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Arena del Sole

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Antonio Latella per Ert / A Est dell’Eden di Steinbeck

Sette ore di spettacolo per scarnificare una saga romanzesca come East of Eden (in italiano La valle dell’Eden, 1952) del premio Nobel John Steinbeck. Due spettacoli più brevi, tre e quattro ore, riunibili in un’unica galoppata teatrale. In uno spazio dal taglio cinematografico che gioca sui piani ravvicinati o lunghi, e che condensa certi fatti o azioni nodali in simboli o in esplosioni estreme fino ai confini del melò, affidando alla parola il dipanarsi dell’anima degli avvenimenti. La valle dell’Eden, vista all’Arena del Sole di Bologna in una produzione Ert – Metastasio di Prato – Stabile dell’Umbria, è l’ultima creazione di Antonio Latella, che si è associato nel compito di traduzione drammaturgica dell’immenso romanzo la brava Linda Dalisi. E il testo risplende, asciugato ma non “ridotto”, portato alle sue ragioni essenziali, senza divagazioni e senza brani di colore, mantenendo intatti i sapori fondamentali dell’originale.      La sala rimane illuminata, come in un’indagine “scientifica” brechtiana, come in un’aula di anatomia o di entomologia. La scena nella prima parte si svolge essenzialmente intorno a un tavolo, con i personaggi seduti e con il...

Veronika Voss, Latella, le scimmie

Non per forza una domanda, un'illuminazione, o un po' di dolore, o di gioia, ma almeno un colore, una consistenza, un formicolìo, a casa, dopo aver visto uno spettacolo, dovremmo avere il diritto di portarli. Quando questo non accade vuol dire che qualcosa non va. Lo spettacolo in questione è Ti regalo la mia morte, Veronika, scritto da Antonio Latella e Federico Bellini a partire dal film di Rainer Werner Fassbinder, Veronika Voss, per la regia di Latella, prodotto e distribuito da un teatro nazionale, ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione. A maggio il debutto a Modena, e dalla scorsa settimana in tournée: prima tappa, Arena del Sole di Bologna.   Carpio, Piseddu, Acca, ph. Brunella Giolivo   Sforziamoci almeno per un momento, con pazienza, di osservare nel dettaglio la drammaturgia: luci accese in sala, sul fondo un telo di pelliccia bianca, in scena una fila di sedie di legno da vecchio cinema-teatro, sulla destra una macchina da presa retrò. Una donna magra, diafana, con una sottoveste cipria coperta da un cappotto rosso, interviene in proscenio, senza microfono, sul vocìo del pubblico appena arrivato e nell'...