Categorie

Elenco articoli con tag:

Manchester

(4 risultati)

Ragionando sulla catastrofe di piazza San Carlo / Bun sì cujun no

«Riesci a respirare? Vedi?» chatto alle 20.54 di sabato 3 giugno 2017 al mio figlio sedicenne da casa, «Ahahah si» mi risponde alle 21.03. Un genitore, quando il figlio comincia a girarsene da solo in città con il suo smartphone, all’inizio è molto apprensivo: cerca di localizzarlo in modo onesto, senza spyware, cerca di sapere dove va, con chi va, cosa fa, quando ritornerà. Ha paura che venga travolto da un’auto mentre legge su WhatsApp una delle chat dei suoi dieci o venti gruppi, pensa che possa essere derubato o accoltellato. Ma se ha un buon rapporto con lui, può diradare, sapere più o meno qual è la banda con cui esce, quante birre più o meno berranno, e quanti spinelli più o meno si faranno. Lo lascia andare per il suo mondo, per la sua città, con il suo branco, perché sa che la sua città, Torino, Italia, 3 giugno 2017, grosso modo ha un basso tasso di possibile strage terroristica. Non è Parigi, non è la Francia, non è Londra, non è il Regno Unito, ma sa che poi ci sono la Norvegia e le stragi in un ritiro di ragazzi laburisti, e uno studente impazzito che mitraglia in un liceo americano… Cerca di non farsi divorare dal panico quotidiano, che ha sostituito o che si...

Guardie e ubriachi

La vicenda della foto di Capodanno a Manchester ha avuto una sua grande eco anche qui in Italia. Nel giro di neppure una settimana, la storia è stata ripetuta già più volte: la notte di Capodanno, Joel Goodman, un fotografo freelance, gira per il centro di Manchester per vedere che cosa succede attorno alla mezzanotte, “capturing the excitement and the mayhem of New Year's Eve” (dice il Manchester Evening News). Scatta questa foto all’incrocio tra Dantzic Street e Well Street. Insieme ad altre viene postata sul sito online del giornale; la nota un producer della BBC, Roland Hughes, che su Twitter sostiene che assomigli a un bel quadro (“like a beautiful painting”). I social networks rilanciano a migliaia e la foto diventa celebre, ma per più di quindici minuti. Il Manchester Evening News online lo definisce subito “Manchester masterpiece”, ne traccia l’antefatto, intervista il fotografo, ne propone una sorta di analisi estetica.   La foto non è per niente pittorialista, ma sui social diventa insistente il richiamo alla storia dell’arte: uno chiama in causa un quadro di Hogarth,...

Madchester, andata e ritorno

Sono trascorsi venticinque anni dall'uscita di Bummed (Factory Records, 1988), il secondo album dei mancuniani Happy Mondays. Per celebrare l'anniversario, la band capitanata da quella canaglia di Shaun Ryder darà il via, a novembre, a un tour britannico di quindici date. Pare che il gruppo, che nel 2012 si è riformato con la line-up originale, abbia intenzione di suonare gran parte delle canzoni del “famigerato” album.   Happy Mondays   I loro concittadini The Stone Roses, che si sono riuniti l'anno scorso dopo una separazione durata circa quindici anni, hanno invece fatto ventilare la possibilità di un nuovo disco. In attesa di notizie su quello che sarebbe il loro terzo album, a giugno è intanto uscito un documentario (diretto da Shane Meadows) sul ritorno della band intitolato: The Stone Roses: Made of Stone.   Un po' più contorta la storia degli Inspiral Carpets, anche loro provenienti dai dintorni di Manchester (Oldham, ad essere precisi). Separatasi nel 1995, la band si era riunita nel 2003. Tom Hingley, il cantante che aveva rimpiazzato il frontman originale Stephen Holt (che se n...

Progetto Grafene

Giorni fa, una trasmissione radiofonica mi ha chiesto di commentare un’immagine inedita. La curiosa fotografia a colori rappresentava, a dire il vero in maniera un po’ kitsch, un blocco di carbone grigio-ferro posato sopra i petali rosa di ciliegio. Che cosa ci fa un blocco di carbone grigio-ferro posato sopra i petali rosa di ciliegio? mi sono domandato ingenuamente.   Ho subito pensato a un fotomontaggio, ma la didascalia, insieme a qualche nota di contorno, ha chiarito subito ogni cosa. Si trattava di un pezzo di grafene, il più leggero materiale solido esistente, appena sviluppato in un laboratorio cinese, un materiale, appunto, così lieve da poter essere posto su un fiore senza neanche incurvarlo. Una materia grezza, rugosa, nera, immobile sui petali, senza neanche piegare lo stelo.     Le spiegazioni lo definiscono come il materiale che potrebbe cambiare il nostro futuro. A riprova di ciò, e nella speranza di riposizionare il vecchio continente al vertice della ricerca e dell'industria hi-tech, la Commissione Europea ha deciso di stanziare un miliardo di euro in dieci anni per finanziare la ricerca su questo sottilissimo foglio di grafite. Un rozzo masso...