since the mid-twentieth century. Weaving together the experiences and identities of those who have lived in Italy for generations with those of newly arrived refugees, Asmarina traces the complex networks of colonial legacies, transnational migrations, family ties, and diasporic politics. And through these stories, which can only be understood from a spatially extended and transhistorical perspective, it also forces a serious reconsideration of what we mean when we talk about “Italy” and “Italians.”   Still from Asmarina (2015).    Diasporic photography   Asmarina begins with a montage of photographs: a hand gently moving a magnifying glass over photo slides on a light table; an aging, black-and-white photo; a well-worn family album; crisp pages from the 1983 work of photojournalism Stranieri a Milano. Pictures are laid out on a table, ejected from a...

Come parlare della guerra in casa / L'Isis e i bambini

Io ho visto in televisione che c’era la guerra, ho sentito parlare della guerra nel telegiornale, io ho sentito alla tv che facevano la guerra. I piccoli captano segnali, intercettano sguardi, spiano le smorfie sui volti dei grandi per decidere se è il caso di allarmarsi oppure si può stare tranquilli. I recenti attentati terroristici possiedono la particolarità delle cosiddette “nuove guerre” degli anni Novanta del Novecento, tutte indissolubilmente legate alla loro rappresentazione mediatica ed estetica. Il contatto con il Male avviene sullo schermo, “focolare virtuale” che mette in comunicazione nostre e altrui identità. In ogni momento e a ogni latitudine è possibile l’“irruzione dell’imprevisto catastrofico”: dopo l’11 settembre 2001 la guerra invisibile è diventata un filo che penetra sottotraccia, rimescolando pensieri, shakerando emozioni. Le vittime e i carnefici, i “valori” dell’Oriente e dell’Occidente, la politica e la violenza sono sprofondate insieme nel cratere di Ground Zero. Le due torri gemelle infuocate e spezzate ormai stanno lì, ficcate nel nostro immaginario di adulti, gli ultimi attentati suicidi nelle capitali europee amplificano la guerra psichica, che...