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Sellerio

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Fontana. Morte di un uomo felice

Giacomo Colnaghi vive accampato al Casoretto, periferia orientale di Milano, si  muove in bicicletta e spesso torna solo a tarda sera dopo lunghe giornate di lavoro al Palazzo di giustizia. Attraversa Milano d’estate, di mattina e di notte. Colnaghi è un giovane uomo di trentasette anni sposato con due figli ed è felicemente un uomo dello Stato. Per lo Stato ha sacrificato la propria vita, scegliendo di vivere in un monolocale per poter meglio seguire un’inchiesta sul terrorismo rosso che gli è stata affidata. Colnaghi può raggiungere la moglie a Saronno districandosi dal lavoro solo una volta a settimana; quando va bene. La loro vita è ridotta all’incrocio tra arrivi e partenze, tra le malattie e la crescita. Quella di Colnaghi è una vita di carte e di parole: ritagli, ricordi e intuizioni.   Eppure Giacomo Colnaghi non è un uomo triste, anzi una sottile felicità lo attraversa, come una qualità leggera che tocca chi è costretto alla solitudine e quindi alla scoperta. Già, perché Colnaghi è principalmente mosso da curiosità: le sue non sono indagini, ma...

Editoria indipendente?

Bisognerebbe stare più attenti ai salti semantici e ricordarsi quando si è passati a definire la "piccola editoria” “editoria indipendente”. All’inizio – sono circa gli anni ’90 del secolo scorso – nascono tanti piccoli editori che, sull’esempio di Adelphi e poi di Sellerio, propongono un’editoria di ricerca, alternativa. Libri belli, curati, che scoprono nicchie non ancora coperte dall’editoria italiana (in realtà sempre piuttosto aggiornata) e cercano i lettori anche attraverso nuove occasioni di incontro (paradigmatica la Fiera di Belgioioso) dove espongono cataloghi che, anno dopo anno, crescono.   I nomi sono noti: Minimum Fax, Iperborea, Marcos y Marcos, E/O, Quodlibet a cui si aggiungono negli anni Keller (Zandonai), Hacca, La Nuova Frontiera, Nottetempo, Voland e tanti altri che compongono un pulviscolo di iniziative, a volte baciate dalla fortuna e dall’abilità di avere un autore che va in classifica e che desta l’attenzione dei media e dei librai. Dopo il 2000 cominciano le concentrazioni editoriali, alcuni piccoli-medi editori sono acquisiti in grandi gruppi,...

Speciale librerie | Librerie a Palermo

Durante le vacanze natalizie mi è capitato di incontrare un amico scrittore palermitano, che vive da molti anni in Continente – e nondimeno, specie dalla specola isolana, resterà sempre, suo malgrado, uno scrittore palermitano – giusto davanti a una bancarella di libri usati, tra i banchi di un mercatino natalizio improvvisato per le festività, in piazza Marina, nel centro storico. Presto ci siamo ritrovati a commentare la morte inaspettata di Lorenzo Giordano, storico libraio palermitano, occorsa qualche mese prima, e la conseguente, desolante chiusura della sua libreria, l’Aleph, nel quartiere Libertà. Ci siamo rammaricati per il duplice lutto e perfino per il fatto che gli articoli che lo commemoravano sulla stampa locale, indulgendo in quella pietà omissiva che si presume si debba ai defunti, non restituissero la complessità del suo carattere: era un bibliofilo raffinato, Giordano, che non aveva nessuna remora a risultare sgradevole nel formulare i suoi giudizi letterari né ad affettare la sua alterigia verso un cliente che non riusciva a conquistare la sua benevolenza. Era di destra, ma nell’accezione...

Tre domande a Paolo Di Stefano

Giunge oggi alla terza tappa Italia piccola, il ciclo di incontri sulla realtà italiana organizzato dalla Libreria Utopia di Milano in collaborazione con doppiozero.   Abbiamo voluto raccontare luoghi e situazioni degli italiani di ieri e di oggi: l’Italia minore, quella che non ha spazio sui media se non quando accadono catastrofi naturali o tragedie, e gli italiani, diventati un popolo attraverso le vicende unitarie, le migrazioni, le trasformazioni del boom.   Oggi alle 18.30 Lucio Morawetz incontra Paolo Di Stefano, che nel suo libro La catastròfa (Sellerio), ha ricostruito il disastro di Marcinelle dell’8 agosto 1956, con partecipazione emotiva e pietas storica, tessendo un racconto polifonico di una grande tragedia nazionale.   Noi abbiamo rivolto all’autore queste tre domande.   Marcinelle è una delle tappe dolorose della storia repubblicana, ma non ha, mi pare, una bibliografia sterminata. Da cosa parte l’idea di farne un libro? Ero stato nel 2006 a Marcinelle per il Corriere della Sera al seguito del Giro d’Italia che quell’anno partiva da Charleroi in ricordo del...

Enzo Sellerio

Circa un mese fa avevo ricevuto da Enzo Sellerio una cartolina d’auguri con una fotografia a colori di un baracchino di frutta, sotto un pergolato, appoggiato a un muro affrescato con un enorme volto di ragazza sorridente, che sembrava divorare il fogliame. Il titolo sembrava la frase di una lapide sepolcrale: Strada statale 114 Orientale Sicula. Fine anni ottanta. In quell’immagine c’è, ancora una volta, tutta l’ironia e la poesia di questo bellissimo uomo, figlio dell’incontro tra una ricca ebrea di Grodno (oggi in Bielorussia), Olga Andes, studentessa di letteratura tedesca, e un geniale siciliano andato a Berlino a studiare Fisica (agli inizi del Novecento Palermo era uno dei principali centri del mondo per lo studio della Matematica e della Fisica). Sellerio è stato un uomo inquieto che ha seguito con coraggio il proprio istinto, senza mai sedersi sugli allori. Apparentemente dispersivo e sprecone, ma sempre coerente a un’idea della propria vita che ha saputo assecondare nelle varie attività alle quali si è dedicato. A ventitre anni era già in cattedra a Giurisprudenza, allievo e assistente del...

Lettera aperta sulla scuola

In un momento di estrema sofferenza per la scuola pubblica, in particolare a causa di scelte politiche ed economiche del governo, da un gruppo di importanti editori italiani è partita l'iniziativa di scrivere una lettera aperta sulla scuola indirizzata ai vertici delle istituzioni. La lettera ribadisce in modo chiaro quello che ognuno dovrebbe sapere e che l’Italia di oggi sembra ignorare, ovvero che c’è una correlazione diretta tra il grado di sviluppo di democrazia, benessere e civiltà di un Paese e l’attenzione che il Paese presta alla sua scuola pubblica. Doppiozero si associa alla campagna di sensibilizzazione e di sottoscrizione, che fuori dalla retorica intende rilanciare delle priorità per il mondo della cultura: ‘prendere sul serio il nostro futuro’è possibile nella misura in cui si rimetta la scuola al centro del discorso pubblico e la si faccia tornare ad essere il nucleo propulsore di un nuovo sviluppo umano, sociale, economico.   Leggi la lettera.