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MAMbo

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Conversazione / Boltanski: un fallimento che non si risolve

Christian Boltanski ha un lungo rapporto con l’Italia e con Bologna in particolare. Venti anni fa si tenne in questa città dalle molte ferite la sua prima mostra italiana, “Pentimenti”, all’interno della Villa delle Rose. Nel capoluogo emiliano ci è tornato per realizzare l’installazione dedicata Museo per la memoria di Ustica, la sua prima installazione permanente nel nostro paese realizzata al fianco dei parenti delle vittime. E ora torna per un progetto che coinvolgerà ancora una volta anche la storia della strage di Ustica, ma tutto il tessuto della città. “Ho sempre pensato di voler realizzare opere totali”, ha detto Boltanski presentando anche questo progetto che utilizza diversi linguaggi espressivi in una mostra diffusa, “Anime. Di luogo in luogo” (si è aperta domenica 25 giugno, al MamBo dove – parallelo a queste vare sezioni cittadine – è presente anche un allestimento che ripercorre i suoi lavori precedenti).   Fanno parte del progetto “Anime” la nuova installazione, “Réserve”, nel bunker della Lunetta Gamberini (inaugurata il 27 giugno, 37° anniversario della strage di Ustica), una performance, “Ultima”, e ancora, fuori dalla cerchia dei viali – nelle vie Agucchi...

L.A.W. (Live Arts Week) #2014

Quest'anno ho finalmente conosciuto Gianni Peng. Volutamente non ho cercato di comprendere i suoi intenti, convincendomi che l'importante fosse farsi trascinare e sommergere in quello che ogni anno porta a Bologna durante L.A.W. (Live Arts Week), il cui titolo indica già di che tipo di “contenitore” si tratti. Se si vuole chiamare Festival, può andar bene, il formato è quello, ma più che altro è proprio una settimana, cioè un tempo presente, in cui si susseguono, s'intrecciano, si conoscono artisti visivi, performers e sound designers di varia provenienza.   Uno degli obiettivi della direzione artistica è la volontà di collocarsi nell'utopia. Un'utopia, di nuovo, dichiaratamente del tempo presente, ma non necessariamente del “contemporaneo”, perché anche su questo concetto il dibattito è lasciato aperto. Una serie di eventi, dunque, quelli frequentati da e con Gianni Peng, che non vuole mettere punti, non vuole stabilire confini, non ha dettami. Semplicemente crea uno spazio di condivisione, unico filo rosso tra le performances che hanno abitato il pian terreno...

Di matrice femminile

Da maggio, ancora per poche settimane (fino al 1° settembre) il MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, ospita un progetto anomalo, che si compone di una mostra, di un ciclo di conversazioni, azioni e proiezioni dal titolo Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell'arte italiana contemporanea. Di primo impatto suona come una mostra sulle donne, un progetto pretenzioso, ridonante, finanche datato e anche un po' autoreferenziale se si pensa che è organizzato non dal direttore del museo ma da un “collettivo” (come si definiscono) di dipendenti, naturalmente donne, del museo stesso. Ma, se si pensa che in Italia la relazione che lega arte e politiche femministe è un tema praticamente rimosso dalla storia dell'arte, che sono pochissimi i testi fondamentali dei gender studies anglosassoni tradotti in italiano, che una figura come Carla Lonzi, storica dell'arte prima, quindi attivista femminista non viene praticamente menzionata nelle scuole d'arte e che il titolo stesso della mostra Autoritratti si ispira proprio alla sua raccolta di interviste del '69 Autoritratto ripubblicata solo nel 2010 e al saggio del '96...