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Dolomiti

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28 gennaio 1972 / Dino Buzzati, una vita tra libri e montagne

“Ricordiamoci che la natura sta diventando una autentica ricchezza. Di tale ricchezza le Dolomiti sono una miniera prodigiosa che il mondo sempre più ci invidierà. Ma se la si sfrutta ciecamente, per la smania di pomparne i soldi, un bel giorno non ne resterà una briciola. Sono montagne delicate, basta poco a deturparle, un giorno pagheremo il conto. Un giorno, quando le Dolomiti saranno tutte un autodromo, la loro poesia andrà a farsi benedire”. Così Dino Buzzati scriveva sul Corriere della sera il 5 agosto del 1952 nell’articolo Salvare dalle macchine le Tre Cime di Lavaredo, contribuendo a preservarle da uno scempio irreparabile. Qualche avido sciagurato, con la scusa delle Olimpiadi previste a Cortina nel ’56, aveva infatti proposto di realizzare una strada che collegasse il lago di Misurina al rifugio Locatelli, passando sotto le Tre Cime e arrivando poi al rifugio Zsigmondy-Comici. Con le stesse ciniche motivazioni con le quali si sono perpetrati negli anni tanti altri scempi, e si immagina oggi di realizzare impianti che colleghino il passo Giau e il Civetta, il Monte Rosa e Cervinia, Pila e Cogne, devastando quanto rimane della bellezza delle nostre montagne: per sciare...

Scalate, dipinte e raccontate / Le Dolomiti di Dino Buzzati

Narrare era la più grande passione di Dino Buzzati, nei romanzi, nei racconti e negli articoli, nelle lettere e nei dipinti. Amava combinare l’espressività della parola con quella del tratto, fin da ragazzo, quando descriveva scalate ed emozioni nelle lettere al suo grande amico Arturo Brambilla. Accompagnava le parole con schizzi di figure umane e di montagne, a volte poche linee a volte disegni pensati ed elaborati. “Si prese l’abitudine di trovarci ogni domenica pomeriggio… si discorreva di scuola… ma soprattutto si tentava insieme l’esplorazione delle cose più belle che la vita sembrava prometterci: l’arte, la letteratura, la montagna, i misteri…”. Arturo aveva grandi possibilità, nello scrivere e nel dipingere, ma il carattere riservato e quieto gli impedì sempre di emergere come avrebbe meritato. Dino invece ebbe sempre un immenso desiderio di traguardi memorabili.  Buzzati è uno dei grandi narratori italiani del Novecento. Scrivere per lui era un mestiere e una passione, ma raccontava storie anche quando dipingeva, racchiudendo nella tela favole grottesche, sogni malinconici, desideri erotici e paure inesplicabili. Il mondo figurativo era parallelo alla scrittura,...

Andare, camminare, (non) lavorare

Si sente forte il silenzio, quassù, sul sentiero ciclabile che, dal rifugio Fedale, sale agrodolce alla malga Pioda. Cinque giorni tra le dolomiti devono avere corroborato lo spirito, rodato muscoli e fiato perché mi sento in forma, oggi, mentre marcio spedito sul monte Civetta, sostenuto dai lusinghieri incitamenti delle endorfine. Ho staccato di qualche centinaio di metri e di un paio di tornanti le chiacchiere della combriccola, da poco ho superato un altro gruppetto di camminatori ed è appena scomparso dietro una curva il biancovestito ciclista di montagna che mi ha oltrepassato lentamente, mulinando forsennatamente le gambe depilate sui pedali e rantolando un saluto inarticolato. Ora che, finalmente, sono solo, sperduto nella solitudine relativa e perfetta che ha i confini del mio campo visivo, mi pare che, magicamente, questo paesaggio abbia perduto ogni suono. Come se qualcuno avesse d’improvviso tolto l’audio ad un film già abbastanza loquace per immagini e fotografia. Anche i miei piedi, chiusi negli scarponi, solitamente così inclini a sonori inciampi, sdrucciolii e sfrigolamenti, si sono fatti più taciturni,...