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Risorgimento

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Contro il Giorno della Memoria?

Va dritto al centro del problema il libro di Robert S. C. Gordon, Scolpitelo nei cuori. L’Olocausto nella cultura italiana (1944-2010) (Bollati Boringhieri, pp. 345, €27): come l’Italia ha recepito negli ultimi settant’anni l’Olocausto, ovvero lo sterminio degli ebrei? Ha occultato e misconosciuto la dimensione ebraica dello sterminio? Ne ha fatto un evento centrale della storia moderna? La narrazione dominante nel dopoguerra è stata quella della Resistenza, che ha finito per inglobare anche l’Olocausto, come mostra anche il libro di Primo Levi, Se questo è un uomo, uscito nel 1947. Nonostante il suo tardivo successo, dalla fine degli anni Sessanta, Se questo è un uomo è senza dubbio il libro di un ebreo laico, ex partigiano, improntato a un umanesimo di fondo venato di antropologia.     Gordon mette bene in mostra, sin dalle prime pagine, come il mito della Resistenza abbia coinvolto organizzazioni come l’ANED, l’associazione degli ex deportati, che pure hanno avuto un ruolo centrale nella testimonianza, studio e memoria dello sterminio ebraico. Nella storia intricata del settembre 1943 si presentano insieme questioni prodotte dalle vicende accadute: caduta di...

Alessandro Mari

Alessandro Mari vive in incognito, come un personaggio di Thomas Pynchon, a cui ha dedicato non per caso la sua tesi di laurea. Prima di esordire con quello che per l’ennesima volta con la consueta fantasia i giornali hanno indicato come romanzo-rivelazione, Troppo umana speranza, saga della difficoltosa costruzione di identità del Risorgimento italiano, si dedicava alla nobile (quanto diffusa, anche se di rado ammessa) arte del ghostwriting, scrivendo per interposta persona, per soddisfare personalità diverse tra loro, ma tutte accomunate da una stessa brama: la pubblicazione. Come se fosse una trama parallela del delizioso incanto apocalittico de L’incanto del lotto 49, le storie si dipanano, secondo i desideri di terzi, nel momento in cui il fantasma con la penna riveste di un corpo di parole la frustrazione di chi non possiede i mezzi della scrittura e ha invece lo statuto ambiguo di “personaggio”, mediatico o da condominio poco importa.   Nel frattempo il nostro tra una mentita pagina e l’altra covava l’epopea, visto che non concepisce di firmare libri che siano meno di trecento pagine, siglando una mappa del mondo...

Religioni della morte. I volti della Cultura di destra in Furio Jesi

Dopo quasi venti anni dalla seconda edizione torna nelle librerie Cultura di destra di Furio Jesi, mitologo, critico letterario, germanista e allo stesso tempo molto più di questo. Uscito per la prima volta nel 1979, l’anno precedente alla tragica scomparsa dello studioso torinese, il libro è uno dei suoi testi più profondi, luminosi e incandescenti, prova di una scienza della cultura situata al crocevia tra storia delle idee, antropologia, semiotica e narratologia e, per le polemiche che porta con sé a ogni pubblicazione, cartina di tornasole del dibattito sulla cultura di destra in Italia. La nuova edizione di Nottetempo, curata da Andrea Cavalletti, regala ulteriori elementi del cantiere jesiano presentando alcuni inediti di grande interesse, su tutti lo splendido Il cattivo selvaggio, un breve saggio sulle logiche implicite del razzismo, più che mai attuale.   Ma il punto è questo: che cos’è ‘cultura di destra’? Alla domanda postagli da «L’espresso» nel 1979 Jesi rispondeva: «la cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si pu...

Milano / Paesi e città

Attraversata piazza Tricolore, a Milano si entra nel Risorgimento. No, non sta risorgendo niente: in corso Concordia, davanti all’Opera di San Francesco, la fila di chi va a mangiare un pasto caldo continua ad allungarsi (ormai si sfiorano i duemilacinquecento pasti al giorno), e non solo di extracomunitari, mentre qualche metro più in là, nella piazza che al Risorgimento è dedicata, si sono aperti gli ombrelloni neri di un ristorante che, indifferente alla crisi e alla storia, inneggia all’oro. In mezzo alla piazza la statua del santo di Assisi svetta con le mani alzate (per paura?), cinque dita che benedicono a destra e tre a sinistra, “cinque e tre otto” l’avevano ribattezzata i milanesi quando ai monumenti di strada facevano ancora attenzione.   No, non pare che stia risorgendo qualcosa, ma i nomi delle vie, e i personaggi che richiamano, in questo angolo di città – la piazza vicina è intitolata alle Cinque Giornate – sono Unità d’Italia che avanza. Carlo Poerio, napoletano, famiglia liberale, condannato a trent’anni di carcere dalla restaurata autorità borbonica...

Anteprime / "Un paese in ginocchio" di Luca Scarlini

Che cosa hanno in comune gli italiani, dal Piemonte alla Sicilia, dal Molise alla Sardegna? Il cattolicesimo. Nel suo ultimo libro, Un paese in ginocchio (Guanda, pp. 152, € 13, in libreria dal 31 marzo) di cui presentiamo qui in anteprima un capitolo, Luca Scarlini parte dal fatto che, lo vogliano o no, gli italiani non possono non dirsi cattolici. Il saggista e drammaturgo fiorentino ci racconta, attraverso una serie di esempi, parlando di sesso e religione, di senso di colpa e cultura vittimale, di politica e società, in che modo l’identità italiana si sia fondata, e ancora si fondi, sulla forma esteriore della religione, che è per gli abitanti del Bel Paese una pratica prima ancora che una fede. Scarlini ricorre a una scrittura corrosiva, ironica e sarcastica, attenta ai dettagli, polemicamente sapiente. Come nei libri precedenti, vi racconta storie che ha recuperato da recessi ignoti, grazie dalla sua onnivora curiosità di lettore bizzarro e coltissimo. Il suo metodo consiste nel mettere insieme aspetti solo in apparenza distanti e irrelati, facendoli dialogare attraverso la propria spumeggiante scrittura. Alla pari del libro...