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Design Week

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Design e infanzia / Era una casa molto carina

A Milano, in occasione del Salone Internazionale del Mobile 2017, tra il pullulare degli eventi del Fuorisalone, ormai diventati più cult e più cool del Salone medesimo, ben due hanno come protagonista il binomio bambino-design: DESIGN WEEK Arte e design per bambini, una mostra allestita negli spazi del MUBA, il Museo del Bambino, alla Rotonda di Via Besana, e Giro Giro Tondo. Design for Children, altro evento espositivo, visitabile nella sede del Triennale Design Museum. Sebbene entrambe le rassegne trattino il medesimo tema, lo affrontano in realtà in due maniere differenti.   Al MUBA, che non cessa di ospitare i suoi destinatari eletti, consentendo loro di proseguire imperterriti i giochi, sono esposti arredi e oggetti di design frutto di una ricerca, da parte di designers e di aziende internazionali, meno attenta alla loro forma finale di quanto non sia al loro fine ludico, nonché alla necessità di assecondarne il libero utilizzo da parte dei loro piccoli fruitori designati. In Triennale, invece, i pezzi esposti –of course tutti firmati da archistar e prodotti dai mostri sacri dell’industria del settore, come la sede impone– sono invece...

Una zebra al Salone del Mobile

Quando da via Conte Rosso ho svoltato per via Ventura, ho sentito la voce di Simonetta che mi chiamava. Mi sono avvicinato e mi ha detto: “Guarda che cosa ho comprato”. Era una custodia per Iphone zebrata. È stato il primo oggetto con cui sono entrato in contatto al Salone del Mobile. Poi ho visto una specie di grande cabina armadio, fatta come una specie di grande vagina color amarena.   In quanto profano, cieco, intellettualmente inerme di fronte a ciò che genericamente chiamo design, devo ricorrere a perifrasi vaghe e unappealing: "una specie di cabina armadio". Del resto io non so niente. Non sono titolare di nessun sapere specifico. Semplicemente da fantasma passo attraverso l'informazione. Come tutti o quasi tutti. La conoscenza si muove da un punto all'altro come polline nel mondo on line e off line del dopo Gutenberg. Senza sosta. E ci attraversa. E allo stesso modo io mi sposto per Milano, flâneur da un quartiere all'altro della Design Week. Cammino fra cloud umane di visitatori – con le loro grandi barbe hipster disegnate a carboncino, le scarpe forellate, le labbra tinte di rossetto sotto gli occhiali...