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Irkutsk

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Viaggiare / Olga Tokarczuk, I vagabondi

«Volo da Irkutsk a Mosca. Si decolla da Irkutsk alle otto del mattino e si atterra a Mosca alla stessa ora – otto del mattino dello stesso giorno. Questo è il momento esatto in cui sorge il sole, quindi si vola per tutto il tempo all'alba. Si rimane in questo singolo istante, grande, tranquillo, espanso come la Siberia. Dovrebbe essere il momento per la confessione di un'intera vita. Il tempo scorre all'interno dell'aereo, ma non fuoriesce all'esterno.» Il viaggio è una luce sempre accesa, è un’ansia, è una ricerca, il viaggio è la solitudine estrema e il suo contraltare. Il viaggio è una persona che ne incontra un’altra, il viaggio è la storia personale che si mescola a quella degli altri. Il viaggio è un odore, una vaga speranza, è una possibilità da rinnovare ogni giorno. Il viaggio è il fuso orario che cambia, un riparo, una doccia non fatta, un letto ricevuto in regalo. Il viaggio sono mani che si toccano, spalle che si sfiorano, sono gli aeroporti, i porti, sono i treni, sono le banchine delle stazioni.   I viaggi sono l’unica vera casa che abbiamo, sono tutto quello che impariamo, sono poi quello che lasciamo. Il viaggio è cultura ed è aver cura. Il viaggio è...

La quinta volta

Salimmo in treno a Yekaterinburg, con i biglietti comprati qualche giorno prima. Se viaggi in Transiberiana devi avere una certa passione per i paesaggi monotoni, per il mondo post sovietico, e per i treni. Quelli della Transiberiana non sono male, molto simili agli Intercity che tutti usavamo in Italia prima dell'alta velocità, ma rigorosamente in versione treno notturno. Nell'ex Unione Sovietica, e in particolare in Siberia, tutti i tragitti sono lunghissimi, e tutti i vagoni sono attrezzati con i sedili ribaltabili, le cuccette. La prima classe ha dei vagoni con cabine a due letti mentre la seconda, quella che usavamo noi, degli scompartimenti con 6 cuccette.   Capimmo abbastanza presto che alle biglietterie tendevano a riservare un vagone agli stranieri, ed infatti ci trovammo nello scompartimento con una coppia di ragazzi, lui italo-russo, lei francese. Noi eravamo in tre, il che lasciava un letto vuoto sul quale appoggiare i bagagli che altrimenti sarebbe stato impossibile infilare nel risicatissimo spazio al di sopra della porta d'ingresso. Ci aspettava una coabitazione lunga 3 giorni, in uno spazio più piccolo di 3 metri quadri. 72 ore...