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Olimpiadi Londra 2012

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Note dall’Andalusia

Trentuno luglio, mattina presto. Sbarcato a Siviglia con la famiglia, mi propongo di trascorrere due settimane in Andalusia. La macchina noleggiata è una Polo che profuma di nuovo. La meta è Cadice, dove la mia figlia più giovane è impegnata in uno stage di cinque settimane presso un gigantesco albergo a quattro stelle. Ho in mente di completare il tour delle coste atlantiche europee, che negli anni ho percorso dalla Normandia ai Paesi Baschi, dalla Galizia all’Algarve. Nella valigia ho messo La verità di Agamennone, raccolta di articoli di Javier Cercas uscita da poco; un vecchio romanzo di Paco Ignacio Taibo I sulla guerra civile nelle Asturie, Per fermare le acque dell’oblio, e un altro vecchio libro, Bartleby e compagnia di Enrique Vila-Matas. Conto su questi amati scrittori spagnoli per entrare meglio in sintonia con una terra che non visito da più di vent’anni.   Cadice è intasata dai turisti, decidiamo di sistemarci a Porto Santa Maria, sul lato opposto della Baia gaditana. I primi giorni, in attesa di un appartamento con l’indispensabile aria condizionata, ci si piazza all’Hotel...

Carattere trash ai Giochi

La prima volta che l’ho vista, per caso e di passaggio dietro le tribune di una partita di pallanuoto, ho strabuzzato gli occhi: possibile che abbiano scelto un carattere così brutto per dichiarare sede e anno dei giochi olimpici? Invece è proprio così. La font delle Olimpiadi di Londra si chiama 2012 Headline, linea di testa, e secondo Simon Garfield, autore di Sei proprio il mio typo (Ponte alle Grazie), sarebbe anche peggiore del logo stesso dei giochi disegnato da un artista con tanto di esposizioni alla Tate, Wolff Olins, che innumerevoli discussioni ha causato sin dalla sua comparsa. Mi riferisco all’immagine che secondo alcuni descrive Lisa Simpson che fa sesso, oppure una svastica, o, com’è stato scritto da un giornale americano “un uomo di mezz’età che cerca invano di sembrare figo sulla pista da ballo”. Costo, pare, 600 mila euro. Non male per un obbrobrio del genere.   Ma per tornare al carattere, o font, come dicono gli anglosassoni, si tratta certamente del più brutto carattere pubblico degli ultimi cent’anni. Se volete guardarlo meglio è qui; autore: Smuggle Sisters...